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18-01-2019

"Turismo e cultura: indagini, formazione e nuove sperimentazioni"

 

La Camera di commercio di Perugia ha presentato i risultati di due indagini condotte da Isnart, l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche – a supporto del progetto per  la “Valorizzazione del patrimonio culturale e del turismo”  ideato e sviluppato dalla stessa Camera.

 

“Scendiamo in campo al fianco delle imprese dei settori culturali e del  turismo – ha annunciato Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia – con un programma di iniziative mai tanto vasto,  ispirato alle linee guida  della riforma del sistema camerale, che ci ha assegnato competenze ‘obbligatorie’  nei campi della  Valorizzazione del Patrimonio Culturale e dello Sviluppo e Promozione del Turismo”.

 

A sostegno del Progetto Turismo  della Camera di Commercio, le analisi dell’Isnart  forniscono fondamentali strumenti di conoscenza per capire e interpretare  le dinamiche che muovono i flussi turistici,  che su di essi influiscono e che, alla fine, determinano il successo di una destinazione.

 

Isnart ha realizzato le due ricerche, negli ultimi mesi del 2018, così da poter comporre un quadro completo della situazione attuale dell’economia del turismo culturale in provincia di Perugia. Sono state  interpellate 500 imprese operanti in provincia nel Settore Turismo e un campione di 1000 turisti, italiani e stranieri, che a fine 2018 hanno trascorso un periodo di vacanza a Perugia e provincia.   

Interventi alla presentazione,  Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia;  Flavia Coccia, Responsabile Progetti di ISNART - Istituto Nazionale Ricerche Turistiche;  Monica Basile, esperta e formatrice senior di marketing territoriale.

 

Presenti  Antonella Pinna, dirigente Servizi Musei della Regione dell’Umbria e l’Assessore al Commercio del Comune di Perugia Cristiana Casaioli.

  

Turismo culturale in provincia di Perugia: 2018 positivo, ma ancora distante dai livelli pre crisi. Superata l’emergenza terremoto.

 

Nell’ultimo trimestre (ott.-dic) dell’anno le presenze sfiorano il milione e mezzo; 43 imprese su 100 segnalano un incremento rispetto al 2017. Ma le imprese restano in “attesa”.

 

L’impatto dell’attività turistica sull’economia provinciale.

 

“Il 2018 per gli operatori del Turismo culturale in Umbria è stato un  anno positivo” - ha evidenziato il Presidente Mencaroni, -  “con risultati che sono stati superiori a quelli dell’anno precedente, in particolare nel comparto alberghiero dove il 43% delle imprese segnala un incremento delle presenze rispetto al 2017.

 

In media nel 2018 sono state occupate il 38% delle camere, con un picco del 54% nei mesi centrali della stagione estiva e un minimo del 22% nel periodo gennaio-marzo, con tassi mediamente più elevati nelle strutture alberghiere. “Tuttavia, nonostante l’incremento dei flussi – ha ricordato il Presidente della Camera di Commercio – non abbiamo registrato un miglioramento dei livelli di occupazione nelle diverse strutture ricettive, a dimostrazione che le imprese sono tutt’ora in una posizione di attesa per verificare se l’andamento delle loro performances si consoliderà o meno nel lungo periodo”.

 

Nell’autunno 2018 (periodo ottobre-dicembre) si stimano presenze turistiche presso le strutture ricettive pari a 1.032.000 turisti. Le abitazioni private ammontano a 439.000 presenze, per un totale complessivo di 1.471.000 sul territorio della provincia di Perugia.

 

I turisti italiani, che pernottano in strutture ricettive della provincia, sono il triplo rispetto agli stranieri (777.000) ed il quintuplo per quanto riguarda le abitazioni private (368.000).  Riguardo le strutture ricettive, la spesa stimata degli stranieri è di gran lunga superiore in proporzione alle presenze,  ovvero oltre 60 milioni di euro. Gli italiani ne spendono poco più di 97, comprovando un accorciamento delle distanze precedentemente evidenziate.

In aggiunta al pernottamento (oltre 81 milioni di euro), tra le voci più importanti relative alla stima dei consumi turistici segnaliamo la ristorazione (circa 27 milioni di euro), i prodotti enogastronomici (oltre 26 milioni di euro), le attività ricreative-culturali e d’intrattenimento (oltre 26 milioni), l’abbigliamento e le calzature (oltre 12 milioni) ed i trasporti (oltre 4 milioni).

In termini percentuali, l’alloggio e la ristorazione assieme impattano sull’economia della provincia per il 54,2% seguiti dall’agroalimentare (13,2%), dalle attività ricreative, culturali e d’intrattenimento (13,1%), dalle calzature e dall’abbigliamento (6,2%) e dai trasporti (2,4%).

 

La spesa è prevalentemente imputabile ai turisti che scelgono di pernottare nelle strutture ricettive: 100 milioni di euro per alloggio e ristorazione, oltre 16 milioni di euro in attività ricreative, culturali e d’intrattenimento, oltre la metà (più di 14 milioni) per l’agroalimentare, oltre 7 milioni di euro in abbigliamento e calzature ed oltre 3,5 milioni per i trasporti.

 
Chi sono i turisti che scelgono di visitare Perugia e la sua provincia.

Italiani battono stranieri: 63,8% contro 36,2.

Tedeschi “lieben Perugia”: con il 27,9% distanziano nettamente francesi, inglesi e spagnoli. E, per la prima volta, i cinesi battono gli americani: 4% contro 3,8%.

 

Flavia Coccia, Responsabile Progetti di ISNART, è scesa nel dettaglio dell’indagine: “Il 63,8% dei turisti che hanno visitato Perugia e provincia sono italiani.  Si tratta di turisti prevalentemente di sesso maschile (61,7%). La maggior parte dei turisti è rappresentata da coppie senza figli (41,7%) e la fascia d’età più rappresentata è quella tra i 31 e i 40 anni (28,2%). I turisti possiedono maggiormente un diploma di maturità (54,3%) e svolgono una professione (73,6%). La metà ha un reddito medio di riferimento (50,4%). Gli stranieri rappresentano oltre un terzo (36,2%) dei turisti. Anche in questo caso, la maggior parte di essi è rappresentata da coppie senza figli (38,1%) e la fascia d’età più in evidenza è quella tra i 21 e i 30 anni (33,5%). In aggiunta, vi è il triplo di studenti stranieri in più rispetto a quelli italiani”.   

 

Tra i principali Paesi di provenienza degli stranieri, in particolare si segnalano la Germania (27,9%), seguita da Francia (16,2%), Regno Unito (14%), Spagna (9,9%) e la Cina che toccando il 4% delle presenze, ha superato per la prima volta gli Stati Uniti fermi al 3,8%. 

 

La provincia di Perugia è una destinazione per chi ama la cultura, godendo delle sue eccellenze storiche ed artistiche. La ricchezza del patrimonio artistico/monumentale, infatti, è la prima motivazione dei turisti che hanno scelto la provincia come meta di vacanza (37,2%).

Gli stranieri, in particolare, prediligono di più il desiderio di vedere un posto mai visto (17,2%), a cui si accompagna la scoperta delle eccellenze locali (15,7%), lo shopping (14,8%) e infine, lo studio (10,7%).

Gli italiani vedono nella provincia di Perugia il luogo ideale per apprezzare le bellezze della natura e coltivare interessi naturalistici (14,4%) nonché tornare in una struttura della località come cliente abituale (14,4%).

 

Come un turista sceglie la destinazione Perugia

 

Complessivamente, la scelta della destinazione di vacanza è fortemente influenzata dal passaparola e in particolare da internet che rappresenta, soprattutto per gli stranieri (54,4%) un canale di accesso ad informazioni complete ed aggiornate per poter organizzare la vacanza e conoscere il territorio. Un peso ragguardevole è rappresentato dai social che influenzano le scelte di circa 4 internauti su 10.

Tra gli altri canali si segnalano, in particolare, la pubblicità (4,4%), le guide turistiche (4,1%) e le agenzie di viaggio (3,8%).

 

Il peso del Turismo Culturale

 

Il 37,2% dei turisti che hanno soggiornato nella provincia di Perugia nel periodo autunno/inverno  del 2018 possono essere annoverati come turisti interessati al patrimonio culturale quale motivazione principale del soggiorno.

 

Il turista culturale  è prevalentemente di sesso maschile (60,5%) e la fascia d’età più rappresentata è quella tra i 31 e i 40 anni (24,2%). Gli italiani sono costituiti in gran parte da turisti di sesso maschile (62,9%). Il 25,3% rappresenta individui di età compresa tra i 31 e i 40 anni.  

Anche gli stranieri sono prevalentemente di sesso maschile seppur inferiori rispetto agli italiani (56,3%). In questo caso, c’è una prevalenza di turisti in giovane età, tra i 21 e i 30 anni (27,2%).

   

Focus Group e Seminari formativi. Formare gli imprenditori per attrarre un nuovo tipo di turista: "L’ospite esperienziale” 

 

Curati dalla Dott. Monica Basile, esperta e formatrice senior di marketing territoriale, il progetto “Turismo e Cultura” della Camera di Commercio ha proposto Focus Group rivolti direttamente alle imprese e agli operatori turistici,  così da coglierne le effettive esigenze e necessità.

 

“Rilanciare la destinazione con prodotti nuovi: il turismo esperienziale. Un modo per andare oltre alle visite culturali e regalare memorie “tangibili” agli ospiti del territorio dell’Umbria”. Sono queste le linee guida alla base di “Turismo e cultura”- ha ricordato Monica Basile. “Siamo partiti con una base di una trentina di imprese del territorio: alberghi e agriturismi, artigiani (oro, ceramiche tessuti…) produttori (vino, olio, cioccolata, birra), ristoratori e a un gruppo così eterogeneo è stato chiesto quali fossero i loro desideri. In generale l’esigenza era di trovare nuove attrazioni per i turisti, di selezionare una clientela di fascia alta, di identificare attività per generare un flusso stabile di presenze tutto l’anno (destagionalizzazione) e di creare relazioni fra gli imprenditori. In quattro giorni di lavoro si è scelto di puntare su un obiettivo concreto, immediato: attività per l’imminente Natale 2018. L’idea elaborata: una brochure presente in tutti gli alberghi in cui spiegare tutte le occasioni “esperienziali” che il turista poteva scegliere durante le festività”.

In cosa consiste l’esperienza concreta? Si entra nella bottega dell’artigiano e si impara a tessere con i telai medievali. Si costruiscono i gioielli con le tecniche degli Etruschi, si entra nel laboratorio della cioccolata e si realizza il proprio “cioccolatino personalizzato”. L’importante è toccare con mano, per andare oltre alla visita standard”.

 

Gli imprenditori che hanno partecipato al Focus,  hanno espresso tramite questionari anonimi un gradimento molto alto, facendo emergere in particolare l’alta efficacia del percorso fatto. Partecipato a questa esperienza di formazione, gli imprenditori hanno continuato a lavorare in gruppo e manifestato l’intenzione di pescare dal fertile territorio umbro altre idee da sviluppare creando “esperienze” per i loro ospiti. Per poter convogliare con più passione queste offerte, gli imprenditori del Focus stanno valutando di andare a visitare direttamente ogni singolo artigiano, che entra così in una rete di sviluppo territoriale, improntata sulla logica del rapporto win-win, azioni che facciano guadagnare tutti i partner di un progetto.

Voci collegatecultura, patrimonio culturale, turismo

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