Attività di autoriparazione

 

Registro imprese e artigianato, attività regolamentate: inapplicabilità della tassa di concessione governativa
 

Per attività di autoriparazione devono intendersi:

  • le attività di manutenzione e di riparazione dei veicoli a motore, compresi ciclomotori, macchine agricole, rimorchi e carrelli, adibiti al trasporto su strada di persone e di cose;
  • tutti gli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di qualsiasi componente effettuati su veicoli e complessi di veicoli a motore circolanti su strada, nonché l’installazione sugli stessi di impianti e componenti fissi.

(Principali riferimenti normativi: legge n.122 del 5.2.1992, D.M.. n. 358 del 16.3.1994, D.P.R. n. 387 del 18.04.1994, D.M. n. 406 del 30.7.1997, DPR n. 558 del 14.12.1999)

 

Non rientrano invece nell’attività di autoriparazione le seguenti attività:

  • lavaggio,
  • rifornimento di carburante,
  • sostituzione del filtro dell’aria e dell’olio,
  • sostituzione dell’olio lubrificante e di altri liquidi lubrificanti o di raffreddamento.

L’attività di autoriparazione si distingue nelle attività di:

 

  • meccatronica;
  • carrozzeria;
  • gommista.

L’esercizio dell’attività di autoriparazione, con carattere strumentale e accessorio, è consentito anche alle imprese che svolgono attività di commercio o noleggio veicoli, autotrasporto di merci per conto terzi, nonché ad ogni altra impresa o ente che esercita l’attività di autoriparazione per esclusivo uso interno.
L’esercizio dell’attività di autoriparazione in genere è subordinata al possesso di determinati requisiti personali e tecnico-professionali.

 

IMPORTANTE: informiamo che la Camera di Perugia ha effettuato la conversione massiva nella nuova sezione "meccatronica" dei requisiti delle imprese iscritte al registro delle imprese e attive per l'attività di "autoriparazione" e abilitate sia alla sezione "elettrauto" sia alla sezione "meccanica motoristica".


A seguito di tale procedura le precedenti sezioni abilitanti "elettrauto" e "meccanica motoristica" ai sensi della L. 122/92 sono state convertite nella corrispondente sezione meccatronica adottata ai sensi della vigente L. 224/2012 in vigore dal 5 gennaio 2013 tenuto conto delle indicazioni ministeriali di cui alla Circolare ministeriale n. 3659/C del 11 marzo 2013.


L’Ufficio sta verificando le posizioni non ‘transitate’ nella nuova sezione e si riserva di contattare le imprese per eventuali richieste di regolarizzazione.

 



Requisiti
 

Le imprese che esercitano attività di autoriparazione designano un responsabile tecnico per ciascuna unità operativa (officina); in linea generale non è ammessa la designazione dello stesso responsabile tecnico per più unità operative.
Ai sensi dell’art. 2 della L.443/85 le Imprese Artigiane possono individuare il responsabile tecnico per le ditte individuali esclusivamente nella persona del titolare, per le società nella persona di un socio partecipante alle lavorazioni e iscritto nei relativi elenchi assistenziali e previdenziali.
Il Responsabile tecnico deve possedere, ai sensi dell’art. 7 della L.122/92, i requisiti personali e i requisiti tecnico-professionali previsti dalla vigente legge:

 

Requisiti personali:

  • cittadinanza italiana o di Stato membro dell’Unione Europea o di altro Stato in cui sia operante la condizione di reciprocità;
  • non aver riportato condanne definitive e non essere sottoposto a procedimenti penali per reati commessi nell’esercizio dell’attività di autoriparazione.

 

Requisiti tecnico-professionali:

  •  aver conseguito, in materia tecnica attinente all’attività, un diploma di laurea o un diploma di scuola secondaria di secondo grado;

oppure

  • aver conseguito un titolo di studio a carattere tecnico-professionale attinente l’attività, seguito da almeno un anno di esercizio dell’attività di autoriparazione, come operaio qualificato, oppure socio, titolare, collaboratore familiare, in imprese operanti nel settore nell’arco degli ultimi cinque anni

oppure

  • aver frequentato con esito positivo un corso regionale teorico-pratico di qualificazione, seguito da almeno un anno di esercizio dell’attività di autoriparazione, come operaio qualificato, oppure socio, titolare, collaboratore familiare, in imprese operanti nel settore nell’arco degli ultimi cinque anni;

oppure

  • aver esercitato l’attività di autoriparazione, per almeno tre anni negli ultimi cinque, come operaio qualificato, oppure socio, titolare, collaboratore familiare, in imprese operanti nel settore.

Per la validità dei titoli di studio si rimanda alle Leggi di riferimento specifiche e alle relative circolari ministeriali.


Riconoscimento requisiti

Per il riconoscimento dei requisiti va debitamente compilato un apposito modulo (reperibile allo sportello artigianato o scaricabile dalla sezione modulistica di questa pagina) da allegare alla domanda di iscrizione/modifica all’Albo delle Imprese Artigiane.
Nel modulo si deve specificare la/le sezione/i corrispondente all’attività esercitata, l’ubicazione dell’officina, il nome del responsabile tecnico e i requisiti da esso posseduti.
Il modulo deve essere sottoscritto dal denunciante (titolare o legale rappresentante in caso di società) e dal responsabile tecnico (se diverso dal denunciante).
Alla denuncia andranno allegati:

  • Attestazione di versamento dei diritti di segreteria pari ad €15,00 se trattasi di società e di €09,00 se ditta individuale su c/c postale n. 134064 intestato alla Camera di Commercio di Perugia per il riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali;
  • Copie dei documenti di identità in corso di validità dei sottoscrittori.

La Commissione Provinciale per l’Artigianato accerta la veridicità di quanto dichiarato. Nel caso in cui le dichiarazioni risultino non veritiere, la stessa Commissione adotta un Provvedimento di divieto alla prosecuzione dell’esercizio dell’attività con conseguente comunicazione agli organi di controllo competenti (art. 10 L.122/92); nell’ipotesi di dichiarazioni false, si procederà alla segnalazione all’autorità giudiziaria.
La denuncia di inizio attività si intende accolta se entro 60 giorni dal deposito della denuncia stessa non siano pervenute all’Impresa richieste di integrazione della documentazione acquisita agli atti o comunicazioni circa l’adozione di Provvedimenti di diniego.
La Commissione Provinciale per l’Artigianato può comunque, in qualsiasi momento, verificare la permanenza del possesso dei suddetti requisiti.

 

Sanzioni

  • Le province e i comuni vigilano sull’applicazione della Legge.
  • L’esercizio dell’attività di autoriparazione da parte di impresa non in possesso dei suddetti requisiti personali e tecnico-professionali è punito con la sanzione amministrativa da €5164,57 a €15.493,71 e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l’attività illecita.
  • L’esercizio, da parte di un’impresa, di un’attività diversa da quella per la quale ha ottenuto il riconoscimento dei requisiti personali e tecnico-professionali è punita con la sanzione amministrativa da €2.582,28 a €7746,85 e la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l’attività illecita.
  • Il proprietario o possessore di veicoli o complessi di veicoli a motore che, per la manutenzione e riparazione degli stessi, non si avvale di imprese in possesso dei suddetti requisiti personali e tecnico-professionali, è punito con la sanzione amministrativa da €51,65 a €258,23.

     

 

Allegati

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