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16-10-2012

Tecnologia e innovazione: il made in Italy che conquista i mercati esteri

 

Indagine sulle rotte dell’export italiano prima e durante la crisi

 

TECNOLOGIA E INNOVAZIONE: IL MADE IN ITALY CHE CONQUISTA I MERCATI ESTERI

Nel triennio 2009-2011 aumenta la specializzazione dell’export italiano nei settori a medio-alto contenuto tecnologico: il chimico-farmaceutico strategico in Giappone e Svizzera mentre la meccanica è regina incontrastata in Brasile, Cina, India e Sudafrica

 

La mappa dell’export umbro: risultati, destinazioni, tendenze.
Sono intervenuti Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia, Augusto Strianese, presdiente di Assocamerestero, il presidente di Unioncamere nazionale Ferruccio Dardanello.

 

Perugia, 16 Ottobre 2012 – Cambia il volto del Made in Italy all’estero: nell’ultimo triennio, sia in ambito europeo che nei mercati Extra-UE, aumentano le vendite di prodotti italiani, che si specializzano inoltre in settori a maggior contenuto tecnologico. Questo è quanto emerge da “L’Atlante del Made in Italy. Le rotte dell’export italiano prima e durante la crisi”, un’Indagine sulle tendenze dell’export nei principali mercati di riferimento per l’Italia, condotta da Assocamerestero – l’Associazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) – e presentata durante la XXI Convention mondiale delle CCIE in programma a Perugia. Sono intervenuti Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia, Augusto Strianese, presdiente di Assocamerestero, il presidente di Unincamere nazionale Ferruccio Dardanello.


Quali sono i settori in cui l’export presenta il maggior grado di specializzazione? Nel periodo 2009-2011, il peso della meccanica, se confrontato con la media mondo dell’export del settore, risulta strategico per le vendite nei Grandi Sistemi Paese che stanno attraversando importanti processi di industrializzazione, come Cina, Brasile e India, con un valore più di due volte superiore alla media, e Sudafrica, di una volta e mezzo superiore. Fortemente specializzato nel chimico-farmaceutico è invece l’export in Giappone e Svizzera, con un indice più di tre volte superiore alla media. Maggiormente focalizzate nei settori tradizionali, invece, le esportazioni nel mercato russo (con i prodotti del tessile-abbigliamento), in Francia (con il Sistema Casa), e in Germania, Regno Unito e Stati Uniti (con i prodotti alimentari).


“La mappa dell’export umbro – ha detto il presidente della CCIAA di Perugia Giorgio Mencaroni - continua ad avere il suo baricentro nell’Unione Europea e nel mercato nordamericano. Dei circa 3,5 miliardi di euro complessivamente esportati in un anno, l’Umbria ricava circa 2 miliardi di euro dall’Unione Europea a 27, con un tasso di crescita medio del mercato europeo del 12,1%. Nel primo trimestre del 2012 l’Umbria ha mostrato un tasso di crescita delle esportazioni lievemente superiore alla media nazionale (5,8%)”. Ancora il presidente Mencaroni: “A livello locale i comparti che riteniamo abbiano le maggiori possibilità di export - per l’alto livello qualitativo della produzioni e la dinamicità nell’approccio a un mercato non domestico - sono: l’Aerospazio, l’Arredo Casa / Mobile in Stile Design, la Ceramica, il Biomedicale, la Componentistica Automotive, le Energie Rinnovabili Biomasse, la Filiera Agroalimentare, la Chimica “verde”, la Grafica / Editoria, la Meccanica (quella agricola in particolare), il Tessile e il Cachemire, il Turismo”. “Qui abbiamo stoffa, capacità e energie sufficienti per competere con buone possibilità di sucesso”. “A conferma - secondo il presidente della Camera – che alla crisi resiste chi ha scommesso in qualità e innovazione. E riesce a fare export”.


Anche se l’incremento delle esportazioni umbre è condizionato dal risultato del principale settore di specializzazione della regione, prevalentemente prodotti della siderurgia, buone sono state le Performance di importanti settori produttivi maggiormente legati al territorio: la Meccanica con un incremento del 16,3%; i prodotti della filiera Agro Alimentare, che contribuiscono per oltre il 10% al fatturato all’estero delle imprese esportatrici umbre, hanno registrato una crescita del 23,3%, l’Abbigliamento, anche questo settore con una performance a due cifre (+ 20 %), ampiamente superiore alla media nazionale.

 

“Se guardiamo al quadro nazionale, l’Indagine di Assocamerestero ci dice che la crisi ha modificato il posizionamento del Made in Italy all’estero, dove il “saper fare” italiano è riuscito ad individuare nicchie di mercato a maggior valore aggiunto, soprattutto nei Paesi che stanno trainando la ripresa e mostrano maggiore dinamismo.– ha affermato Augusto Strianese, Presidente di Assocamerestero – Perché l’internazionalizzazione rappresenti realmente un’opportunità di crescita per le aziende, è sempre più necessario dar loro un supporto qualificato e affidabile. In questo, le Camere di Commercio Italiane all’Estero rappresentano una risorsa fondamentale. Il nostro vantaggio competitivo è proprio quello di essere una rete di imprenditori al servizio del mercato e delle istituzioni italiane, che parla il linguaggio delle imprese e per questo è in grado di coglierne, e spesso anticiparne, le esigenze”.
“L’internazionalizzazione è più che mai al centro delle strategie del sistema camerale italiano” ha detto il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “La nostra azione si svolge in una logica di rafforzamento dei legami con le comunità di business italiane nel mondo e di consolidamento della collaborazione istituzionale a livello centrale e sui territori. Con l’obiettivo di giungere, finalmente, ad una programmazione più ragionata e condivisa degli interventi promozionali con il sistema associativo nazionale e locale, con il Governo, le Regioni e con tutte le altre forze produttive. Perché è questo che il sistema imprenditoriale ci chiede di fare. Nei prossimi mesi questa azione si farà ancora più incisiva sui territori, perché è da lì che arriva la domanda più pressante di sostegno da parte delle Pmi. E’ in avanzato stato di realizzazione il progetto per la costituzione – presso ogni Camera di Commercio – di sportelli di assistenza e di informazione specializzata, rivolti non solo alle oltre 200mila imprese che già operano sui mercati esteri per consolidarne la presenza, ma anche ad altre 70mila aziende che sono pronte a farlo ma che finora hanno esitato ad espandere la propria attività fuori dai confini nazionali”.


L’Indagine Assocamerestero sul fronte del contributo dato all’export dai singoli settori, evidenzia come la crisi non abbia intaccato il ruolo predominante della meccanica, che rappresenta oltre un quarto delle vendite di prodotti italiani nell’Unione Europea, quota superiore alla media mondiale del 20,0%. In particolare, è leader incontrastata nei mercati Extra-UE a più elevato tasso di sviluppo, con quote export che spaziano dal 19,3% della Russia al 48,7% della Cina.


I metalli e prodotti in metallo, spesso utilizzati nella componentistica e nell’edilizia dalle industrie locali estere, sono invece il comparto più dinamico, con un incremento medio annuo dell’export del 22,4%. Nei Paesi Extra-UE buone performance per comparti a medio-alto contenuto tecnologico come i mezzi di trasporto, che mantengono il primato in Russia (export cresciuto in media del +97,3%) e in India (+37,1%), e lo conquistano in Cina (+49,5%). Settori innovativi trainano le vendite anche in Brasile, con un incremento di oltre il 50% per gli apparecchi elettrici, e in Giappone, con un aumento di circa un terzo dell’export di elettronica (vedi tabella n.1).


La Convention mondiale delle Camere Estere di Perugia, è entrata ieri nella sua fase operativa con il coinvolgimento delle imprese regionali operanti nei settori export-oriented. Curati dal entro Estero dell’Umbria, si stanno svolgendo alla Rocca Paolina workshops settoriali che attraverso incontri one-to-one metteranno in contattodiretto le imprese umbre e le 76 Camere Estere, veri centri di informazione e conoscenza aperti in 50 paesi del mondo. Circa 100 le aziende partecipanti.

 

Leggi il comunicato stampa integrale completo di tabelle
 

Allegati

Voci collegateexport, internazionalizzazione

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