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26-09-2011

"La risorsa acqua" - 3° Forum Obiettivo Impresa

 

Obiettivo Impresa

Rivista della Camera di Commercio di Perugia

 

FORUM

“La risorsa acqua”


Umbria, terra d’acqua, da salvaguardare, valorizzare, utilizzare.
Acqua risorsa fondamentale per la vita dell’uomo e per lo sviluppo delle sue molteplici attività economiche: l’agricoltura, l’industria, l’energia, la salute e il benessere, il turismo.

 

L’Umbria è acqua: fiumi, con il Tevere bacino primario, che l’attraversa per intero, laghi, con il Trasimeno, il più esteso dell’Italia peninsulare, sorgenti di acque minerali, 18 i marchi posti in commercio, 11 stabilimenti, un miliardo e 250 milioni di litri imbottigliati, le terme. dalle particolari qualità terapeutiche.

 

Sulla “Risorsa Acqua” in Umbria “ Obiettivo Impresa” ha tenuto un Forum cui hanno preso parte Giorgio Mencaroni, Presidente Camera di Commercio di Perugia, Silvano Rometti, Assessore regionale alla Tutela e valorizzazione ambientale, Ettore Fortuna, Presidente Mineracqua, Lucio Ubertini, Docente presso l’Università di Roma “La Sapienza, Eugenio Guarducci, Presidente Sedicieventi. Ha moderato il giornalista Federico Fioravanti.

 

Sintesi degli interventi


Federico Fioravanti, moderatore.
L’acqua è uno dei tanti tesori dell’Umbria. L’Umbria è un cuore verde, ovviamente perché c’è molta acqua. Acqua di grande qualità, con i fiumi, a partire dal Tevere, le terme, i pozzi, la cascata delle Marmore. Dunque, l’acqua come risorsa, dagli usi molteplici, da quello civile a quello irriguo, da quello industriale energetico, a quello turistico. Quindi un tema complesso che i nostri ospiti cercheranno di spiegarci.

 

Lucio Ubertini, Docente presso l’Università di Roma “La Sapienza”:
L’Acqua è un tema complesso che va affrontato sotto diversi punti di vista. Intanto, quando faccio riferimento a questa complessità, la divido subito in due parti, cioè l’acqua buona e l’acqua cattiva. L’acqua buona che è quella per l’approvvigionamento idrico, quella per le attività industriali, per la produzione di energia e per diverse attività sociali e turistiche. L’Acqua buona ha dato poi luogo a tutte le civilizzazioni, che si sono sviluppate là dove c’era l’acqua. E c’è l’Acqua cattiva, quella che provoca inondazioni, frane, smottamenti e tante altre catastrofi.
La nostra regione, intanto, ha il Tevere, un fiume che oper noi ricercatori è un vero laboratorio naturale, che se non ci fosse stato bisognava inventarselo. Perché il Tevere è possibile studiarlo attraverso le piene, le inondazioni, l’energia, i grandi invasi; un fiume che offre importanti spunti di riflessione, che oggi si è un pochino addomesticato, ma che in passato era fonte di notevoli preoccupazioni.
Il lago Trasimeno, quanto ci tiene in pensiero e ci impegna in progetti di salvaguardia di grande interesse scientifico. La cascata delle Marmore è un bene straordinario e una fonte sempre aperta per la speculazione scientifica, la ricerca di modelli matematici e tridimensionali, con l’acqua che cade nel fiume e da questo fluisce.

 

Silvano Rometti, Assessore regionale alla Tutela e Valorizzazione ambientale.
La Regione dell’Umbria, nella gestione delle acque, ha cercato di tenere conto dell’esigenza fondamentale:di garantire una quantità sufficiente per i vari usi e credo che da questo punto di vista l’obiettivo è raggiunto, in particolare perché arriveranno a compimento opere molto importanti. Come la Diga sul Chiascio: oramai ci sono le certezze economiche per sistemare l’invaso dopo la frana che ha interessato il versante destro del Chiascio, a monte dello sbarramento. Questa frana, chiaramente va consolidata, altrimenti c’è il rischio che entrando dentro l’invaso, possa creare uno sversamento. Oggi il Ministero sta per affidare i lavori conclusivi con un finanziamento disponibile di 44 milioni di euro.
Una volta consolidato il versante nord, si potrà avviare il riempimento della diga che avrà un ruolo sia per l’approvvigionamento agricolo per tutta la piana a sud dell’invaso, ma addirittura anche per il lago Trasimeno. Con la crisi idrica del 2003 e la conseguente dichiarazione dello stato di calamità sono arrivate in Umbria risorse importanti che hanno consentito ad esempio di realizzare il collegamento dall’invaso di Montedoglio al lago Trasimeno, non dentro al lago ma per il rifornimento idrico delle zone agricole dove non si ha più necessità di ricorrere agli attingimenti dal Trasimeno. Questa estate è stata un’estate buona, il lago è in buone per condizioni, ma non dobbiamo cullarci negli allori perché sappiamo bene cosa succede quando gli attingimenti raggiungono livelli abnormi.
Montedoglio: è in via di sistemazione la paratia crollata l’inverno scorso. Penso che nel breve si possa ritornare alla disponibilità di 150 milioni di metri cubi che è quella che può contenere l’invaso, così da ripristinare la regolare gestione di Montedoglio.

 

La Qualità dell’Acqua umbra.
Rometti: Dal punto di vista della qualità, è chiaro che tutto quello che si fa in superficie, le nostre attività umane, quello che costruiamo, l’antropizzazione del territorio, l’attività industriale, poi si ripercuote in quello che sta sotto i nostri piedi, nelle nostre falde e poi va a finire nei nostri fiumi e quindi è chiaro che da questo punto di vista le cose da fare sono tante. Peraltro, le cose da fare in questo campo, come vedete, attengono anche a un equilibrio molto spesso difficile perché esistono vincoli, e le nostre azione a volte scontentano qualcuno. L’altro ieri ad esempio abbiamo esteso la zona di tutela dell’area dei pozzi di Petrignano e in quell’area non si possono smaltire i reflui degli allevamenti zootecnici: è chiaro che gli allevatori hanno presentato delle obiezioni.
Quindi tutta la materia legata agli interventi da fare per garantire una tutela adeguata alle nostre acque è contenuta nel nostro Piano di Tutela delle Acque della Regione dell’Umbria, un piano, vi assicuro, di alto profilo, perché l’Umbria è l’unica regione italiana che ha deciso di classificare il suo territorio come “area sensibile”. Un passo fondamentale visto che in Umbria tutto quello che va a finire nei nostri corsi d’acqua deve avere un livello di depurazione migliore rispetto a quello che garantiscono le altre regioni italiane.
Ma esiste anche il problema serissimo della dispersione.
Per questo problema abbiamo varato un regolamento per l’uso consapevole delle acque e per diminuire la dispersione dei nostri acquedotti. Tale Regolamento pone limiti categorici: entro sei anni le aziende che gestiscono il servizio idrico in Umbria dovranno ricondurre le perdite al 20 per cento. Con uno stop tra tre anni per scendere al 30% e poi raggiungere il 20 appunto tra sei anni.


Acque Minerali

In Umbria i marchi posti in commercio sono 18, per un totale imbottigliato di un miliardo e 250 milioni di litri. 11 i titolari concessione così come il numero degli stabilimenti dove lavorano quasi 400 addetti. Le sorgenti si trovano in 14 comuni diversi e le superfici date in concessione superano i 2400 ettari.
Dalle concessioni, la Regione dell’Umbria ricava 1 milione e 500 mila euro l’anno, con tariffe base di circa 1 euro per mille litri di acqua minerale imbottigliata e di 0,50 euro per ogni ettari di superficie impegnata.

 

Fioravanti:
Acqua come occasione di sviluppo, anche di questo vorremmo parlare oggi, per questo abbiamo chiamato il Presidente di Mineracqua, Ettore Fortuna. In Umbria abbiamo sorgenti come la Rocchetta, la Sangemini, le sorgenti Tione, la Flaminia, l’Angelica, l’Amerino, le Vene di Vignoli, San Lorenzo, San Donato, Sassovivo, Fonte Tullia, San Faustino, Molino delle Ogne e Val d’Orbia. Le acque dell’Umbria sono particolarmente buone, è vero?


Ettore Fortuna, Presidente Mineracqua.
Faccio un discorso un po’ più politico. L’acqua, non lo devo dire io, è stato già detto, è una grande risorsa, però attenzione, è una risorsa che ha valore nel momento in cui c’è una programmazione, c’è un utilizzo e c’è una messa a disposizione delle persone: altrimenti l’acqua vale zero, perché l’acqua è quella che viene dal cielo e quindi bisogna raccoglierla, bisogna contingentarla, servono opere. Quando parliamo di acqua, purtroppo, spesso ne sentiamo parlare con dietro una spinta ideologica, anche un po’ demagogica. Forse pochi sanno che il primo mestiere che noi facciamo da imprenditori che imbottigliano questo bene è quello di preservare la incontaminazione delle sorgenti e questo è un discorso fondamentale perché la sorgente va continuamente monitorata, va preservata, va coltivata. Una caduta di attenzione può creare un rischio enorme. Allora, quest’opera di prevenzione che noi facciamo è fondamentale; si deve considerare che se uno stabilimento domani chiudesse per un anno o due, probabilmente quell’acqua non potrebbe più essere imbottigliata per anni, perché la contaminazione l’aggredirebbe e non avrebbe più i requisiti richiesti.


Non vorrei che fosse in atto una battaglia tra acqua potabile e acqua minerale. Se voi pensate che il consumo medio giornaliero di acqua minerale è circa un po’ più di mezzo litro e lo paragonate con il l’uso medio pro capite di acqua potabile di 250 litri allora mi chiedo: con un rapporto è 1 a 500 come è possibile che l’acquedotto si ponga in concorrenza con l’acqua minerale? Lo escludo nella maniera più categorica. Chi invece alimenta questa polemica lo fa perché c’è anche qualche acquedotto che afferma: “attenzione, perché noi dimostriamo al cittadino che l’acqua potabile è talmente buona che la si può bere tranquillamente e giustificare così l’aumento delle tariffe”.


L’acqua di per sé vale zero, acquista valore nel momento in cui è messa a disposizione dell’utente e del consumatore ed è resa fruibile per l’acquedotto si tratta di fare le conduttore fino a casa, per noi si tratta di metterla in bottiglia e andarla a vendere. Il prezzo medio in Italia è di 19 centesimi al litro, in Inghilterra è di 72 centesimi. E anche per le Concessione il discorso è simile. I canoni che pagano le imprese che imbottigliano in altri paesi comunitari vanno da 0,030 il metro cubo ai 3 euro che noi abbiamo dovuto pagare nel Veneto. Con un'altra anomalia: i canoni diversissimi tra regione e regione: 3 euro nel Veneto, 1,5 in Umbria, 0,30 in Campania. Non è corretto. Noi abbiamo auspicato più volte alla Conferenza Stato-Regioni di ridurre una forchetta di canoni troppo ampia, di oltre 5 volte.

Acque Minerali, come veicolo di promozione dell’Umbria.
Il presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni, ha ribadito e riproposto una sua idea – condivisa peraltro anche dagli assessori Bracco e Rometti – di utilizzare le acque minerali come veicolo promozionale dell’Umbria e del suo territorio.

 

Giorgio Mencaroni Presidente della Camera di Commercio:
L’idea fu lanciata da me in un altro forum, formalizzata in una lettera alla Presidente della Regione Marini e agli assessori Rometti e Bracco. In pratica la proposta è l’inserimento in etichetta di ogni bottiglia di acqua minerale imbottigliata nella nostra regione di un marchio “Acqua dell’Umbria”. L’impatto sarebbe fortissimo anche perché l’immagine della nostra terra si lega perfettamente con un prodotto di per se naturale, di qualità e dispensatore di buona salute.
La minerale come testimonial di un territorio, magari anche riconoscendo all’azienda se non uno sconto sul canone, una premialiatà sotto forma di contenimento della maggiorazione prevista. Ho trasmesso questa idea alla Regione in quanto ente titolare delle concessioni e anche perché mi sembra giusto che sia la Regione a scegliere un marchio, così da perseguire – e non mi stancherò mai di dirlo – alla definizione, alla identificazione di un brand, che possa valere sì per le acque ma anche per tutti gli altri prodotti di eccellenza della nostra terra.
Dobbiamo far conoscere i prodotti della nostra terra e la strada migliore è cercare di sovrapporre la loro identità con il territorio.

 

Assessore Rometti: Non solo l’idea ci sembra buona, ma annuncio che prossimamente - non volevamo bruciare la notizia - presenteremo nei prossimi giorni, proprio a Sangemini, il marchio “Acque dell’Umbria” è questo, con un libro che dà conto di questa risorsa importante che abbiamo nella nostra regione.

 

Fioravanti:
Intanto tutti facciamo il tifo perché nel 2012 l’Umbria sarà la capitale mondiale dell’acqua, le date sono già fissate dal 17 al 20 maggio 2012. I 4 giorni di Umbria Water Festival. Architetto Eugenio Guarducci, in questo caso l’idea è nata a Todi.

 

Eugenio Guarducci, Presidente Sedicieventi
L’idea cova nella testa da diversi anni, forse cinque sei anni mi è venuto in mente di fare qualcosa riferito al tema Acqua. E in un convengo di Todi lancia la sfida: organizzare Umbria Water Festival. Qual è il nostro mestiere? E’ di prendere un prodotto e utilizzando una parola bruttissima “eventizzarlo”. Lo abbiamo fatto con il cioccolato speriamo di riuscirci anche con l’acqua. In che modo: innanzitutto studiando un percorso che veda questo prodotto eventizzato secondo una progettualità diffusa su tutto il territorio dell’Umbria. Questa idea è stata subito raccolta e partecipata dagli enti locali, in primis la Regione con i due assessorati che fanno capo a Rometti e Bracco, quindi Ambiente e Turismo, le due Camere di commercio di Perugia e di Terni e le due Province, quella di Terni e di Perugina. Oggi porto qualche esempio per dire quello che si può fare e che si farà durante l’Umbria Water Festival. C’è il tema dell’ingegneria idraulica, con un grande convegno organizzato insieme alla Facoltà di Ingegneria di Perugia, un convegno – mostra “Diga 33”. C’è tutto un tema che sarà affrontato a livello di design, tutto ciò che riguarda gli oggetti per uso domestico che ci servono per contenere l’acqua, quindi coinvolgeremo il Politecnico di Milano, ma anche esperti locali. Ci sarà chiaramente un coinvolgimento che riguarderà il mondo della salute, della medicina, abbiamo già varato le date per un convegno internazionale, organizzato in collaborazione con il professor Di Renzo, clinica di ostetricia di Perugia che riguarda il parto in acqua. Tutte occasioni che da sole riescono a stimolare presenze sul territorio di convegnisti, di operatori del settore, di aziende, di sponsor, che arricchiscono in quel periodo i flussi turistici verso l’Umbria. E poi c’è un vastissimo territorio che è quello dello sfruttare per quei giorni, quelli che sono i palcoscenici naturali che hanno nell’acqua un protagonismo acceso in Umbria: il lago Trasimeno, le cascate delle Marmore, i fiumi. E ancora: abbiamo concluso un accordo di programma con il CONI, che si svilupperà a livello nazionale e che interesserà tutte quelle discipline sportive che hanno a che fare con l’acqua: canottaggio, rafting, vela, nuoto ovviamente.
Umbria Water Festival intende diventare un punto di riferimento annuale , che ancora una volta metta “L’Umbria al centro”. Aggiungo che chiaramente quando l’Unesco ha aperto a Perugia la sede del World Water Program, il tema dell’acqua ha assunto un rilievo ancora maggiore. E siamo convinti che vada raccontato cercando di coinvolgere il grande pubblico.

 

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