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14-12-2011

Forum "Il credito in Umbria" - 13 dicembre 2011

 

Forum Il credito in Umbria
Organizzato da “Obiettivo Impresa” rivista della Camera di Commercio di Perugia


Sono intervenuti:
Giorgio Mencaroni
Presidente Camera di Commercio di Perugia
Paolo Pasca
Responsabile Filiale Regionale Umbra Banca d’Italia
Adolfo Caldarelli
Presidente CIDA (Confederazione Italiana dei Dirigenti e delle Alte professionalità);
Leonardo Nafissi
Direttore COFIRE Umbria
Marcello Siena
Responsabile Direzione Credito Banca Popolare di Spoleto

 

Moderatore: Federico Fioravanti.
Giornalista

 

Il Forum su “Il Credito in Umbria”, organizzato al Centro Servizi Camerali “G.Alessi” di Perugia dalla Rivista camerale “Obiettivo Impresa”, è stato aperto dall’intervento del Dr. Paolo Pasca, Responsabile della Filiale umbra della Banca d’Italia. “Dall’inizio della crisi sentiamo dire che e banche non danno credito alle imprese, ma i dati almeno fino a qualche mese fa definiscono una situazione diversa. Certo il credito si è rarefatto, ma i tassi di crescita sono sempre stati positivi, magari con una differenziazione: sono state più le grandi banche a restringere il credito piuttosto che le piccole locali. Con i tassi di crescita di queste ultime che sono rimasti significativi in questi anni, forse possiamo dire anche al di la di quello che sarebbe stato ragionevole dal punto di vista della prudenza della gestione bancaria. Da questa estate la situazione rischia di cambiare radicalmente, perché siamo entrati in una nuova fase della crisi, nella quale le stesse banche hanno problemi nell’approvvigionarsi di denaro. Il venir meno ormai totalmente del mercato interbancario e l’elevato livello dei tassi di interesse pubblici, rendono difficilissimo per gli istituti di credito reperire fondi sul mercato. Quindi la provvista delle banche risulta fortemente ridimensionata. Di fatto la situazione rischia di diventare insostenibile: se le banche non raccolgono - o se raccolgono lo fanno a tassi di interessi elevatissimi - è ovvio che poso possono prestare. E per di più a tassi spesso incompatibili con l’equilibrio finanziario delle imprese. In questa situazione noi rischiamo davvero il credit crunch. La verità è che se non si risolvono i problemi dei debiti sovrani, la via di uscita è molto difficile. Comunque, oggi la situazione oggettiva è tale che è difficile imputare alle banche comportamenti non friendly nei confronti delle imprese”.

Il Presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni: “Le difficoltà che in Umbria sta attraversando il mondo del credito, ovviamente derivano in massima parte da quanto sta avvenendo a livello nazionale e internazionale. Ed è altrettanto evidente che oggi per il nostro sistema produttivo il credito rappresenta la prima emergenza, che se non risolta, almeno in parte, rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa dell’impresa. La Camera di Commercio di Perugia ne è talmente convinta e consapevole che ha posto il credito al centro dei suoi programmi di intervento a sostegno delle imprese per il prossimo 2012. E abbiamo cercato di agire con la massima tempestività, anticipando di oltre un mese l’approvazione del nostro bilancio preventivo così da metterci nella condizione di mobilitare il più presto possibile le risorse che destineremo al sostegno del nostro sistema produttivo. Si tratta di oltre 9 milioni di euro, che francamente ritengo siano un impegno straordinario se rapportato alla nostra dimensione e al momento che siamo vivendo. E la priorità assoluta l’abbiamo riservata al credito. Le imprese hanno crescenti difficoltà a finanziare investimenti – che difatti sono in flessione – ma anche a reperire semplice liquidità. E non bisogna dimenticare che la crisi, tra le più dure e in essere dal 2008, ha debilitato le imprese che dunque hanno perduto energia, competitività e risorse. Le difficoltà di accesso al credito nascono anche da questo stato di cose: da una parte sono peggiorate le condizione delle imprese che quindi non riescono a fornire garanzie sufficienti agli Istituti di credito, che, per parte loro, hanno visto contratte le loro capacità di reperimento fondi. Da qui deriva un atteggiamento da parte delle banche ancor più riflessivo e selettivo, che sta provocando un deterioramento della qualità del credito riservato alle imprese, soprattutto a quelle di più piccole dimensioni. Gli interventi della Camera di Commercio per il 2012 destinano al credito alle imprese una somma di circa 2 milioni di euro da ripartire su interventi diretti per il finanziamento delle micro e piccole imprese e, in accordo con la Regione dell’Umbria, in contributi alla patrimonializzazione dei Confidi

Leonardo Nafissi, Direttore COFIRE Umbria, ha parlato di peggioramento repentino del credito in Umbria, come in Italia, negli ultimi mesi, dall’estate in poi. “Sembra quasi che il meccanismo si sia inceppato - ha detto Nafissi . E per di più oggi le imprese sono stremate anche sul piano operativo e nelle micro e piccole imprese, la stragrande maggioranza di quelle operanti in Umbria, assistiamo all’intervento diretto dell’imprenditore che mette in gioco il patrimonio di famiglia. Purtroppo la concatenazione di fattori negativi porta all’assurdo di vedere pratiche di richiesta crediti ferme pur a fronte di delibere positive sia della banca che dei Confidi. Dal punto di osservazione dei Consorzi Fidi, purtroppo non vediamo una grande coesione nell’affrontare problemi che non sono soltanto di patrimonializzazione e liquidità, ma anche di sistema. In questo momento ci sembra sul serio azzardato da parte delle banche procedere ad una progressiva disdetta di convenzioni che sono vitali per le piccole imprese. Serve un patto di grande profilo in cui tutti debbono mettere qualcosa.. A cominciare dalla compattezza perché sarebbe deleterio andare – come forse un po’ sta accadendo – ognuno per conto proprio”.

Adolfo Caldarelli, Presidente CIDA (Confederazione Italiana dei Dirigenti e delle Alte professionalità) ha ricordato come fino al 2007, in presenta di crescita, il sistema bancario era in grado di aprire con facilità linee di credito su cui l’impresa sapeva di poter contare con una certa facilità. “Oggi è evidente che tutto è cambiato e l’atteggiamento del management bancario è ispirato, come minimo, ad una rigida selettività. Del resto la realtà che è venuta a determinarsi, da giugno 2011 a oggi, è notevolmente peggiorata. Alcuni dati nazionali devono far riflettere: un confronto tra secondo trimestre 2011 su secondo trimestre 2010 dice che le sofferenze bancarie sono aumentate del 25%, da 78 a 98 miliardi di euro, le partite incagliate del 3,7%, le esposizioni ristrutturate dell’8,8%, le esposizioni scadute o sconfinanti del 9,5%. Il tutto comunque in una situazione di crescita del credito bancario del 2,5%. Bene tutto questo testimonia di quanto la qualità del credito sia scesa soprattutto in questi ultimi mesi. A livello regionale questa situazione interessa soprattutto l’edilizia che ha un abbattimento del 5% nella qualità del credito, mentre gli altri settori scontano minori difficoltà”.

 

 

 

Marcello Siena, Responsabile Direzione Credito Banca Popolare di Spoleto

La crisi parte da lontano e, oltre alle difficoltà contingenti, occorre riandare a una situazione che ha visto le imprese umbre in deficit di investimenti non tanto per una mancanza di credito quanto per un gap di programmazione industriale. E soprattutto è venuta meno l’opportunità di sviluppare il credito commerciale. Il sistema bancario non ha ridotto gli accordati ma si sono spostati gli accordati stessi dal breve al lungo termine. Altra riflessione importante che deve fare una banca è che quando si affronta una analisi di merito creditizio ci accorgiamo che la vita, la storia dell’impresa umbra è di breve durata. E’ difficile trovare imprese che durano oltre la seconda terza generazione. Anche questa è una difficoltà importante per poter valutare quella che è la capacità di diventare soci di una impresa. Perché questo avviene: di fatto, proprio per le dimensioni dell’impresa umbra, la banca diventa il primo socio dell’impresa.

 

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