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04-02-2013

Le istituzioni umbre in difesa dell'Aeroporto "S.Francesco d'Assisi"

 

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: ”Una delegazione unitaria a Roma per rappresentare al Ministro Passera le ragioni dell’Umbria e del suo Aeroporto, decisivo fattore di sviluppo economico e sociale della regione”.

 

“Le Istituzioni locali, senza eccezioni, hanno censurato il provvedimento che esclude l’Aeroporto “San Francesco di Assisi” dalla rete degli scali di rilevanza nazionale:
a tutte, la Camera di Commercio rivolge l’invito a costituire una delegazione al massimo livello per portare la nostra protesta direttamente al Ministro Passera perché rivaluti la sua posizione”.

 

“La determinazione assunta nei confronti del nostro Aeroporto è incomprensibile, immotivata e in contraddizione con gli stessi parametri di valutazione utilizzati nell’Atto di indirizzo per la definizione del Piano Nazionale per lo sviluppo aeroportuale”.

 

 

 

 

“Il Ministro Passera deve riconsiderare la posizione dell’Aeroporto regionale umbro “San Francesco d’Assisi”, escluso dalla rete degli scali di rilevanza nazionale tracciata nell’Atto di Indirizzo per la definizione del nuovo Piano per lo sviluppo aeroportuale italiano” .
E’ questa la posizione espressa da Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia, ente che detiene il pacchetto di maggioranza relativa della SASE, società di gestione del “San Francesco di Assisi”.


“Le Istituzioni locali, senza eccezioni, hanno censurato duramente il provvedimento di esclusione dell’Aeroporto umbro: a tutte, la Camera di Commercio di Perugia rivolge l’invito a costituire una delegazione al massimo livello per portare – il più presto possibile - la nostra protesta direttamente al Ministro Passera, perché rimetta in discussione la decisione sul “San Francesco”.


“La scelta adottata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – puntualizza il presidente Mencaroni - è incomprensibile, immotivata e ingiustamente punitiva. Per di più, appare in aperta contraddizione con gli stessi parametri di valutazione utilizzati per la definizione dell’Atto di Indirizzo al Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale. Il “San Francesco d’Assisi” risponde alle caratteristiche territoriali richieste dal “Comprehensive Network”: è l’unico della regione e serve un territorio di scarsa accessibilità, che non dispone di adeguate linee ferroviarie, né di autostrade”.


“L’obiezione è che non raggiungiamo ancora il traffico richiesto di almeno 500.000 passeggeri all’anno. Detto che su questo punto, deroghe sono state comunque previste, ritengo che per l’aeroporto umbro i dati sul traffico definiscano una realtà in forte espansione e dunque andrebbero letti non in valori assoluti ma per incremento percentuale del movimento: il Ministro Passera si accorgerebbe allora che nell’ultimo biennio questo scalo – moderno, bello e funzionale – è stato tra i primi in Italia con un +55% nel 2011 e + 15% nel 2012”.


“Ma anche un altro aspetto evidentemente è sfuggito” ha ricordato Giorgio Mencaroni. “Lo scalo umbro serve un territorio a forte vocazione turistica e di vivace presenza imprenditoriale. Ma è anche in posizione strategica e baricentrica rispetto ad un area di straordinario interesse storico, artistico, culturale, economico e sociale. Dunque potrebbe servire, in una logica di rete, anche per delocalizzare traffico generato da scali di più grandi dimensioni che si trovano a distanze certo non proibitive”.


“Sia chiaro, non si contesta la volontà di procedere ad una razionalizzazione del sistema, ma credo che sia tutt’altro che strategico mettere in discussione strutture aeroportuali su cui sono stati fatti ingenti investimenti e da cui dipendono le sorti di un intero sistema economico e produttivo. Anche se si tratta di scali di non grandi dimensioni”. “Peraltro – ha concluso il presidente della Camera di Commercio di Perugia – è proprio questa tipologia di aeroporto ad aver raggiunto i risultati migliori negli ultimi due anni, senza dire che il numero di scali sotto il milione di presenze in Italia non è poi così alto: siamo a 16 aeroporti contro, ad esempio, i 42 della Francia, i 33 del Regno Unito, i 19 della Spagna e i 17 della Germania”.
 

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