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30-03-2011

Focus Crisi, terzo quadrimestre 2010

 

Il Presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni ha presentato i risultati della Indagine sugli effetti della crisi sul Sistema Economico provinciale nel III Quadrimestre 2010.
Giorgio Mencaroni: “Il 2010 non ha vinto la crisi, ma l’economia provinciale ha chiuso l’anno in recupero. Buone performance per il Manifatturiero industriale, ma non per quello artigiano. Commercio e Turismo incerti, con una rallentamento nell’ultimo quadrimestre dell’anno.
Maggiore dinamismo nelle imprese di media dimensione, con le piccole imprese (fino a 10 dipendenti) che al contrario non riescono ad agganciare la ripresa, debole, ma comunque in atto. Buono l’andamento del commercio con l’estero: export in accelerazione nell’ultima parte dell’anno (sopra il dato nazionale) e import che cresce a ritmi addirittura superiori con punte oltre il 30% rispetto al 2009.
Ancora tensioni sul fronte occupazionale, ma nell’ultimo quadrimestre del 2010 il 20,5% delle imprese, soprattutto nel manifatturiero e nel commercio, ha ripreso ad assumere. E scende il ricorso alla Cassa Integrazione. Favorevole il bilancio degli investimenti: il 20,5% delle imprese ha investito nell’ultimo quadrimestre del 2010”.

Seppur caratterizzato da elementi di ripresa, sia a livello internazionale che nazionale, il 2010 ha rappresentato per le imprese un periodo di difficoltà ed incertezza, con una ripresa non ancora consolidata (e con segni di rallentamento nel secondo semestre), in presenza di una domanda domestica debole e di pressioni sui margini dovute al recupero dei prezzi delle materie prime e dei beni intermedi.

Il Presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni ha presentato i risultati del 3° Dossier sugli Effetti della Crisi sul Sistema Economico Provinciale relativi al III quadrimestre del 2010. “I risultati dell’indagine condotta dall’Ufficio Studi e Ricerche della Camera sul III quadrimestre del 2010, restituiscono un quadro dell’economia perugina in cui le criticità prodotte dalla recessione continuano ad esercitare effetti negativi sulla struttura produttiva locale. Allo stesso tempo, tuttavia, è comunque possibile leggere indicazioni su una ripresa in atto, sebbene ancora poco robusta”. L’andamento qualitativo per quadrimestre dei principali indicatori di performance, mostra, infatti, un progressivo miglioramento, in termini congiunturali, dello scenario economico locale nel corso del 2010. Basti pensare che il saldo negativo tra le percentuali di risposte “in aumento” e “in diminuzione” delle imprese in merito alla Produzione è passato dai -43,5 punti percentuali del primo quadrimestre ai -24,5 punti del secondo, attestandosi, poi, a -22 punti percentuali nell’ultimo quadrimestre. Analogamente, il terzo quadrimestre 2010 ha segnato un’evoluzione favorevole del saldo negativo del Fatturato (Volume d’affari), che ha raggiunto i -18 punti percentuali, a frontedei -39 punti del primo quadrimestre e dei -20 del secondo.Un miglioramento dei saldi, quindi, all’insegna di un’attenuazione delle dinamiche recessive, consequenziale all’incremento delle indicazioni di aumento e ad un’attenuazione delle risposte didiminuzione, in particolar modo nel quadrimestre centrale dell’anno. Scendendo più nel dettaglio delle risultanze dell’ultima indagine, si evince, relativamente al Fatturato, un calo dei giudizi di stazionarietà (dal 43% del secondo quadrimestre al 36% del terzo), a favore soprattutto delle indicazioni di aumento, che sono salite di 4,5 punti percentuali (dal 18,5% al 23%), mentre quelle diriduzione, prevalenti, sono cresciute di 2,5 punti (dal 38,5% al 41%).
 

È opportuno fare alcune considerazioni aggiuntive in merito all’andamento del portafoglio Ordini. Se l’incidenza delle risposte di aumento è rimasta stabile, a quota 17,5%, rispetto a quanto rilevato per il secondo quadrimestre con la precedente indagine, le risposte di diminuzione hanno segnato, invece, un lieve incremento (dal 36% al 39,5%). Considerando che il portafoglio Ordini assume le caratteristiche di variabile anticipatrice, dai dati suddetti è ragionevole supporre che, nonostante laripresa produttiva, il percorso di recupero sia ancora lungo e non privo di criticità.

 

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