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13-10-2009

L'andamento dei protesti nella Provincia di Perugia - II trimestre 2009

Cresce il numero dei protesti levati in provincia di Perugia nel secondo semestre del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008.
Da aprile a giugno di quest’anno cambiali, assegni e tratte non onorate sono state complessivamente 4.205 con un aumento in un anno del 9,5%.
In lieve calo invece (–3%) gli importi protestati scesi da 13.247.112,00 euro del II trimestre 2008 a 12.840.358,00 euro del II trimestre di quest’anno.

 

Più incoraggiante il confronto congiunturale con il trimestre precedente (I / 2009) che fa registrare una crescita più contenuta degli effetti protestati (+5,1%), con una forte diminuzione del valore complessivo delle insolvenze, passate da oltre 15 milioni di euro a 12,8 milioni.

I dati a cura dell’Ufficio Protesti e Prezzi e dell’Ufficio Studi e Ricerche Economiche della Camera di Commercio di Perugia presentati stamane alla Camera di Commercio.


L’andamento dei protesti nel II trimestre del 2009 in provincia di Perugia, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, evidenzia un incremento del numero totale dei titoli di credito insoluti e protestati, a fronte di una lieve riduzione del valore in termini di importo monetario.
Fra aprile e giugno del 2009 il numero totale dei protesti levati nella provincia ha toccato le 4.205 unità, per un importo complessivo di 12,8 milioni di euro. Rispetto a un anno fa si registra una crescita del 9,5% nel numero dei protesti (nel I trimestre 2008 furono 3.839), ma – al contrario – una diminuzione (- 3%) nel valore complessivo degli importi non onorati, passati da 13.247.112,00 euro (II trim. 2008) a 12.840.358,00 euro registrati nel II trimestre di quest’anno.
Tale andamento in termini di valore complessivo ha determinato una consistente diminuzione del valore medio unitario degli effetti protestati, sceso da 3.450,00 euro a 3.053,00 euro, - 11,5%.


Fin qui l’analisi tendenziale, che assume contorni più incoraggianti sul fronte congiunturale che mette a confronto il II trimestre 2009 con quello precedente (gen. – mar. 2009).
In questo caso, l’aumento del numero dei protesti è più contenuto e si ferma a un + 5,1% (4.205 nel II trim 2009 contro i 4.002 del I), mentre si registra una forte discesa del valore complessivo della massa protestata che da oltre 15 milioni di euro nel primo trimestre 2009 passa ai 12,8 milioni di euro del secondo. Di conseguenza, si contrae il valore medio del singolo titolo protestato, che ammonta nel II trimestre 2009 a 3.053 euro, il secondo valore più basso registrato dal gennaio 2008.
“Dalla rilevazione sui protesti del II trimestre 2009, ha commentato il Presidente della Camera di Commercio di Perugia Ing. Giorgio Mencaroni, emergono segnali contrastanti - protesti in crescita seppur contenuta e contrazione degli importi protestati rispetto ai primi tre mesi dell’anno - ma che a ben vedere lasciano prevedere un rientro a breve/medio termine del fenomeno dell’insolvenza in una dimensione di fisiologica normalità”.
Il Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia Dott. Andrea Sammarco è entrato nel dettaglio dell’indagine sui protesti in provincia di Perugia.
“Analizzando separatamente l’andamento dei protesti del secondo trimestre 2009 per tipologia di titoli protestati – ha osservato Sammarco - si rileva che l’incremento complessivo dei protesti levati è da attribuirsi in particolar modo alla crescita del numero delle cambiali protestate, passate da 2.578 nel I trimestre a 2.769 nel II trimestre 2009 (191 unità in più, pari ad un incremento del +7,4%). Al maggior numero di cambiali protestate, di contro ha fatto riscontro un sensibile calo del loro importo monetario per oltre 1 milione di euro, il 17% in meno. Tale movimento si è inoltre tradotto in un decremento dell’importo medio, passato da 2.636 euro a 2.032 euro (-22,9%), in controtendenza rispetto all’andamento dei due trimestri precedenti”.
Dati congiunturali in decisa diminuzione si registrano per gli assegni protestati: -17,1% in termini numerici, - 32,7% per valore complessivo e - 18,8% per valore medio.
“E’ da notare – ha sottolineato il Segretario Generale della Camera di Commercio - che anche nel II trimestre 2009 continua a permanere una notevole differenza del valore medio unitario fra le due principali tipologie di titoli protestati: 2.032 euro per le cambiali contro un importo medio di 6.515 euro per gli assegni”.
Dalla banca dati del Registro Informatico dei protesti tenuto dalla Camera di Commercio di Perugia infine si possono ricavare informazioni interessanti circa il peso percentuale di ciascuna tipologia di titolo sul totale dei protesti levati. In riferimento al numero dei titoli protestati la grande maggioranza è determinata dalle cambiali, che rappresentano il 65,9% del totale, seguite dalle tratte non accettate 17,1% e dagli assegni bancari, 15,9%. Infine le tratte accettate che ricoprono un peso residuale dell’1,1%.
Nel corso dei trimestri considerati è andata aumentando l’incidenza numerica delle cambiali sul totale dei protesti levati, passata dal 60,8% nel I trimestre 2008 al 65,9% nel II trimestre 2009, mentre si riduce il peso percentuale degli assegni, scesi dal 24% al 15,9%. .
Tali differenze risultano meno accentuate se si considerano i valori monetari: anche in questo caso prevalgono le cambiali, ma con un peso percentuale più limitato (43,8% del totale. Conseguentemente la percentuale degli assegni in termini di importo complessivo è più elevata, attestandosi ad un 33,9%, seguita dalle tratte non accettate (19,7%) e dalle tratte (2,6%).



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