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10-07-2009

Le prospettive occupazionali delle imprese perugine per il 2009

 

Il 2009 sarà caratterizzato da un diffuso ridimensionamento delle previsioni occupazionali espresse dagli imprenditori dell’industria e del terziario sia nazionale che provinciale.
E’ quanto emerge dai dati provvisori dell’Indagine Excelsior realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro sulle previsioni occupazionali e i fabbisogni professionali delle imprese.
In provincia di Perugia la propensione ad assumere è più forte sia rispetto all’Italia che alle altre regioni del Centro, ma l’occupazione subirà una contrazione del 2,4%, peggiore rispetto all’Umbria (-2,2%), del Centro Italia (- 2,1%) e dell’Italia (-1,9%).
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Un dato positivo comunque emerge dall’indagine Excelsior: per contrastare la crisi, gli imprenditori perugini investono sul capitale umano e sulle professioni maggiormente qualificate (le figure high skill) ossia dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici”.
In crescita anche la domanda di personale immigrato.
Rispetto a quelle più grandi, le piccole imprese hanno maggiori difficoltà a mantenere la forza lavoro.
A livello settoriale si registrano flessioni forti tra le imprese dei servizi, mentre il commercio mostra maggiore resistenza.
 
“Nonostante si comincino a intravedere alcuni segnali di un possibile allentamento della forza della recessione, il 2009 sarà caratterizzato da un diffuso ridimensionamento delle previsioni occupazionali espresse dagli imprenditori dell’industria e del terziario sia a livello nazionale che provinciale”. E’ questo il primo commento del Presidente della Camera di Commercio di Perugia Ing. Giorgio Mencaroni ai dati provvisori dell’indagine Excelsior, realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro, basati sulle interviste effettuate a un campione di 57mila imprese, presentati stamane dall’ente camerale.
Nel dettaglio. La quota di imprese che prevedono assunzioni, a livello nazionale, si attesta al 19,3%%, al Centro la percentuale si ferma al 18%, mentre in Umbria raggiunge il 22,1% e a livello provinciale il 20,9%.
“La percentuale di imprese perugine che prevedono assunzioni per il 2009 – ha evidenziato il Presidente Mencaroni - risulta in flessione rispetto al 28,4%. del 2008. Inoltre, per la prima volta in oltre un decennio, si prevedono saldi occupazionali negativi. Il saldo tra tasso di entrata e tasso di uscita dal mercato del lavoro a fine anno nella provincia di Perugia dovrebbe attestarsi al -2,4% (era +0,8% nel 2008) peggiore del –2,2% dell’Umbria, del -2,1% del Centro e del -1,9% nazionale”.
Va notato tuttavia che il deterioramento del saldo è legato più ad una flessione del tasso di entrata nel mercato del lavoro (di oltre 2 punti percentuali), piuttosto che ad un incremento del tasso di uscita (pari ad un punto percentuale).
 
Un dato è stato definito estremamente significativo dal presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Nonostante la generale contrazione registrata dalle assunzioni – ha detto Mencaroni - le imprese perugine per fronteggiare la crisi dimostrano di voler investire nel capitale umano per utilizzare tale fattore come leva competitiva. Le prime previsioni per il 2009 relative alle assunzioni programmate a carattere non stagionale, infatti, confermerebbero la crescita della quota delle professioni maggiormente qualificate (le figure high skill - ossia dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici) che passerebbero dal 13,4% al 19,3% del totale, con una crescita di quasi sei punti percentuali, migliore di due punti rispetto a quella registrata nel 2008”.
 
“La Camera di Commercio di Perugia – ha ricordato il Segretario Generale Dott. Andrea Sammarco - da qualche tempo sta ponendo particolare attenzione a questo fenomeno, monitorando costantemente il suo andamento nel tempo e dedicando seminari e specifici studi di approfondimenti sul tema, convinta che l’upgrading professionale sia una delle principali variabili strategiche per lo sviluppo economico”.
Tuttavia, nonostante dalle analisi degli ultimi anni emerga un significativo avvicinamento della posizione provinciale rispetto al valore nazionale, la percentuale di high skill rimane ancora al di sotto della media nazionale, pari al 21,6%.
 
Assunzioni non stagionali 2009 per grandi gruppi professionali
 
L’investimento in capitale umano emerge anche dal progressivo incremento della richiesta di personale con un livello di istruzione più elevato. In provincia di Perugia, la richiesta di personale con diploma universitario nel 2009 raggiunge quota 7,7% a fronte del 6,4% del 2008. Il dato provinciale tuttavia si colloca ancora al di sotto delle media nazionale (12% circa delle assunzioni programmate). E’ invece ben al di sopra della media nazionale la richiesta di personale in possesso di un livello di istruzione secondario e post-secondario: in provincia di Perugia siamo al 49,6% (contro il 41,6 del 2008) a fronte del dato nazionale fermo al 43%.
 
Assunzioni non stagionali 2009 per titolo di studio
 
Dall’anticipazione Excelsior emerge anche un maggiore orientamento delle imprese ad assumere personale che abbia già maturato una precedente esperienza lavorativa, a conferma di una maggiore esigenza di profili con capacità e conoscenza pratica già acquisite e quindi con tempi di inserimento operativo in azienda più brevi. Per il 2009 le imprese perugine segnalano complessivamente una minore difficoltà di reperimento delle figure professionali di cui necessitano, dovuta ad una maggiore disponibilità di offerta sul mercato del lavoro. La quota percentuale di assunzioni non stagionali considerate di difficile reperimento, è del 20,5%, in calo di dieci punti percentuali rispetto al 30,7% dello scorso anno.
 
La quota percentuale delle assunzioni non stagionali di personale immigrato nella provincia di Perugia è in ripresa rispetto all’anno 2008 e risulta in controtendenza rispetto alle altre ripartizioni territoriali. Per il 2009 si prevede una quota massima di personale immigrato pari al 25,2% a fronte del 20% dello scorso anno. Dai confronti territoriali, emerge che la quota delle assunzioni del personale immigrato nel perugino si pone al di sopra del valore nazionale (17,7%), del Centro (20,5%) e del valore umbro (23,5%), tutti in flessione di circa due punti e mezzo percentuali rispetto allo scorso anno.
 
Analisi per settori economici
 
A livello settoriale il saldo più negativo viene registrato dal settore degli altri servizi, con –2,9%, in forte flessione (pari a cinque punti percentuali) rispetto al +1,1% del 2008. Il deterioramento del saldo è legato sia ad una flessione del tasso di entrata nel mercato del lavoro (di quasi 2 punti percentuali), sia ad un incremento del tasso di uscita (di oltre due punti percentuali).
Segue l’industria con –2,5%, in sensibile riduzione (quasi tre punti percentuali) rispetto al +0,3% dello scorso anno, dovuto soprattutto alla riduzione del tasso di entrata.
Le costruzioni fanno registrare un -1,8%, rispetto al +2,2%% del 2008, perdono dunque quattro punti percentuali, soprattutto a causa della diminuzione del tasso di entrata.
Nel commercio il saldo si attesta a –1,5%, che a fronte del +0,3% del 2008, registra la perdita più contenuta, imputabile in eguale misura alla crescita del tasso di uscita e alla riduzione di quello di entrata.
 
Analisi per classi dimensionali
 
Per quanto riguarda l’analisi per classe dimensionale, dal punto di vista occupazionale i risultati peggiori riguardano le imprese più piccole, quelle con meno di 10 dipendenti. Il saldo tra tasso di entrata e tasso di uscita registrato dalle imprese perugine di piccole dimensioni è pari al –4,2%, in forte flessione (quasi sei punti percentuali) rispetto al +1,4% del 2008. Il deterioramento del saldo è legato essenzialmente ad un incremento del tasso di uscita (di oltre cinque punti). Questo mette in evidenzia le difficoltà delle imprese più piccole, che nella prima fase della crisi avevano tenuto meglio dal punto di vista occupazionale, ma che ora con il prolungarsi della fase recessiva mostrano evidenti segnali di cedimento. Il dato provinciale risulta peggiore della media nazionale, che si ferma a –2,5%, testimoniando che in questo momento la crisi stia incidendo sull’occupazione delle imprese perugine più piccole in misura maggiore rispetto ad altre realtà territoriali. Seguono le imprese da 10 a 49 dipendenti con un saldo pari a –2,4%, in sensibile riduzione (oltre tre punti percentuali) rispetto al +0,8% dello scorso anno, determinato sia alla riduzione del tasso di entrata sia all’incremento del tasso di uscita. Il dato regionale si pone al di sotto della media nazionale (quasi –2%). Quanto detto sulle maggiori difficoltà incontrate dalle imprese perugine più piccole, vale anche per le imprese fino a 49 dipendenti.
Le imprese provinciali più grandi fanno registrare un -1%, rispetto al +0,3%% del 2008. La riduzione del tasso di uscita, che è passato dal 8,1% del 2008 al 5,4 del 2009, non è riuscita infatti a compensare la forte diminuzione del tasso di entrata, che si è quasi dimezzato. Il valore provinciale si colloca sopra del valore nazionale (-1,5%), mostrando che le imprese perugine più strutturate sembrano rispondere meglio della media nazionale.

 



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