Made in Italy

  

La difesa del Made in Italy attraverso l’inasprimento delle misure di lotta alle contraffazioni risponde alla esigenza di garantire, da un lato, la tracciabilità del prodotto nelle varie fasi di realizzazione e, dall’altro, di tutelare la filiera produttiva nei suoi vari passaggi.

 

La normativa attuale sul Made in Italy, pur tra tutte le difficoltà che hanno contrassegnato la sua genesi ed evoluzione per la necessità di renderla compatibile con i vincoli comunitari a difesa della libera circolazione delle merci nel mercato interno, sta acquisendo oggi un assetto più stabile, almeno per quanto riguarda alcuni strumenti di protezione introdotti dalla normativa che passano attraverso il corretto uso del marchio di fabbrica al fine di non ingannare il consumatore sull’origine italiana del prodotto.

 

La normativa attualmente in vigore ha lo scopo di difendere in modo più netto che in passato la qualità della produzione italiana. A tal fine sono state introdotte di recente importanti novità normative che hanno portato all’abrogazione della legge 99/2009 relativa al “made in”.
Viene così meglio disciplinata una materia strategica per le imprese manifatturiere italiane, da sempre in prima linea nella lotta contro le contraffazioni e nella difesa dell’origine e, in senso più ampio, della qualità e originalità dei prodotti italiani.

 

La disciplina del Made in Italy si articola in due gruppi fondamentali di testi normativi

  • disposizioni a tutela del “made in” e del “made in Italy” attraverso sanzioni penali e amministrative che concernono la commercializzazione di prodotti in generale (alimentari o manifatturieri) presentati falsamente ai consumatori come prodotti realizzati interamente in Italia.
  • tutela speciale del made in Italy relativa alla commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri. (legge 8 aprile 2010, n. 55,) la cui è efficacia è però attualmente ancora sospesa. 

 

L'art. 43 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83 ha disposto il trasferimento del potere sanzionatorio in materia di Made in Italy alle Camere di Commercio aggiungendo il comma 49-quater all'art. 4 della L. 24 dicembre 2003, n. 350.
Tale norma stabilisce che “Le Camere di commercio industria artigianato ed agricoltura territorialmente competenti ricevono il rapporto di cui all'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ai fini dell'irrogazione delle sanzioni pecuniarie amministrative di cui al precedente comma 49-bis.”


Il citato comma 49-bis dell’art. 4 della legge appena richiamata ha ipotizzato la fattispecie di "fallace indicazione dell'uso del marchio", prevedendo per i contravventori una sanzione amministrativa da 10.000 euro a 250.000 euro.

 
Il disposto, introdotto dall’articolo 16, comma 6 del decreto legge n. 135 del 2009, considera fallace indicazione e stabilisce la relativa sanzione amministrativa, un “uso del marchio, da parte del titolare o di chi ha acquistato mediante contratto di licenza il diritto di sfruttarlo commercialmente, con modalità tali da indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana.”

 
Le modalità applicative dell'art. 4, comma 49-bis della integrata L. n. 350/2003 sono fissate dalla circolare esplicativa del MISE n. 124898 del 9 novembre 2009 e nella  nota n. del 6 agosto 2012, prot. 173529 (link: Ambito del potere sanzionatorio camerale).

 
E’ previsto inoltre il reato penale dal decreto legge 25 settembre 2009, n. 135 del seguente tenore: “Chiunque fa uso di un'indicazione di vendita che presenti il prodotto come interamente realizzato in Italia, quale «100% made in Italy», «100% Italia», «tutto italiano», in qualunque lingua espressa, o altra che sia analogamente idonea ad ingenerare nel consumatore la convinzione della realizzazione interamente in Italia del prodotto, ovvero segni o figure che inducano la medesima fallace convinzione, al di fuori dei presupposti previsti nei commi 1 e 2, è punito, ferme restando le diverse sanzioni applicabili sulla base della normativa vigente, con le pene previste dall'articolo 517 del codice penale, aumentate di un terzo”. 


Per ulteriori approfondimenti  “Made in Italy: obblighi e sanzioni degli operatori economici”
 

Voci collegatetutela del consumatore, tutela marchi e prodotti a DO, tutela prodotti

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