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Presentazione volume "175 Anni di Storia al servizio della Comunità"

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La costituzione nel 1835, ad opera dello Stato Pontificio, fa della Camera di Commercio uno degli enti più antichi dell’ordinamento istituzionale regionale.


Foligno fu la prima sede camerale e lo restò per quasi un secolo, fino al 1926, quando a seguito del riassetto delle amministrazioni locali umbre la Camera di Commercio si spostò a Perugia.

I “175 anni di storia, al servizio della comunità” sono stati ricordati in un volume (scaricabile capitolo per capitolo nella barra qui a destra) che ripercorre l’evoluzione istituzionale dell’ente e che testimonia di tutti i mutamenti statuali che dal 1835 coinvolsero Perugia e ll’Umbria, dallo Stato Pontificio all’Italia monarchica dell’Unità, dal regime fascista alla moderna repubblica democratica.

Un anniversario che si è incontrato con quello - il 150 esimo - della istituzione della nuove Camere di Commercio dell’Italia unita, che cade proprio nel 2012.

Alla presentazione ufficiale dell’opera che si è tenuta stamattina a Foligno, nella attuale sede camerale di Palazzo Varini, sono intervenuti il Presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni e il Sindaco di Foligno Nando Mismetti.
 
 

Le relazioni sono state svolte da Antonella Bilotto, del Centro per la Cultura d'Impresa di Milano e dai professori Gianfranco Cavazzoni, Renato Covino e Libero Mario Mari dell'Università degli Studi di Perugia.

Presenti il Presidente della Camera di Commercio di Terni Enrico Cipiccia, i segretari delle Camere di Commercio di Perugia e Terni Dr. Mario Pera e Dr.ssa Giuliana Piandoro, componenti del Consiglio e della Giunta camerali di Perugia.

Ha moderato i lavori il giornalista Paolo Marzani.
 
 
 

 
 
L’editto emanato il 12 giugno 1835 dal Cardinale Anton Domenico Gamberini, regnante Papa Gregorio XVI, con il quale si istituivano nello Stato Pontificio otto Camere di Commercio, tra cui quella sussidiaria di Foligno, segnò l’avvio di una esperienza istituzionale tra le più antiche dell’ordinamento umbro.
 
Il sindaco di Foligno Nando Mismetti ha sottolineato l’aspetto simbolico della scelta della sua città come sede dell’evento odierno.
“Sin dall’inizio – ha detto il sindaco Mismetti - la Camera di Commercio ha valorizzato le peculiarità di Foligno e del suo territorio. L’ente fu molto attivo, nella seconda metà del XIX secolo, sostenendo il nodo ferroviario, la nascita della Cassa di Risparmio, il potenziamento degli scambi commerciali, la costituzione della Scuola d’Arti e Mestieri di Foligno, l’attuale Istituto Tecnico Industriale, che ancora oggi è una delle realtà formative più importanti di tutta la regione. Oggi, come 175 anni fa, la Camera di Commercio continua a dare un contributo fondamentale alla crescita della nostra città, sostenendo il vivace sistema imprenditoriale locale e partecipando attivamente alla promozione del territorio” Parlando del presente Mismetti ha parlato di momento topico della crisi, in cui si è obbligati a compiere scelte selettive e totalmente condivisione “dando priorità – ha ricordato – a temi come la Formazione, il Sostegno alle imprese innovative, il Credito”.
 
 
 

Il presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni ha raccolto l’indicazione del sindaco Mismetti ed ha ricordato con quanta determinazione il suo ente abbia perseguito in questi anni la scelta della coesione e della condivisione delle scelte e dei programmi. “Non erano passati 6 mesi dall’avvio della consiliatura da me presieduta – ha ricordato il presidente Mencaroni – che avevamo già sottoscritto intese con la Regione dell’Umbria per la Promozione dell’Immagine dell’Umbria, per il Credito e per l’Internazionalizzazione delle imprese locali”. Sempre mirando a un obiettivo fondamentale – ha affermato Mencaroni – rappresentato dalla necessità di “ creare un Brand unico capace di rappresentare le diverse peculiarità della nostra terra”.
 
 
 

Il presidente Mencaroni ha quindi ribadito, una volta di più - l’importanza della condivisione di scelte che sono di fondamentale importanza per la crescita economica della regione e “che non possono essere condizionate dai campanilismi. Basta ricordare - ha concluso Mencaroni – certe resistenze – per fortuna ormai superate – su grandi opere infrastrutturali come il Quadrilatero (asse viario Umbria – Marche) e l’Aeroporto di Perugia S. Francesco”.

A 175 anni dalla sua costituzione, la Camera di Commercio di Perugia è attesa ad un nuovo rinnovamento. Lo ha ricordato il presidente Mencaroni: “Oggi le Camere di Commercio e il sistema camerale sono chiamati a inserirsi in una nuova cornice normativa che ne rivede, potenziandoli e rafforzandoli - il ruolo tra le istituzioni, i compiti e le funzioni sul territorio, le modalità organizzative e la governance. Dal nuovo quadro – delineato da Decreto legge n. 23 del 2010 - discende un’identità nuova sotto molti profili. Camere autorevoli, perché inserite nel quadro delle istituzioni del paese. Più rappresentative, perché modellate per essere espressione trasparente del contributo delle imprese alla creazione di ricchezza e benessere sul territorio. Più efficienti, perché viene valorizzata la loro dimensione di rete e quindi la loro capacità di ottimizzare risorse e costi. In breve, un profilo più moderno e, dunque, più adeguato ai tempi che viviamo”.
 
Un ampia dissertazione sulla storia della camera e sull’evoluzione economica della provincia di Perugia e dell’Umbria intera è stata sviluppata dai relatori. Ne riportiamo alcuni passaggi.

Prof. Gianfranco Cavazzoni
Direttore del Dipartimento Discipline Giuridiche e Aziendali Università degli Studi Perugia.
La legge 580 fa acquisire alla Camera di Perugia la natura di Ente autonomo di diritto pubblico, titolare di autonomia statutaria, autonomia funzionale e autonomia finanziaria, che inaugura un differente modo di “fare Camera”. Che rende l’Ente generatore di valore aggiunto dell’area perugina attraverso il sostegno e la promozione dell’economia locale, che nel periodo fra il 2000 ed il 2010 hanno raggiunto l’importo di 75 milioni di euro, di cui 52,4 gestiti direttamente dalla Camera e 23,6 erogati agli organismi del sistema camerale (Unione Regionale, Centro Estero, Unioncamere nazionale, Fondo Perequativo) per azioni sul territorio.
Le risorse destinate direttamente dall’ente agli assi di intervento, che danno la piena conferma del collegamento della governance camerale con la realtà del mondo aziendale, hanno riguardato: a) la valorizzazione e la promozione del territorio per 18 milioni di euro (pari al 34%); b) le infrastrutture per 13,1 milioni di euro (pari al 26%); c) il credito per 8,5 milioni di euro (pari al 16%); d) l’internazionalizzazione 6,8 milioni di euro (13%); e) la qualità, l’innovazione e la formazione per 6 milioni di euro (pari all’11%).
L’ultimo intervento normativo, introdotto dal D. Lgs. 25 febbraio 2010, n. 23, che prevede una maggiore autonomia funzionale dell’Ente, deve rappresentare quell’indispensabile supporto al cambiamento delle funzioni camerali, capace di valorizzare ulteriormente il livello di competitività del territorio perugino.
 
 
 
 
Prof. Renato Covino
Ordinario di Storia Contemporanea Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Perugia
La Camera di commercio dell’Umbria nasce nel 1835 a Foligno come Camera sussidiaria di quella di Roma. La sua iniziale circoscrizione corrisponde al territorio del Governo di Foligno. Il motivo della localizzazione nella città umbra deriva dal ruolo che quest’ultima ha come centro commerciale di primaria importanza nello Stato pontificio. Dopo l’Unità la Camera estende la sua giurisdizione all’insieme della provincia di Perugia, che comprendeva oltre agli attuali territori umbri, anche la Sabina. Centrale resta il ruolo dei ceti commerciali e manifatturieri di Foligno che tuttavia, pur rimanendo prevalente per tutto il cinquantennio successivo all’Unità, andrà progressivamente diminuendo a favore delle altre aree della regione. I primi anni del Novecento e il migliorato clima economico rafforzano il ruolo delle Camere. In Umbria la struttura acquisisce una nuova autorevolezza per quanto riguarda le politiche rivendicative degli operatori economici nei confronti del potere centrale relativamente ad alcuni temi nevralgici per lo sviluppo (ferrovie, sgravi fiscali, elettrificazione, ecc.). Questo ruolo, rafforzato dall’obbligo di iscrizione al registro ditte che garantisce una maggiore rappresentatività e maggiori introiti, dura fino alla riforma del 1924. La Camera si configura come un momento associativo dei ceti produttivi umbri e al tempo stesso come istituzione pubblica. Con il fascismo il quadro muta. La struttura umbra – dopo la costituzione della provincia di Terni - si dividerà in due Camere, cambierà anche la denominazione (Consiglio provinciale dell’economia, prima, e Consiglio provinciale dell’economia corporativa, poi) e aumenteranno i controlli dello Stato. Ciò peserà anche nel dopoguerra e verrà temperato grazie a presidenze di grande prestigio e peso politico che si impegneranno nelle politiche di sviluppo, specie a partire dagli anni sessanta, dopo la crisi agraria e l’avvio di un più accelerato processo di industrializzazione. La Camera accompagnerà e stimolerà la crescita economica regionale, collaborando con le istituzioni locali e in primo luogo con il nuovo ente regionale sorto nel 1970. Si assiste in definitiva ad una progressiva conquista di autonomia che si affermerà definitivamente nel corso degli anni Novanta del secolo scorso e che produrrà nuovi servizi e nuove opportunità per gli operatori economici in un periodo in cui si andava affermando un nuovo soggetto istituzionale, l’Unione Europea, e si modificava il quadro economico italiano e internazionale sempre più segnato dai processi di globalizzazione.
 
 
Prof. Libero Mario Mari
Professore Ordinario di Economia Aziendale all'Università degli Studi di Perugia
Nel 1835, anno di nascita della Camera, l’Umbria è suddivisa in sei circondari: Perugia, Terni, Orvieto, Foligno, Spoleto e Rieti, con una popolazione che superava di poco le 400 mila unità (e Rieti ne contava più di 60 mila). La situazione economica e produttiva fra il 1835 e la fine del secolo stesso rimane nella sostanza invariata, in una condizione di generale arretratezza ed inerzia, con limitatissimi stimoli allo sviluppo delle iniziative economico-industriali, e ac-compagnata in questo periodo da un modesto incremento della popolazione. Solo all’inizio del XX secolo la situazione tende a modificarsi con le prime vere esperienze industriali di una certa dimensione.
Nel 1926, anno di “nascita” della Camera di Commercio di Perugia, il territorio della Regione cambia, con la scissione del circondario di Rieti e con Perugia e Terni che diventano le due province dell’Umbria. L’economia regionale, con riferimento sia all’agricoltura che all’industria, è sostanzialmente stabile e, di fatto, quasi inalterata rispetto alla situazione an-tecedente alla prima guerra mondiale. Gli anni ’50 del XX secolo si aprono con un vero e proprio “esodo” dall’agricoltura. In questi anni si registra il grande sviluppo delle attività commerciali; una crescita continua che non si arresterà negli anni successivi.
I fatti economici e finanziari che caratterizzano gli anni ’70 del XX secolo, l’aumento dei prez-zi delle materie prime, la crisi energetica e i crescenti tassi di inflazione, che determinano a livello nazionale un inevitabile rallentamento della crescita, non esercitano i medesimi effetti nella Regione, che anzi proprio in questo periodo raggiunge la sua massima forza espansiva dal secondo dopoguerra. Il processo di sviluppo della Regione, tuttavia, è fragile e frettoloso e i disagi non tardano a farsi sentire. Così gli anni ’80 del XX secolo iniziano con un pesante rallentamento dell’economia regionale, con una forte contrazione degli addetti, che sfiora i dieci punti in percentuale, interessando maggiormente il comparto delle imprese manifatturiere.
Gli ultimi vent’anni sono caratterizzati da una serie di eventi, alcuni dei quali straordinari ed anche di natura extra-economica, che hanno profondamente inciso sulle dinamiche dell’economia regionale, facendo registrare un progressivo peggioramento del quadro complessivo.
 
 
 
 
175 anni della Camera di Commercio di Perugia - 150 anni dalla costituzione delle Camere di Commercio dell’Italia Unita, due anniversari che si sono incrociati anche sul fronte delle iniziative prese per la loro celebrazione. “Nell’anno delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e della costituzione delle prime camere di commercio unitarie – ha ricordato Antonella Bilotto, del Centro per la Cultura d'Impresa di Milano. Unioncamere ha posto le basi per una valorizzazione del tessuto economico italiano dando risalto alle imprese che nella longevità ultracentenaria testimoniano le trasformazioni e i caratteri più profondi di un’identità nazionale. E’ così stato costituito il Registro Nazionale delle Imprese Storiche cui possono iscriversi le imprese che abbiamo più di cento anni di attività di qualsiasi forma giuridica operanti in qualsiasi settore economico, iscritte nel Registro delle imprese e attive, con esercizio ininterrotto dell’attività nell’ambito del medesimo settore merceologico per un periodo non inferiore a 100 anni.. Cinque le imprese centenarie della provincia di Perugia già presenti nel Registro Storico:
Tipografia Grifani Donati di Ottaviani G. & C. Snc, Splendorini Molini di Splendorini Armando & C. Snc, Fornaci Briziarelli Marsciano, Clarici Pier Domenico di Foligno e Agenzia Immobiliare Bianchi di Perugia. 
 
I termini per le iscrizioni al Registro Nazionale delle Imprese Storiche sono stati riaperti fino al 23 marzo prossimo. Le imprese interessate possono trovare tutte le indicazioni necessarie alla pagina dedicata al Registro.

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