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Presentata a Roma la XXVI edizione del Concorso nazionale "Ercole Olivario" per la valorizzazione delle eccellenze olearie; il 7 aprile a Perugia, la premiazione.

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Un altro anno, per  raccontare il lungo viaggio dell’Ercole Olivario, il prestigioso concorso nazionale dedicato alle eccellenze olivicole italiane, che quest’anno cresce sul fronte delle etichette iscritte (237 da intendersi dato provvisorio: sono infatti in corso le valutazioni sui requisiti di partecipazione presentati al momento delle iscrizioni) da 17 regioni,  con la novità di quest'anno: la presenza di 4 blogger provenienti dalla Russia per diffondere ulteriormente una delle eccellenze italiane in un paese in cui lo scorso anno sono stati esportati 20 milioni di olio di qualità con una crescita del 7%. Ciò a dimostrazione che la competizione non è soltanto un momento di confronto per tutti gli attori del comparto ma anche una vetrina strategica per catalizzare oltreconfine l'attenzione verso uno degli asset più importanti dell'agricoltura made in Italy nel mondo, soprattutto nel 2018 anno del cibo italiano. Con la cerimonia di premiazione, in programma sabato 7 aprile, presso l’aula magna dell’Università per Stranieri di Perugia.

 

Il premio, alla sua 26esima edizione, con diciassette giudici, iscritti nell'elenco di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergine ed extravergine, in rappresentanza delle principali regioni olivicole italiane, dal 3 al 6 aprile, presso la Camera di commercio di Perugia, degusteranno gli oli in gara per selezionare la "top list 2018" delle migliori produzioni italiane, in vista della premiazione che svelerà i vincitori delle due categorie, Dop/Igp ed Extravergine, nelle tipologie fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso.

 

Tutto questo illustrato, oggi 13 marzo a Roma, presso Unioncamere, alla presenza del presidente del Comitato di coordinamento del concorso e presidente della Camera di Commercio di Perugia, Giorgio Mencaroni, del segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, di Guido Magnoni dell'Area agro-alimentare di Ice, e del giornalista enogastronomico, Maurizio Pescari.

 

Promosso da: Unione delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura; Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Perugia; Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

 

Con la partecipazione di Unioncamere Umbria, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Perugia, Camera di Commercio del Molise, Agenzia per la Promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane e Associazione Mirabilia. E, per non mancare, il supporto del Sistema camerale nazionale, del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) - Centro di Ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari (IT),e le associazioni dei produttori olivicoli e delle istituzioni impegnate nella valorizzazione dell'olio di qualità italiano.

 

L’Ercole Olivario è rivolto a olivicoltori produttori di olio in proprio, ai frantoi le cui olive provengano dal territorio in cui è sita la struttura, a consorzi, cooperative, reti di impresa e a soggetti sottoposti al sistema dei controlli, detentori, nella relativa zona d’origine, di prodotto pronto per l’immissione al consumo, con certificazione a denominazione d’origine.  

   

“Anche quest’anno l’appuntamento con l’ Ercole Olivario, come ha dichiarato Giorgio Mencaroni presidente della camera di commercio di Perugia, testimonia la grande qualità dell’olivicoltura italiana, un patrimonio straordinario che si regge su una biodiversità unica al mondo e su ben 46 denominazioni Dop e Igp riconosciute dall’Unione Europea. Ma allo stesso tempo, la competizione fotografa il grande rinnovamento che in questi ultimi anni sta caratterizzando il settore, sempre più a dimensione di giovani e non più solo appannaggio delle regioni blasonate. Se da una parte i protagonisti di questo ‘Rinascimento’ dell’olio extra vergine d’oliva italiano sono proprio i giovani olivicoltori, preparati, con un percorso di studi alle spalle e sempre più desiderosi di investire in agricoltura per valorizzare cultivar autoctone e sviluppo tecnologico, dall’altra, sono in aumento i territori che hanno intrapreso un percorso orientato al netto miglioramento qualitativo, dimostrando di saper competere con le più vocate zone olivicole d’Italia. E’ il caso del Lazio, che spicca come regione capofila per numero di etichette iscritte (47), davanti ad esempio all’Umbria, alla Puglia e alla Toscana che confermano comunque un’indiscussa qualità”.  

 

Voci collegateagroalimentare, assaggiatori olio, azione promozionale, promozione

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