La Camera di Commercio di Perugia e l’Azienda Speciale Promocamera hanno presentato i risultati del progetto “Imprenditoria Giovanile” ideato e realizzato con lo scopo di fotografare lo stato attuale dell’imprenditoria di nuova generazione in provincia di Perugia e comprendere cosa significa essere oggi “giovane imprenditore”.
Ha aperto i lavori il Presidente dell’ente camerale Alviero Moretti che ha ricordato l’impegno profuso in questi anni dalla Camera di Commercio di Perugia a sostegno della imprenditoria giovanile, la forza motrice capace di portare ad un solido allargamento del sistema produttivo locale.
I risultati dell’indagine sono stati illustrati da Giorgio Del Mare, Amministratore Delegato di Methodos S.p.a. L’indagine presso i giovani imprenditori della provincia di Perugia ha fornito una fotografia aggiornata delle principali caratteristiche e tendenze in atto nel sistema delle imprese locali: il profilo dei giovani imprenditori, l’andamento congiunturale, l’evoluzione del passaggio generazionale, le criticità presenti nell’attività imprenditoriale e le modalità di soluzione.
Le motivazioni prevalenti nella scelta imprenditoriale non sono dissimili per gli imprenditori più anziani e quelli di nuova generazione. Tra i giovani che sono subentrati nell’azienda di famiglia emerge come motivazione forte il desiderio di continuare la missione familiare, espresso anche come bisogno di affermare una appartenenza e una identità (“…ho respirato fin da piccolo il profumo dell’impresa). Ma la spinta a fare impresa per l’imprenditore junior rimanda anche al rapporto con il lavoro dipendente, considerato difficile da trovare e troppo spesso restrittivo per le aspirazioni personali, e alla volontà di apportare competenze innovative in un contesto di conflitto generazionale, per lo più visto in positivo (“volevo dimostrare a mio padre la mia capacità di far crescere il mercato…”).
Nella fase di start up dell’impresa le principali difficoltà indicate da imprenditori junior e condivise dai senior sono state le barriere in ingresso dovute alla rigidità delle opportunità di finanziamento, le difficoltà ad individuare e sviluppare idee di impresa innovative e le difficoltà nel reclutamento di risorse umane adeguate. Nella fase di sviluppo subentrano invece per entrambi difficoltà nel reperimento di nuovi finanziamenti per lo sviluppo e l’innovazione, nella formazione e sviluppo di risorse professionali adeguate, nel costruire un network commerciale.
L’indagine quantitativa ha approfondito i principali aspetti della transazione generazionale e le criticità incontrate dai giovani imprenditori, differenziando l’analisi tra le imprese di recente costituzione e imprese meno recenti. . I 537 imprenditori intervistati rappresentano tutti settori merceologici presenti nella Provincia di Perugia, con la prevalenza di agricoltura, commercio e artigianato. Sono state realizzate 152 interviste ad aziende recenti, ovvero costituite negli ultimi 5 anni (28% del campione) e 385 aziende non recenti, ovvero costituite da più di 5 anni (72%). Quasi la metà degli intervistati (46%) ha assunto il ruolo di imprenditore nel corso degli ultimi 5 anni; oltre un terzo ha una anzianità come imprenditore compresa tra i 5 e i 15 anni. Il settore agricoltura è caratterizzato dalla maggiore presenza di imprenditori che hanno assunto il ruolo più recentemente (80% negli ultimi 5 anni); il settore commercio ha la più elevata quota di imprenditori con una anzianità oltre i 5 anni (68%).
Il tasso di femminilizzazione del campione è pari al 36% (leggermente inferiore ai tassi di femminilizzazione dell’occupazione regionale pari al 40%). Quasi il 60% del campione si concentra nella fascia d’età compresa fra i 26 e i 35 anni mentre i giovanissimi imprenditori (< 25 anni) rappresentano il 9% degli intervistati. L’origine dell’attività di giovane imprenditore è da ricondurre prevalentemente al proseguimento di una impresa esistente (60% degli intervistati) con una decisa prevalenza di ingressi nelle aziende di famiglia (47%). I casi di imprenditoria derivante da avvio di nuove imprese (40% degli intervistati) sono per lo più riconducibili allo sviluppo di una idea imprenditoriale nuova (30%) con valori più marcati soprattutto nei settori commercio e servizi.
Il 65% degli intervistati sono giovani imprenditori di seconda generazione e solamente in un terzo dei casi la transizione generazionale è stata completata mentre nel 67% dei casi è ancora in corso di attuazione. In particolare la transizione generazionale è in corso di completamento nel 44% degli imprenditori di seconda generazione e nel 54% degli imprenditori di terza generazione (e in fase iniziale rispettivamente nel 26% e 22% dei casi)
L’approfondimento di tali aspetti ha offerto indirettamente l’opportunità di verificare lo stato e la tenuta del sistema economico provinciale. L’indagine sembra confermare che il sistema imprenditoriale perugino si trova in una fase evolutiva cruciale, in cui gli esiti di un passaggio generazionale diffuso si confrontano con le esigenze di superamento di una mentalità imprenditoriale storicamente chiusa e poco orientata all’innovazione. La sensazione è che le reti relazionali locali da fattore di forza rischiano di diventare fattori di “implosione” del sistema, se non si attua un salto evolutivo in cui alle forme “spontanee” subentrano maggiori livelli di organizzazione e una maggiore “apertura” complessiva del sistema.
Le maggiori criticità rilevate presso il sistema delle imprese locali riguardano:
1) La scarsità del personale tecnico specializzato e qualificato
Si tratta di un problema strutturale e generalizzato che investe le imprese recenti e soprattutto le meno recenti, con intensità elevata nei settori di produzione e dei servizi, la cui origine è da ricondurre, oltre che a modifiche strutturali della domanda di lavoro, alla scarsa corrispondenza tra il sistema della formazione scolastica/universitaria e le esigenze reali delle imprese.
2) La necessità di ampliare i mercati di riferimento ed il parco clienti a tutti i livelli (locale, nazionale, internazionale) adeguando e sviluppando le reti di vendita
Appare questa in prospettiva come una delle principali scommesse del sistema locale; anche analizzando l’elenco delle difficoltà con minore incidenza (sotto il 20% degli intervistati) la triade mercato-clienti-vendita emerge come problema con quote tra il 30% e il 50% degli imprenditori che non hanno trovato soluzione.
Il successo di questa sfida può essere favorito dalla capacità del sistema di fornire una serie di supporti quali:
3) Il reperimento di informazioni sui concorrenti
La ricerca di nuove prospettive in un contesto di globalizzazione dei mercati sollecita un maggiore ricorso all’analisi competitiva come strumento di conoscenza e di supporto alle decisioni d’impresa. (In cartella Stampa testo e sintesi dell’Indagine).
Al convegno hanno portato il proprio contributo i presidenti nazionali dei Giovani Imprenditori di Confapi Catia Polidori, Confindustria Fabrizio Venturi, Cna Fabio Giovannini, Confartigianato Maurizio Del Tenno, Confagricoltura Gerardo Diana e Confocommercio Marcello Di Caterina.