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Protesti 2010 - I dati definitivi

 

Sono stati diffusi dalla Camera di Commercio i dati definitivi dei protesti elevati in provincia di Perugia nell'anno 2010.

 

E' segnalata una forte diminuzione dei protesti, sia nel numero degli effetti che nel loro importo monetario.


Dopo la crescita registrata nel 2009 e caratterizzata dall’incremento del numero dei titoli di credito protestati, con un +4,5%, e da un consistente aumento, +6,4% dell’importo totale degli insoluti, il 2010 inverte l’andamento del trend in salita dei titoli andati in protesto, iniziato con il 2007.

 

Rispetto al 2009, anno tra i peggiori mai registrati, l’importo totale dei protesti scende del 21,1% a quota € 39.979.462,00 (contro oltre 50 milioni). In contrazione anche il numero totale dei titoli protestati (- 5,7%) e il valore medio (- 16,4%).

 

“Il 2010 riporta la situazione su livelli di insolvenza “fisiologici” - ha commentato il Presidente della Camera di Commercio di Perugia .Giorgio Mencaroni- “E annulla quattro anno di crescita continua dei protesti, sfociata nel disastroso 2009, quando la tensione tocco le punte massime, con l’importo totale dei protesti che per la prima volta sfondò il tetto dei 50 milioni di euro”. "La diminuzione delle insolvenze non può che essere interpretato come un segnale positivo, determinato da una condizione di minore difficoltà di cittadini e imprese. Tuttavia, non deve essere sottovalutato l’effetto innescato da un atteggiamento di prudenza indotto dal persistere di una crisi ancora oggi capace di condizionare i comportamenti di imprese, famiglie, consumatori."

 

La flessione dei protesti è dovuta alla diminuzione degli assegni e delle tratte non accettate, mentre restano sostanzialmente in linea con il 2009 i valori dei pagherò cambiari e delle tratte accettate nel loro insieme. Per quanto riguarda gli assegni si ha una maggiore diminuzione dell’importo complessivo - 13.981269 euro - contro gli oltre 19 milioni di euro registrati nel 2009, mentre per le tratte non accettate si ha una diminuzione sia dell’importo, di oltre 5 milioni di euro rispetto al 2009, che del numero degli effetti.

 

A livello nazionale nel 2010 i protesti sono risultati pari a 1.450.032, registrando una diminuzione del 7,7% rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo dei titoli protestati ammonta a circa 4 miliardi di euro, valore in calo del 14,6% rispetto al 2009, pertanto nel 2010 l’importo medio dei titoli protestati è risultato equivalente a 2.768 euro.

  

Va notato come la provincia di Perugia, in termini di variazioni tendenziali, mostri indicatori di performance migliori del dato medio nazionale, in virtù degli assegni. Per quanto riguarda, invece, la voce “pagherò cambiari e tratte accettate”, la provincia di Perugia presenta valori medi dei protesti più elevati della media nazionale.

 

Nella provincia di Perugia, dal 2006 al 2009, si è assistito ad una crescita progressiva dell’importo monetario dei titoli protestati, passato rispettivamente da un valore medio di 2.268 euro a 3.163 euro, e calato bruscamente (-16%) nel 2010 a 2.645 euro, valore vicino a quello registrato nel 2007. L’importo complessivo dei protesti, dopo essere aumentato progressivamente fino al 2009, nel 2010 ha evidenziato una netta riduzione di oltre 10 milioni di euro (-21,1%).

 

Il Registro Informatico dei protesti della Camera di Commercio di Perugia consente, infine, di evidenziare l’incidenza percentuale dei singoli titoli sul totale dei protesti levati nella provincia nel 2010.

Per quanto riguarda il numero dei protesti, si registra una netta prevalenza delle cambiali sulle restanti tipologie di titoli, con un peso percentuale che ha raggiunto il 77,1% del totale contro il 15% degli assegni. Mentre le tratte e le tratte non accettate coprono complessivamente un peso residuale pari al 7,9% sul totale degli effetti protestati.


In termini di importo monetario, l’incidenza percentuale maggiore è da attribuire alle cambiali con un peso percentuale pari al 61% sul totale monetario dei protesti rispetto agli assegni, il cui peso percentuale è ulteriormente diminuito fino a raggiungere il 35% sul totale. Il peso residuo come valore monetario è infine ricoperto dalle tratte non accettate (3,7%) e dalle tratte (0,3%).
 




 

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Voci collegatecambiale, economia, protesti

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