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04-07-2011

La dinamica dei Protesti in Provincia di Perugia - anno 2010

 

 

Nel 2010 in forte diminuzione i Protesti levati in Provincia di Perugia.

 

La flessione ha interessato il numero totale dei titoli protestati, il valore complessivo e il valore medio.

Rispetto al 2009, anno tra i peggiori mai registrati, l’importo totale dei Protesti scende del 21,1% a quota € 39.979.462,00 (contro oltre 50 milioni).
In contrazione anche il numero totale dei titoli protestati (- 5,7%) e il valore medio (- 16,4%).
Il 2010 segna il punto di svolta dopo un quadriennio di forti tensioni e riporta la situazione verso livelli di insolvenza “fisiologici”.

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “E’ ovvio che la diminuzione delle insolvenze non può che essere un segnale positivo, determinato da una condizione di minore difficoltà di cittadini e imprese. Tuttavia, non deve essere sottovalutato l’effetto innescato da un atteggiamento di prudenza indotto dal persistere di una crisi ancora oggi capace di condizionare i comportamenti di imprese, famiglie, consumatori”.

 

La dinamica dei Protesti in Provincia di Perugia.
Anno 2010


I dati di fine anno 2010 relativi ai protesti levati nella provincia di Perugia segnalano una diminuzione dei protesti, sia per quanto riguarda il numero degli effetti che per il loro importo monetario.
Dopo la forte crescita registrata nel 2009, caratterizzata dall’incremento del numero dei titoli di credito protestati, con un +4,5%, e da un consistente aumento, +6,4% dell’importo totale degli insoluti, il 2010 inverte l’andamento del trend in salita dei titoli andati in protesto, iniziato con il 2007.
“Il 2010 riporta la situazione su livelli di insolvenza “fisiologici” ha commentato il Presidente della Camera di Commercio di Perugia .Giorgio Mencaroni “E annulla quattro anno di crescita continua dei protesti, sfociata nel disastroso 2009, quando la tensione tocco le punte massime, con l’importo totale dei protesti che per la prima volta sfondò il tetto dei 50 milioni di euro”.
“Nel 2010 in provincia di Perugia siamo scesi sotto i 40 milioni di euro protestati con una flessione del 21,1%. E il calo interessa anche il numero totale degli effetti protestati e il loro valore medio”.
“E’ ovvio – ha detto ancora il Presidente Mencaroni - che la diminuzione delle insolvenze non può che essere interpretato come un segnale positivo, determinato da una condizione di minore difficoltà di cittadini e imprese. Tuttavia, non deve essere sottovalutato l’effetto innescato da un atteggiamento di prudenza indotto dal persistere di una crisi ancora oggi capace di condizionare i comportamenti di imprese, famiglie, consumatori.

 


 

Osservando più da vicino le diverse tipologie di titoli protestati, si può notare come la flessione dei protesti sia dovuta alla diminuzione degli assegni e delle tratte non accettate, mentre restano sostanzialmente in linea con il 2009 i valori dei pagherò cambiari e delle tratte accettate nel loro insieme. Per quanto riguarda gli assegni si ha una maggiore diminuzione dell’importo complessivo - 13.981269 euro - contro gli oltre 19 milioni di euro registrati nel 2009, mentre per le tratte non accettate si ha una diminuzione sia dell’importo, di oltre 5 milioni di euro rispetto al 2009, che del numero degli effetti.
Dal 2006 al 2009 si è assistito in provincia di Perugia ad una crescita del numero di effetti protestati che ha toccato i picchi massimi nel 2006 e nel 2009. Il 2010 registra una netta inversione, segno che, nonostante una crisi ancora in essere, il mercato si sta avviando verso livelli di insolvenza fisiologici.

A livello nazionale nel 2010 i protesti sono risultati pari a 1.450.032 registrando una diminuzione del 7,7% rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo dei titoli protestati ammonta a circa 4 miliardi di euro, valore in calo del 14,6% rispetto al 2009, pertanto nel 2010 l’importo medio dei titoli protestati è risultato equivalente a 2.768 euro.

 

Va notato pertanto, che la provincia di Perugia in termini di variazioni tendenziali mostra indicatori di performance migliori del dato medio nazionale, in virtù degli assegni. Per quanto riguarda, invece, la voce “pagherò cambiari e tratte accettate”, la provincia perugia presenta valori medi dei protesti più elevati della media nazionale.

 

La situazione dei protesti in provincia di Perugia negli anni 2006-2010

 

Analizzando il fenomeno dei protesti nell’ultimo quinquennio si può osservare che in provincia di Perugia, dal 2006 al 2009, si è assistito ad una crescita progressiva dell’importo monetario dei titoli protestati, passato rispettivamente da un valore medio di 2.268 euro a 3.163 euro, e calato bruscamente (-16%) nel 2010 a 2.645 euro, valore vicino a quello registrato nel 2007. Dato ancora più interessante è quello relativo all’importo complessivo dei protesti che, dopo essere aumentato progressivamente fino al 2009, nel 2010 ha evidenziato una netta riduzione di oltre 10 milioni di euro, corrispondente ad una variazione del –21,1%.

I protesti nella provincia di Perugia
Valori monetari in euro e numero degli effetti protestati-Dati annuali


Il Registro Informatico dei protesti della Camera di Commercio di Perugia consente, infine, di evidenziare l’incidenza percentuale dei singoli titoli sul totale dei protesti levati nella provincia nel 2010. Per quanto riguarda il numero dei protesti, si registra una netta prevalenza delle cambiali sulle restanti tipologie di titoli, con un peso percentuale che ha raggiunto il 77,1% del totale contro il 15% degli assegni. Mentre le tratte e le tratte non accettate coprono complessivamente un peso residuale pari al 7,9% sul totale degli effetti protestati.
In termini di importo monetario, l’incidenza percentuale maggiore è da attribuire alle cambiali con un peso percentuale pari al 61% sul totale monetario dei protesti rispetto agli assegni, il cui peso percentuale è ulteriormente diminuito fino a raggiungere il 35% sul totale. Il peso residuo come valore monetario è infine ricoperto dalle tratte non accettate (3,7%) e dalle tratte (0,3%).

 

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