Prodotti tessili

 

Riportiamo in questa pagina, mettendone in evidenza gli aspetti principali, le normative che attualmente disciplinano il settore tessile per quanto riguarda le denominazioni e l’etichettatura, fatta eccezione per le normative specifiche sull’origine dei prodotti tessili e calzaturieri per le quali consultare la pagina Made in Italy .


Per il dettaglio delle norme sulla composizione fibrosa, sul contenuto delle etichette, nonché sulle percentuali fibrose e altri aspetti collegati consultare il “Manuale per l’etichettatura di composizione dei prodotti tessili” II° Edizione, edito da ITF. Il settore tessile è pertanto disciplinato da una normativa comunitaria e una normativa nazionale che stanno fra loro in un rapporto di integrazione reciproca:

 

 Normativa comunitaria

  • Regolamento (UE) del Parlamento europeo e del Consiglio n. 1007 del 21/09/2011:

di recente emanazione è il nuovo testo comunitario fondamentale relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all’etichettatura e contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili. Tale regolamento ha le seguenti caratteristiche ed effetti:

è entrato in vigore in data 8 novembre 2011 ed è applicato in tutti gli Stati membri dall’8 maggio 2012;

è di immediata applicazione nel territorio degli Stati membri e quindi anche in Italia;

abroga le seguenti direttive: 73/44/CEE; 96/73/CE; 2008/121/CE;

non cancella del tutto le leggi e i decreti nazionali in materia che sono ancora validi e in vigore per quanto riguarda i controlli e le sanzioni. (Restano pertanto ancora in vigore le sanzioni indicate nella tabella presente in questa pagina) 

  • Regolamento delegato (UE) n. 286/2012 della Commissione del 27/01/2012: modifica rispettivamente l’allegato I e gli allegati VIII e IX del Regolamento UE n. 1007/2011.
  • Regolamento (CE) n. 765/2008: è applicato (art. 2) per le definizioni di messa a disposizione sul mercato, immissione sul mercato, fabbricante, importatore, distributore, operatori economici, norma armonizzata, vigilanza del mercato e autorità di vigilanza del mercato.

 

Normativa nazionale

  • Legge 16 dicembre 1966, n. 1112 Disciplina dell’uso dei nomi “cuoio”, “pelle” e “pelliccia” e dei termini che ne derivano
  • D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, (cd. Codice del Consumo) Recepimento delle disposizioni comunitarie in materia di sicurezza dei prodotti Ancora in vigore solamente per quanto riguarda controlli e sanzioni e comunque da rendere compatibile con il Regolamento n. 1007/2011
  • Legge n. 883/73: Disciplina delle denominazioni e delle etichettature dei prodotti tessili. Sono abrogati gli articoli da 1 a 13
  • D.P.R. 515/1976: regolamento di esecuzione della Legge n. 883/73. Sono abrogati gli articoli 2,3,4,6/1° co,11,12,13 e 14
  • D. Lgs. 194/99 di attuazione della direttiva 96/74/CE relativa alle denominazioni del settore tessile

 

Obblighi degli operatori economici (ex art. 15 del Regolamento UE n. 1007/2011):
 

  • Fabbricante di articoli tessili: è obbligato, all’atto della immissione di un prodotto tessile sul mercato, a garantire la fornitura dell'etichetta o del contrassegno e l'esattezza delle informazioni ivi contenute
  • Importatore di articoli tessili di produzione non europea: all’atto dell’immissione sul mercato ha l’obbligo di garantire la fornitura dell'etichetta  del contrassegno e l'esattezza delle informazioni ivi contenute, se il fabbricante non è stabilito nell’Unione
  • Distributori e commercianti: all'atto della messa a disposizione sul mercato di un prodotto tessile, il distributore o commerciante garantisce che esso rechi l'etichetta o il contrassegno appropriato previsto dal presente regolamento. (Un distributore è considerato fabbricante ai fini del presente regolamento qualora immetta un prodotto sul mercato con il proprio nome o marchio di fabbrica, vi apponga l'etichetta o ne modifichi il contenuto.)


Soggetti esonerati dall’obbligo di osservanza della normativa:

  • coloro che effettuano lavorazioni per conto terzi e quindi lavoranti a domicilio o imprese indipendenti che lavorano a partire da materiali forniti loro senza dar luogo a cessione a titolo oneroso
  • i sarti operanti in qualità di lavoratori autonomi

Alcune definizioni applicate dalla normativa in vigore
(ai sensi del Reg. CE 765/2008 e del Reg. n. 1007/2011)
 

  • fabbricante: si intende una persona fisica o giuridica che fabbrica un prodotto oppure lo fa progettare o fabbricare oppure lo commercializza apponendovi il suo nome o marchio
  • immissione sul mercato: si intende la prima messa a disposizione di un prodotto sul mercato comunitario
  • importatore: si intende una persona fisica o giuridica che sia stabilita nella Comunità e immetta sul mercato comunitario un prodotto originario di un paese terzo
  • distributore (o commerciante) si intende una persona fisica o giuridica nella catena di fornitura diversa dal fabbricante o importatore, che mette a disposzione sul mercato un prodotto
  • messa a disposizione sul mercato: la fornitura di un prodotto per la distribuzione, il consumo o l’uso sul mercato comunitario nel corso di un’attività commerciale a titolo oneroso o gratuito
  • prodotto tessile: il prodotto grezzo, semilavorato, lavorato, semimanufatto, manufatto, semiconfezionato o confezionato, esclusivamente composto di fibre tessili, qualunque sia il procedimento di mischia o di unione utilizzato
  • fibra tessile: alternativamente: un elemento caratterizzato da flessibilità, finezza ed elevato rapporto tra lunghezza e dimensione trasversale massima, che lo rendono atto ad applicazioni tessili; una lamella flessibile o un tubo di larghezza apparente non superiore a 5 mm, comprese le lamelle tagliate da lamelle più larghe o da film, fabbricati a base di sostanze che servono per ottenere le fibre elencate nella tabella 2 dell'allegato I e atti ad applicazioni tessili
  • larghezza apparente: la larghezza della lamella o del tubo in forma piegata, appiattita, schiacciata o torta o, nel caso di larghezza non uniforme, quella media
  • componente tessile: una parte di prodotto tessile avente un contenuto di fibre identificabile
  • fibre estranee: le fibre diverse da quelle indicate sull'etichetta o sul contrassegno
  • fodera: un componente separato utilizzato nella confezione di capi di abbigliamento e altri prodotti, comprendente uno o più strati di materia tessile fissati lungo uno o più orli
  • etichettatura: l'esposizione sul prodotto tessile delle informazioni richieste tramite l'apposizione di un'etichetta
  • contrassegno: l'indicazione delle informazioni richieste sul prodotto tessile mediante cucitura, ricamo, stampa, impronta a rilievo o qualsiasi altra tecnologia di applicazione 

 

 

 

 

 


 

Voci collegatetessile, tutela prodotti

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