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15-10-2012

Convegno "Reti, filiere e qualità dell'internazionalizzazione per i territori"

 

 

XXI Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero.

 

Convegno “Reti, filiere e qualità dell’internazionalizzazione per i territori: cultura, turismo, credito e servizi per le PMI”, momento centrale della Convention mondiale delle Camere di Commercio estere, che si sta svolgendo a Perugia.

Conclusioni del Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera.

Sono intervenuti: Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia, Wladimiro Boccali Sindaco di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi Presidente Provincia di Perugia, Catiuscia Marini Presidente Regione Umbria
Hanno svolto relazioni introduttive Augusto Strianese Presidente Assocamerestero e Ferruccio Dardanello Presidente Unioncamere nazionale.
Il Prof. Luca Ferrucci, Docente Università degli Studi di Perugia, ha introdotto la Tavola Rotonda cui hanno preso parte Gianluigi Angelantoni Amministratore Delegato Angelantoni Industrie S.p.A., Bruno Bracalente, Presidente Fondazione Perugiassisi 2019, Franco Cotana Direttore Centro di Ricerca sulle Biomasse dell’Università degli Studi di Perugia, Massimo D’Aiuto Amministratore Delegato SIMEST S.p.A., Stefania Giannini Rettore Università per gli Stranieri Perugia, Riccardo Monti Presidente Agenzia ICE, Giancarlo Polito Esperto di enogastronomia, Ermete Realacci Presidente Symbola, Claudio Ricci Sindaco di Assisi, Luisa Todini Presidente Todini Costruzioni Generali S.P.A..

 

Nel pomeriggio sono iniziati al Centro Espositivo della Rocca Paolina i Workshop Settoriali e incontri “One-to-One” tra i rappresentanti delle Camere di Commercio Estere e aziende umbre operanti nei settori Turismo, Abbigliamento/Cashmere, Aerospazio, Grafica Editoria, Arredo Casa/Mobile in stile/Design/Ceramica, Energie rinnovabili/Biomasse e Biomedicale, Agroalimentare, Componentistica/Automotive e Meccanica agricola.

 

 

 

Momento centrale della XXI edizione della Convention mondiale delle Camere di Commercio Estere in corso a Perugia, si è tenuto oggi alla Sala dei Notari il convegno “Reti, filiere e qualità dell’internazionalizzazione per i territori: cultura, turismo, credito e servizi per le PMI”.
Il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, trattenuto a Roma da una indisposizione, è comunque intervenuto telefonicamente, ed ha tracciato lo stato dell’azione di Governo per il sostegno alla internazionalizzazione del sistema produttivo italiano.
“Il Governo Monti ha recuperato il ruolo e la credibilità internazionali che devono competere ad un grande paese come l’Italia – ha esordito il Minsitro Passera –e ciò – ha sottolineato – ha contribuito anche a rilanciare l’imagine nel mondo delle nostre produzioni”.
“Nella riorganizzazione delle istituzioni che compongono la Community italiana all’estero – cui è affidato il compito di promuovere e sostenere l’internazionalizzazione, le Camere di Commercio all’Estero avranno una posizione fondamentale” ha ricordato Passera, che ha definito “una scelta sbagliata” la soppressione dell’Istituto per il Commercio Estero, che il Governo Monti ha difatti riportato al centro del sistema chiamato a realizzare le politiche per l’espansione del Made in Italy sui mercati internazionali. Ripercorrendo il percorso seguito dal Governo, il Ministro Passera ha ricordato i tanti interventi adottati o in via di realizzazione, alcuni dei quali – ha riconosciuto – possono non aver incontrato il gradiemnto degli imprenditori “ma ci hanno messo al sicuro da una emergenza che era divenuta drammatica. “Austerità e Sviluppo: abbiamo cercato di combinare questi due elementi per garantire da un lato l’equilibrio dei conti pubblici e dall’altro offrire al sistema economico una possibilità di resistere alla crisi”.
Ancora il Ministro Passera: “Anche sul fronte delle risorse da destinare alla ripresa degli investimenti per infrastrutture non è vero che poco è stato fatto: fino ad oggi, in 10 mesi di governo, abbiamo sbloccato lavori per 35 miliardi di euro e contiamo di arrivare a 50 entro la fine della legislatura. E per ridare vitalità all’economia giudico molto buona l’iniziativa contenuta nel Decreto Crescita rivolta alla nascita di Start Up, resa più semplice da una nuova normativa di riferimento e da risorse fresche”.
“Non dobbiamo dimenticare – ha concluso il Ministro Passera – che l’Italia – pur ancora nel pieno di una crisi durissima, è un grande paese, che conserva energie e capacità che hanno pochi uguali nel mondo. Quindi sono convinto che l’Italia ha tutte le carte in regola per riaprire un nuovo ciclo di benessere e sviluppo”. Alla domanda se il Governo riuscirà a trovare le risorse necessarie alle politiche di sostegno all’economia, Passera ha risposto sicuro: “Ci sono, per tutto ciò che ci siamo proposti di fare. A cominciare dall’aumento delle imprese esportatrici , che cercheremo di far salire di almeno 20.000 unità rispetto alle 210.000 attuali”.


Ad aprire i lavori era stato il Presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni.
“A livello locale – ha detto Mencaroni - i comparti che riteniamo abbiano le maggiori possibilità di interagire con un mercato estero, per l’alto livello qualitativo della produzioni e la dinamicità nell’approccio dei mercati esteri sono: l’Aerospazio, l’Arredo Casa / Mobile in Stile Design, la Ceramica, il Biomedicale, la Componentistica Automotive, le Energie Rinnovabili / Biomasse, la Filiera Agroalimentare, la Grafica / Editoria, la Meccanica Agricola, il Tessile e il Cachemire, il Turismo”. “Qui abbiamo stoffa, capacità e energie sufficienti per competere con buone possibilità di sucesso”. “A conferma - secondo il presdiente della Camera – che alla crisi resiste chi ha scommesso in qualità e innovazione”.
Ha proseguito Mencaroni:”Tuttavia, l’Umbria è terra di piccoli numeri e anche il valore delle esportazioni è contenuto. Ma in crescita. Nel 2012 avanziamo quasi del 6%, sopra la media nazionale, e il risultato è significativo perché migliora quello del 2011 che era salito di oltre l’11%.
I nostri esportatori hanno ripreso a crescere e oggi sono quasi 3000. Complessivamente, nel 2012 venderemo all’estero per oltre 3 miliardi e mezzo di euro: l’1% dell’export nazionale. Non basta, abbiamo le possibilità per fare meglio, ma le imprese non possono fare tutto da sole. La loro competitività è legata a quella che l’intero sistema paese riesce ad esprimere: dobbiamo ridurre il decalage che ci separa dai paesi più forti e avanzati”.
“Sono convinto che la crisi non abbia indebolito le fondamenta genetiche del nostro modo di intraprendere e fare economia. Che senza dubbio dobbiamo sviluppare e irrobustire, non rottamare”. Il modello di imprenditorialità diffusa è un valore sicuro, un bene rifugio che – secondo Mencaroni - può ancora garantiri crescita e benessere. “Ed è sorprendente come nella temperie di una crisi devastante, nella nostra piccola provincia, anche in questo momento, riesce a sopravvivere una straordinaria volontà di fare impresa. Nel secondo trimestre di quest’anno, la base imprenditoriale ha avuto la forza di allargarsi al ritmo di 11 nuove imprese al giorno. 11 imprese al giorno dobbiamo incoraggiare e sostenere con tutti i mezzi possibili, riaffermando così la centralità dell’impresa nello sviluppo dell’intera società”.
All’interno del sistema produttivo locale, la Camera di Commercio di Perugia - in condivisione e partecipazione con altri soggetti istituzionali e imprenditoriali - ha favorito la nascita del Distretto del Cioccolato, che oggi vanta una base di diverse decine di imprese e laboratori artigiani. Così come, seguendo la rotta tracciata da una azienda leader e vincente come la Brunello Cucinelli, abbiamo visto prender forma il polo umbro del Cashmere, cui afferiscono almeno 500 unità produttive. E sullo stesso percorso si stanno ritrovando imprese dell’agroalimentare di eccellenza, dell’aerospaziale e automotive, delle energie rinnovabili, della chimica verde, finanche del settore della nautica, con il cluster nautico umbro.


Dopo i saluti di Wladimiro Boccali Sindaco di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi Presidente Provincia di Perugia e Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria, hanno tenuto le relazioni introduttive Augusto Strianese, Presidente Assocamerestero e Ferruccio Dardanello Presidente Unioncamere nazionale.
“Ho sempre pensato che per favorire le imprese export-oriented . ha affermato il Presdiente Assocamerestero Strianese – dovesse realizzarsi un forte raccordo tra le due reti camerali – in Italia e all’estero – da un lato ed uno stretto contatto tra le Camere estere e l’ICE. Oggi questo schema trova realizzazione definitiva nella Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione voluta dal Ministro Passera . Un modello di partnership che consentirà una ottimizzazione delle risorse a vantaggio delle imprese”.


“L’internazionalizzazione è più che mai al centro delle strategie del sistema camerale italiano” ha detto il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “La nostra azione si svolge in una logica di rafforzamento dei legami con le comunità di business italiane nel mondo e di consolidamento della collaborazione istituzionale a livello centrale e sui territori. Con l’obiettivo di giungere, finalmente, ad una programmazione più ragionata e condivisa degli interventi promozionali con il sistema associativo nazionale e locale, con il Governo, le Regioni e con tutte le altre forze produttive. Perché è questo che il sistema imprenditoriale ci chiede di fare. Nei prossimi mesi questa azione si farà ancora più incisiva sui territori, perché è da lì che arriva la domanda più pressante di sostegno da parte delle Pmi. E’ in avanzato stato di realizzazione il progetto per la costituzione – presso ogni Camera di Commercio – di sportelli di assistenza e di informazione specializzata, rivolti non solo alle oltre 200mila imprese che già operano sui mercati esteri per consolidarne la presenza, ma anche ad altre 70mila aziende che sono pronte a farlo ma che finora hanno esitato ad espandere la propria attività fuori dai confini nazionali”.

A seguire si è tenuta una tavola rotonda introdotta dalla relazione di Luca Ferrucci Professore Università degli Studi di Perugia, cui hanno partecipato: Gianluigi Angelantoni Amministratore Delegato Angelantoni Industrie S.p.A., Bruno Bracalente, Presidente Fondazione Perugiassisi 2019, Franco Cotana Direttore Centro di Ricerca sulle Biomasse dell’Università degli Studi di Perugia, Massimo D’Aiuto Amministratore Delegato SIMEST S.p.A., Stefania Giannini Rettore Università per gli Stranieri Perugia, Riccardo Monti Presidente Agenzia ICE, Giancarlo Polito Esperto di enogastronomia, Ermete Realacci Presidente Symbola, Claudio Ricci Sindaco di Assisi, Luisa Todini Presidente Todini Costruzioni Generali S.P.A..
Nel suo intervento introduttivo Luca Ferrucci, docente dell’Università di Perugia, ha allargato uno sguardo all’Umbria che si internazionalizza.


“Un modello a bassa internazionalizzazione – ha detto il Prof. Ferrucci – con una capacità di esportare (esportazioni su PIL) che si attesta intorno al 16%, inferiore alla media nazionale e centro-settentrionale (rispettivamente circa il 19% e 22%). L’Umbria ha un IDE in uscita in rapporto al PIL pari allo 0,1%, rispetto a Marche e Toscana con lo 0,2% e nord-est con lo 0,5%. La numerosità delle imprese esportatrici è limitata, anche in senso relativo, comparativamente ad altre regioni. In altri termini, poche medio-grandi imprese di eccellenza fanno l’export regionale (basti pensare che una sola impresa copre circa un terzo dell’export totale regionale). Pertanto, la stragrande maggioranza delle imprese è no-export oriented oppure persegue un’esportazione tradizionale di tipo indiretto”.


“Alle origini della diversità strutturale diverse ragioni: 1. l’Umbria non ha mai avuto distretti o filiere territorializzate. Di conseguenza, questa regione non ha vissuto la stagione del capitalismo reticolare distrettuale. Pertanto, le piccole imprese non sono geneticamente export-oriented; 2. L’Umbria ha avuto “stagioni” industriali importanti grazie a national champions come Ellesse, Primigi, Mignini, AST, Buitoni-Perugina, Luisa Spagnoli. L’internazionalizzazione di queste medio-grandi imprese era l’internazionalizzazione umbra. Ma le vicissitudini proprietarie e strategiche di queste imprese hanno impattato sulla dinamica di internazionalizzazione del sistema regionale umbro. L’Umbria ha vissuto – e vive ancora oggi (magari con nuovi protagonisti imprenditoriali di eccellenza come Cucinelli, Angelantoni, Umbria Cuscinetti, Novamont, Terni Energia, Farchioni) - la “stagione” del capitalismo reticolare gerarchizzato; 3. L’Umbria ha un tessuto istituzionale importante e vario (la Regione, le municipalità, due Atenei pubblici di cui uno specializzato per gli studenti stranieri, Camere di Commercio, ecc…). L’Umbria ha sviluppato numerose policies per favorire le aggregazioni tra le imprese industriali (distretto tecnologico, poli per l’innovazione, cluster tecnologici). Sono policies mirate ad irrobustire una competitività fondata sull’innovazione e, solo per via indiretta, per l’internazionalizzazione”.
Conclude il Prof. Ferrucci: “In definitiva, le reti multi-livello per l’internazionalizzazione appaiono, in Umbria, ancora piuttosto fragili e incompiute” e si chiede:”Può il patrimonio collettivo di internazionalizzazione divenire patrimonio per le imprese di tutti i settori?


“La fiscalità è un problema grave per le imprese ed è necessario ridurre la tassazone sul costo del lavoro”ha detto Gianluigi Angelantoni Amministratore Delegato Angelantoni Industrie S.p.A.. Ma questo non basta – ha continuato “perché abbiamo bisogno di servizi più efficienti, di una profonda sborocratizzazione a livello nazionale e locale. Evasione ed elusione vanno combattuti con forza. E sarebbe auspocabile, ha concluso Angelantoni, che si investisse in infrastrutture. “Facendo presto, subito e insieme”.


“L’Italia deve fare l’Italia” ha detto Ermete Realacci di Symbola – collegandosi con le radici del suo futuro fatte di bellezza, naturalità, sapori, qualità…”.

 

Bruno Bracalente, presidente della Fondazione Perugiassisi 2019 e Claudio Ricci, sindaco di Assisi, che hanno illustrato le iniziative legate alla candidatura di Perugia e Assisi a Capitale eurpoea della Cultura per il 2019.

 

Luisa Todini: Presidente Todini Costruzioni Generali S.P.A.. ““In Umbria operano importanti realtà imprenditoriali che hanno saputo aprirsi ai mercati internazionali. Per mantenere le quote di mercato sarà però necessario un ulteriore sforzo che si traduca, a livello istituzionale, in un maggiore coordinamento di tutti gli attori coinvolti: Ministeri, Agenzia per l’Internazionalizzazione, Sace, Simest, Invitalia, Regioni, Sistema Camerale nella sua interezza, Confindustria e Sistema bancario così da ricercare le necessarie sinergie economiche ma soprattutto operative”.


Stefania Giannini, rettore dell’Università per Stranieri di Perugia: “Fare cultura vuol dire partecipare a un processo di intrnazionalizzazione. E oggi non basta più Dante e la Lirica per promuovere l’Italia nel mondo. L’Università per Stranieri sperimenta altre strade. Due esempi: il progetto Cina e il Progetto Mediterraneo. Il primo ha portato dal 2005 ad oggi a triplicare la presenza di studenti cinesi in Italia. Con Simest abbiamo avviato progetti che hanno coinvolto giovani dal Marocco all’Egitto”. Franco Cotana, Direttore Centro di Ricerca sulle Biomasse dell’Università degli Studi di Perugia, ha parlato delle esprienze realizzate negli ultimi anni, così come Riccardo Monti Presidente Agenzia ICE e Massimo D’Aiuto Amministratore Delegato SIMEST S.p.A., hanno illustrato l’attività dei loro enti a sostegno delle imprese esportatrici”. In chiusura intervento di Giancarlo Polito, Esperto di enogastronomia.
 

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