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Anteprima Excelsior, duemila occupati in meno entro il 2010

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Per il secondo anno consecutivo, in calo l’occupazione in provincia di Perugia. Alla fine del 2010 saranno 2.000 i posti di lavoro persi, conseguenza delle 9.000 fuoriuscite dal mercato del lavoro non compensate dalle 7.000 assunzioni operate. Il saldo negativo dovrebbe attestarsi sul – 1,8%, in lieve miglioramento rispetto al – 2% del 2009.
Nell’Industria la situazione più critica con un saldo negativo del – 2,7%. Negativi, ma con percentuali meno evidenti i Servizi (-0,9% nel complesso), all’interno dei quali peraltro settori come il Turismo scontano flessioni pari a – 2,6%.
 

Persistono le difficoltà nel mercato del lavoro. Anche il 2010 sarà caratterizzato da un diffuso ridimensionamento delle previsioni occupazionali espresse dagli imprenditori dell’industria e del terziario. E’ quanto emerge dai dati dell’indagine Excelsior (realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro) basati sulle interviste a 100.000 imprese per rilevarne i programmi di assunzione. La rilevazione, statisticamente significativa per tutti i settori economici e per tutte le province, è in grado di fornire un quadro previsionale puntuale e aggiornato sul fabbisogno occupazionale delle imprese e sulle principali caratteristiche delle figure professionali richieste (livello di istruzione, età, esperienza, difficoltà di reperimento, necessità di ulteriore formazione, ecc.). Nella provincia di Perugia vengono intervistate circa 1.500 imprese.

 

“Sapevamo che anche nel 2010 la crisi, seppur mitigata dai primi segnali di ripresa, avrebbe prodotto un nuovo ridimensionamento dei livelli occupazionali, ma francamente speravamo in un risultato meno negativo” Così il presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni, ha commentato i dati dell’Indagine Excelsior 2010 che rileva le previsioni occupazionali delle imprese e i fabbisogni professionali per l’anno in corso.

Ancora il Presidente Mencaroni: “Rispetto al pessimo 2009 il saldo tra entrare e uscite dal mercato del lavoro è migliorato di appena lo 0,2%, passando da – 2% a – 1,8%. Alla fine del 2010 saranno 2.000 i posti di lavoro persi dal sistema produttivo provinciale. Le situazioni più critiche si evidenziano nell’Industria con un saldo negativo del 2,7%. Va meglio nei Servizi che nel complesso registrano un – 0,9%, ma appesantimenti nel Turismo (- 2,6%)”.

“E’ evidente dunque che se ripresa c’è – e abbiamo visto che indubbiamente anche a livello provinciale i segnali si fanno sempre più forti – non è abbastanza incisiva per riattivare le dinamiche occupazionali e creare nuovo lavoro. Una situazione peraltro che si verifica normalmente ogni qualvolta il sistema produttivo è investito da crisi strutturali e congiunturali, con la domanda di lavoro che si manifesta in ritardo rispetto alla ripresa dei corsi economici”.

 

 

LE PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI PER IL 2010 DELLE IMPRESE PERUGINE

 

 

Persistono le difficoltà nel mercato del lavoro. Anche il 2010 sarà caratterizzato da un diffuso ridimensionamento delle previsioni occupazionali espresse dagli imprenditori dell’industria e del terziario. E’ quanto emerge dai dati dell’indagine Excelsior (realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro) basati sulle interviste a 100.000 imprese nazionali (di cui circa 1.500 relative ad imprese della provincia di Perugia). Le aziende adottano prudenza nel procedere all’inserimento di nuovo personale, tanto è vero che la quota di imprese che prevedono assunzioni, a livello provinciale, si attesta al 15,3%, in sensibile flessione rispetto al 20% del 2009. La percentuale provinciale è inferiore al valore regionale (16,1%), al dato del Centro (pari al 18,5%) e alla media nazionale (la cui percentuale è del 18,6%).

 

A fine anno il tasso d’entrata nel mercato del lavoro dovrebbe attestarsi al 5,2%, corrispondente a quasi 7.000 assunzioni. Il tasso d’uscita dovrebbe raggiungere il 7%, a cui corrispondono circa 9.000 fuoruscite dal mercato del lavoro. In termini assoluti la perdita occupazionale netta dovrebbe essere di oltre 2.000 posti di lavoro.Nel 2010, per il secondo anno consecutivo il saldo tra tasso d’entrata e tasso d’uscita dal mercato del lavoro assumerà segno negativo. Il saldo provinciale a fine anno, infatti, dovrebbe attestarsi al –1,8%, con un lieve miglioramento rispetto al -2% dello scorso anno. Il tasso provinciale risulta in linea con il –1,7% dell’Umbria, ma peggiore del –1,4% del Centro e del -1,5% nazionale.

All’interno delle assunzioni provinciali, diminuisce il peso del lavoro di tipo stagionale da parte delle imprese provinciali. Entro la fine del 2010, secondo quanto previsto dagli imprenditori, le assunzioni di personale stagionale nella provincia di Perugia dovrebbero essere pari al 21% delle assunzioni totali, in diminuzione rispetto al valore dello scorso anno (circa 27,7%). La percentuale provinciale risulta superiore al dato regionale (il 19,1%), ma è al di sotto del 28,4% del Centro e del 31,2% nazionale.

Complessivamente a livello provinciale saranno assunte circa 1.500 persone con contratto stagionale, di cui uno su cinque nell’industria e i restanti quattro nel settore dei servizi, in particolare nel turismo, con quasi il 25% delle assunzioni stagionali totali. Il 51,3% delle assunzioni stagionali effettuate a livello provinciale riguarderà persone a cui non è richiesto alcun titolo di studio oltre la scuola dell’obbligo prevista dalla normativa vigente, mentre il 42% si riferirà a personale laureato, la percentuale dei laureati assunti con contratto stagionale sale al 43,2% a livello regionale, al 44,4% a livello nazionale e arriva al 47,3% nelle regioni del Centro.

 

Assunzioni non stagionali

Analizzando i dati delle assunzioni non stagionali previste entro la fine del 2010, appare quasi stabile la quota di laureati richiesti dalle imprese. Dopo il progressivo incremento della domanda di personale con un livello d’istruzione universitario, registrato negli ultimi anni, la percentuale di personale laureato richiesto quest’anno subisce una battuta d’arresto e si mantiene sugli stessi valori dell’anno precedente. Il fabbisogno di laureati nel 2010, infatti, si ferma all’8,4% del totale delle assunzioni non stagionali, in linea con l’8,6% del 2009. La percentuale di laureati della provincia si colloca ampiamente al di sotto della media nazionale, pari a circa il 12,5% delle assunzioni programmate, che risulta invece in crescita rispetto allo scorso anno. Cresce pertanto il gap tra dato provinciale e media nazionale. Sale invece la percentuale dei diplomati richiesti, si passa dal 41,5% al 49,4%, con un incremento di otto punti percentuali, il valore più alto registrato dal 2005.In flessione anche la richiesta di personale con qualifica professionale che dal 14,8% del 2009 scenderà al 6,7% nel 2010, la percentuale più bassa degli ultimi sei anni.

Nonostante la flessione della domanda di lavoro, per il 2010 le imprese perugine segnalano complessivamente un incremento nella difficoltà di reperimento delle figure professionali di cui necessitano. La percentuale d’assunzioni non stagionali considerate di difficile reperimento è del 28,4% in aumento di sette punti percentuali rispetto al 21,7%, dello scorso anno. Il valore provinciale risulta inferiore al 29,3% regionale, ma maggiore rispetto al 26,7% della media nazionale, al 26,8% del Centro, testimoniando la  più alta difficoltà che le imprese provinciali e regionali incontrano nel reperire le figure professionali di cui necessitano.

 

Diminuiscono le probabilità per i giovani di trovare lavoro. Le assunzioni non stagionali di giovani con meno di 30 anni, infatti, saranno pari al 36,4% del totale. Il valore appare in forte flessione rispetto al 45,1% del 2009. Il dato provinciale è superiore al 36% della regione e al 35,7% della media nazionale, ma inferiore al 37,5% del Centro.
 

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