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13-01-2011

La dinamica dei Protesti nella provincia - III Trimestre 2010

 

 

Nel III trimestre 2010 nuova flessione dei Protesti elevati in provincia di Perugia.

 

 

Rispetto a un anno fa (III trimestre 2009) il numero totale dei titoli di credito protestati tra luglio e settembre 2010 è risultato in calo del 6,2%; ancora più rilevante la riduzione in termini di valore complessivo: - 27,2%.

 

Positivo anche il raffronto sul trimestre precedente (II 2010): - 5,3% il numero e - 17,2% il valore.

 

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “La diminuzione delle insolvenze è un segnale significativo che trae origine da una condizione di minore difficoltà di cittadini e imprese, ma anche da un atteggiamento di prudenza indotto proprio dal persistere di una crisi che continua a frenare le imprese e a condizionare i comportamenti di famiglie e consumatori”.

 

La tendenza si era già manifestata all’inizio del 2010 e ora trova ulteriore conferma nei dati del III trimestre del 2010: i protesti elevati in provincia di Perugia hanno registrato una nuova, consistente, contrazione, riavvicinandosi a livelli definiti fisiologici, comunque distanti dai picchi del biennio 2008/2009.


Da luglio a settembre 2010 i protesti totali elevati in provincia di Perugia sono risultati 3.637, il 6,2% in meno rispetto al corrispondente periodo del 2009. Ancora più evidente la contrazione del valore complessivo degli insoluti sceso del 27,2%, da 11 milioni e 303 mila euro circa a poco più di 8 milioni di € (8.224.977,00). Positivo anche il raffronto congiunturale con il trimestre precedente – il II 2010 – con un calo del 5,2% del numero dei protesti e del 17,7% del valore. Si è ridotto anche l’importo medio dei titoli protestati: - 12,5% su base congiunturale e – 22,4% su base tendenziale. Va evidenziato che l’importo unitario medio registrato nel III trimestre 2010 - € 2.261,5 a titolo - è il più basso mai toccato dal 2008 ad oggi.

 

 


“La diminuzione delle insolvenze è un segnale positivo che indica una migliorata condizione di cittadini e imprese rispetto all’acme della crisi raggiunto nel 2009” ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Perugia Ing. Giorgio Mencaroni, che tuttavia ha voluto sottolineare come al raffreddamento della dinamica dei protesti abbia contribuito anche un atteggiamento di maggiore prudenza dettato da una crisi persistente che continua a frenare l’attività delle imprese e a condizionare i comportamenti di famiglie e consumatori.


“Come dire – ha precisato il Presidente Mencaroni - che la diminuzione dei protesti è senz’altro collegata all’allentamento delle dinamiche recessive, ma è anche conseguenza di comportamenti che la stessa crisi ha contribuito a generare. Virtuosi ma al tempo stesso restrittivi, con i consumatori e le famiglie che si impongono una rigida pianificazione delle spese e che tendono ad evitare di contrarre un debito nel timore di non essere poi in grado di onorare e le imprese che strette dalla crisi scontano una contrazione delle transazioni e subiscono la cautela ad accettare pagamenti, magari scadenzati, da parte dei fornitori.”


”Tuttavia - ha ribadito Mencaroni – la flessione dei protesti elevati in provincia è un fatto positivo che rimanda ad un progressivo superamento delle criticità in cui da un biennio ormai si sono venuti a trovare imprese e consumatori. E i dati del III trimestre 2010 per di più sono decisamente migliori rispetto alle attese, a cominciare dall’importo complessivo dei protesti sceso a circa 8 milioni e 200 mila euro, la metà circa rispetto al punto critico del I trimestre del 2009, quando l’escalation dei mancati pagamenti superò quota 15 milioni di euro”.
“Un risultato positivo – ha concluso Mencaroni – che tuttavia non deve indurci ad abbassare la guardia sulle politiche di facilitazione dell'accesso al credito per le imprese e le politiche di sostegno dei consumi delle famiglie".

 

Entrando nel dettaglio delle singole tipologie dei titoli protestati, l’analisi condotta trimestralmente sui dati disaggregati delle cambiali, assegni, tratte e tratte non accettate, rispecchia sostanzialmente quanto già evidenziato a livello di andamento complessivo dei protesti.

 

La riduzione del numero dei protesti è dovuta principalmente alla diminuzione che interessa sia le cambiali che le tratte (accettate e non). In particolare nel terzo trimestre del 2010 i protesti delle cambiali hanno subito una contrazione sia come numero, passato da 3.088 a 2.881 (-6,7%) che come importo, passato da 6.544.912,2 euro a 5.133.221,3 euro (-21,6%). Tale movimento si è tradotto in una analoga riduzione dell’importo medio delle cambiali protestate: da 2.119,5 euro a 1.781,7 euro per titolo protestato (-15,9%).

 

Andamento opposto si registra invece per gli assegni protestati: ad una diminuzione del 13,6% dell’importo monetario nel terzo trimestre del 2010, ha fatto riscontro un aumento di oltre il 29% in termini di numero di assegni protestati (passati da 426 nel II trimestre a 550 nel III trimestre 2010).


L’importo medio di ciascun assegno protestato si è ridotto del 33% rispetto al periodo precedente, scendendo a 4.858,9 euro corrispondente al valore più basso registrato dal gennaio 2008.

 

La tendenza “al ribasso” interessa, come accennato, anche le tratte, specie le tratte accettate, il cui peso risulta tuttavia marginale sul totale dei protesti levati nella provincia: il numero delle tratte protestate nel III trimestre 2010 è passato da 32 a 27 unità (-15,6 rispetto al II trimestre 2010), mentre il loro valore monetario complessivo e valore medio hanno subìto una diminuzione rispettivamente del 35,7% e del 23,8%.

 

scarica l'intero comunicato stampa completo di grafici e tabelle
 


 

 


 

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