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18-06-2013

Impresa 2.0, quali prospettive di sviluppo per le PMI nell'economia digitale?

 

 

Il futuro delle PMI italiane e umbre passa attraverso l’economia digitale. 

E nel Web può trovarsi la chiave per uscire dalla crisi.
 
Ma l’Italia è in ritardo rispetto ai paesi guida e l’Umbria lo è ancora di più, anche rispetto ad altre regioni italiane.
 
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: ”Scommettere sulla web economy per le PMI umbre e perugine, più che una opportunità appare come una scelta obbligata: fuori dalla rete si rischia l’emarginazione”.
 
“L’Umbria procede lentamente. Il 15% delle imprese con più di 10 dipendenti non ha ancora un accesso ad Internet, sono il 25% quelle con meno di dieci addetti: la media nazionale è inferiore al 6% e l’Italia non è certo un modello di digital economy”.
Le potenzialità tuttavia esistono, serve metterle in movimento.
 
Camera di Commercio di Perugia e Unioncamere si alleano con Google e lanciano il progetto “Distretti sul Web”. In Umbria coinvolto il Distretto Tessile Abbigliamento in Cashmere: si punta a favorire l’apertura verso nuovi mercati attraverso Internet.
 
I dati parlano chiaro: negli ultimi tre anni come fatturato le Pmi attive in rete sono cresciute dell’1,2%, rispetto a un calo del 4,5% di quelle offline. Ora, se il mercato italiano dell’e-Commerce è solo un quarto di quello tedesco e un sesto di quello inglese, occorre un drastico e pronto cambiamento di mentalità e di approccio ai mercati per trasformare queste criticità in occasioni di rilancio. I benefici che possono derivare da uno sviluppo dell’economia digitale e della cosiddetta impresa 2.0 sono molteplici: dal contributo alla crescita del Pil (già dal 2005 in Italia l’economia digitale cresce a tassi 10 volte superiori rispetto al tasso di crescita del Pil), alla creazione di posti di lavoro e, ovviamente, all’impulso fornito al rilancio di imprese debilitate dalla crisi più acuta di sempre. E su questo c’è il sostegno di numeri inequivocabili: le imprese italiane che fanno e- commerce stanno incrementando il fatturato al ritmo di oltre il 6% all’anno. E’ evidente dunque, quanto sia importante anche per le Pmi umbre la scommessa sulla web economy
 
Temi decisivi per il futuro del sistema produttivo locale, su cui si sono confrontati Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia, Mario Pera, segretario generale della Camera di Commercio di Perugia, Sabina Addamiano, Docente e consulente di comunicazione-marketing, Diego Ciulli, Public Policy and Government Relations - Senior analyst di Google Italia, Anna Lisa Doria, Responsabile settore conoscenza e welfare della Regione Umbria, Diego Maria Tasselli, imprenditore Tasselli Cashmere Bevagna, con il giornalistaFederico Fioravanti nel ruolo di moderatore.  
 
Quanto vale l'Impresa 2.0, in Italia e in Umbria? Negli anni della crisi economica più grave di sempre, paragonabile solo a quella del 1929, nelle dure stagioni di una recessione che sembra infinita, c'è un dato che fa riflettere: dal 2005, in Italia, l'economia digitale cresce a tassi che sono dieci volte superiori rispetto all'andamento del Pil. Molto più contenuti i risultati in Umbria, dove scontiamo più che limiti imprenditoriali, carenze infrastrutturali e, forse più di tutte, culturali.
 
“Se l'Italia rispetto all'Europa arranca, l'Umbria va ancora più piano” è il parere di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia. “Il 15% delle imprese umbre con più di 10 dipendenti non ha l’accesso ad Internet (la media italiana è inferiore al 6%), percentuale che sale al 25% se si includono quelle con meno di 10 dipendenti”. E ancora: “I dati di una indagine Doxa del luglio dello scorso anno, ci dicono che ha un collegamento internet solo il 75% delle imprese umbre (78,2% a Perugia, 64,9% a Terni) a fronte di una media italiana del 94%: 19 punti in meno. Il settore meno tecnologico è il commercio con il 61% delle imprese che sono collegate alla Rete. Le imprese che hanno un portale internet o semplicemente una home page sono 4 su 10, appena il 16,9% con funzioni di e-commerce. Solo il 10,8% delle nostre piccole imprese utilizza sistemi gestionali avanzati: in Italia sono quasi il doppio (20,7%). E insieme alle imprese, anche i cittadini umbri sono ancora distanti dalla rete: il 60% non usa la posta elettronica”.
 
Il presidente Mencaroni ha parlato di ampie possibilità per le PMI “a patto” - ha detto - “che i profili professionali che gestiscono le strategie in rete delle imprese, siano realmente in possesso della conoscenza della materia”.   “Questi dati non ci dicono che Internet di per sé è il totem che in modo miracolistico trasforma sempre e comunque investimenti, anche piccoli, in affari, molto grandi”  ha avvertito Mencaroni. “ Ci dicono che se Internet è usato bene per le PMI può essere un fondamentale strumento di crescita; ma perché Internet sia efficace, è necessario non solo decidersi a usare la rete, ma anche a usarla in modo adeguato e intelligente, scegliendo le strategie e gli strumenti giusti”.
 
Va da se, che le piccole e medie imprese umbre potrebbero trovare nella Web Economy una via d’uscita dalla crisi e una occasione per ripensare alla propria struttura e mission imprenditoriale. Le dimensioni non costituiscono un problema, anzi. “Non è necessario essere enormi per essere orientati all’innovazione” ha affermato Sabina Addamiano, Docente e consulente di comunicazione-marketing. “Anzi, la buona, buonissima notizia è che la periferia dell’impero non esiste più; ovverosia indipendentemente dalla dimensione d’impresa e dalla sua localizzazione geografica, si può essere al centro di un mercato globale, a patto che si abbia un approccio aperto e disponibile all’apprendimento e alla disponibilità a ripensare l’organizzazione del processo di business, in funzione della centralità delle relazioni sul web”.
 
La Camera di Commercio di Perugia e il sistema camerale stanno lavorando per porre in essere ogni azione possibile ad abbattere il digital divide del sistema produttivo regionale. 
Una delle iniziative più recenti è il progetto “Distretti sul Web” – presentato ufficialmente in occasione del Forum - realizzato in partnership con Google. Il Distretto umbro coinvolto è quello del Tessile Abbigliamento in Cashmere, un polo di eccellenza, le cui imprese saranno affiancate e sostenute nel percorso di apertura di nuovi mercati attraverso l’uso di Internet.
 
Per sostenere e illustrare “Distretti sul Web” è intervenuto al Forum Diego Ciulli, Public Policy and Government Relations - Senior analyst di Google Italia. “Le 30 imprese su 100 che in Umbria non hanno accesso alla rete, sono paragonabili ad aziende che a metà del ‘900 ancora non avevano energia elettrica nel capannone e continuavano ad andare a carbone o ad altro” ha detto Ciulli. “Allora è necessario accelerare il processo di evoluzione ed aiutare il sistema produttivo a cogliere appieno le opportunità di internet. Siamo a un bivio, ma non da adesso. Il punto limite è stato oltrepassato: si pensi soltanto che in Europa il 73% dei consumatori prima di effettuare qualsiasi acquisto va su Internet. Poi può decidere di fare un acquisto offline, ma intanto tutto ha avuto origine in Internet”. “Abbiamo ideato il progetto ‘Distretti sul Web – ha affermato Ciulli - tenendo in grande considerazione le specificità dell'Italia, con l'obiettivo di valorizzare, grazie ad Internet, le eccellenze rappresentate dai distretti manifatturieri del nostro Paese. Con quest'iniziativa ci proponiamo infatti di diffondere competenze digitali all’interno delle PMI per aiutarle a essere competitive sviluppando una propria presenza in rete, superando i confini nazionali e diventando operatori attivi sul mercato globale”.
 
Progetti che possono realizzarsi se l’ambiente di riferimento risulta ricettivo e dotato di una adeguata rete infrastrutturale. La Regione dell’Umbria sta investendo risorse cospicue sulla Banda Larga. “Il piano telematico parte con una serie di infrastrutture, in particolare la cablatura della regione in fibra ottica – ha ricordato Anna Lisa Doria, Responsabile settore conoscenza e welfare della Regione Umbria, a cominciare dalla dorsale che collega da nord a sud, la regione Umbria, seguendo i 140 chilometri della Ferrovia Centrale Umbra: questa è la spina dorsale del sistema delle infrastrutture fisiche, che ha sviluppato cinque reti, che raggiungono le città principali di tutta la regione consentendo l’accesso alla Pubblica Amministrazione, sedi comunali, la sanità, la protezione civile, la scuola, le aree industriali. Da qui al 2015, l’idea è di superare il digital divide di primo livello e di mettere in forte collegamento con la rete pubblica a disposizione, principalmente tutte le pubbliche amministrazioni”.
 
Diego Maria Tasselli, imprenditore e amministratore della Tasselli Cashmere Bevagna, ha portato la sua esperienza di impresa 2.0. “Senza Internet” ha detto “forse la nostra impresa non ce l’avrebbe fatta. Sono nativo del web, e nella nostra azienda il web è alla base di tutto, le fondamenta dell’azienda sono date dal web, internet, e quant’altro è collegato a tutto quello che è la tecnologia. Esiste perché? Perché comunque c’è stato un cambio generazionale in azienda nel 2003 siamo entrati io e mio fratello e da lì c’è stato un cambiamento radicale seguito all’applicazione delle nuove tecnologie”.

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