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04-07-2013

XI Giornata dell'Economia - Perugia - martedì 2 Luglio

 

Rapporto 2013 sullo Stato dell’Economia provinciale e prospettive del sistema economico


L’XI Edizione della Giornata dell’Economia della Camera di Commercio di Perugia ha analizzato le caratteristiche strutturali e le tendenze economiche del territorio provinciale con riferimento particolare al tema: Giovani e Innovazione - Qual è il grado di propensione delle Imprese perugine ad investire in Innovazione? Il punto di vista dei Giovani Imprenditori, che hanno dimostrato di saper ottenere performance particolarmente dinamiche, nonostante la criticità del quadro economico generale.


Lo Stato dell’Economia locale

INTERVENTI
Giorgio Mencaroni • Presidente - Camera di Commercio di Perugia
Mario Pera • Segretario Generale - Camera di Commercio di Perugia

TESTIMONIANZE
Bruno Bracalente • Presidente - Fondazione Perugiassisi 2019
Brunello Cucinelli • Presidente e Amministratore Delegato - Brunello Cucinelli Spa

APPROFONDIMENTI
Propensione ad investire e ad occupare in anni difficili
Fabrizio Pompei • Università degli Studi di Perugia
L’attività brevettuale: caratteristiche strutturali e prospettive future
Francesco Venturini • Università degli Studi di Perugia

TAVOLA ROTONDA
Interventi dei Giovani Imprenditori
Moderatore: Federico Fioravanti – giornalista

 

CONCLUSIONI
Catiuscia Marini • Presidente Regione Umbria

 


Il segno della XI Giornata dell’Economia 2013 l’ha dato subito, in apertura, Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Se dati, cifre e analisi confermano che la peggiore crisi economica di sempre è tutt’altro che prossima ad allentare la presa, da questa Giornata vogliamo che esca con chiarezza un messaggio altrettanto forte, coraggioso, ma non temerario: siamo ancora nel mezzo della tempesta - è vero - ma abbiamo capacità, determinazione e ancora un margine di fiducia residuo, per puntare oltre e guardare lontano. Punti di forza esistono, dobbiamo metterli a fuoco e lavorare per esaltare le potenzialità del nostro sistema produttivo, sociale e culturale, metterle a sistema e usarle come leve dello sviluppo, facendo dell’economia “che verrà”, l’economia “dell’oggi”. Le cui componenti, riconoscibili anche nel nostro sistema produttivo, devono trovare spazio preminente e le migliori condizioni per svilupparsi”.
Essere positivi, concreti e fiduciosi, nella consapevolezza che ogni crisi, anche la più dura, porta con se gli elementi per il suo superamento.


“Per uscire dalla crisi l’Umbria può contare sul dinamismo delle imprese “giovani” ha detto il presidente Mencaroni. “Le imprese giovanili mostrano un dinamismo superiore alla media e contribuiscono in modo significativo alla formazione del Pil regionale, ponendo l’Umbria al terzo posto in Italia. L’imprenditoria giovanile deve avere ascolto e maggiore spazio nel nostro sistema imprenditoriale. Anche attraverso un più fluido ricambio generazionale, che è anche passaggio all’innovazione tecnologica”. Che significa anche miglioramento delle performance brevettuali. In provincia di Perugia sono molti gli inventori che però “esportano” la capacità tecnologica. Infatti il numero dei brevetti assoluti ottenuti dalle imprese della provincia è minore di quello dei brevetti ottenuti dagli inventori residenti che lavorano fuori provincia. Questo risultato suggerisce che qualora questi ultimi avessero incentivi sufficienti a “rientrare” ed essere occupati nelle imprese perugine, garantirebbero un significativo aumento del potenziale tecnico-innovativo.
 

“Non appaia questo, un elemento marginale” ha fatto notare Mencaroni. “Se Perugia aumentasse la propria capacità brevettuale, che ad oggi corrisponde a 58 brevetti per milione di abitanti, soltanto ai livelli di altre città simili, come Ancona (109 brevetti per milione di abitanti) o Siena (123 brevetti), in provincia di Perugia vedremmo aumentare il reddito medio per abitante di 3-3,5 punti percentuali nel breve periodo, e di 10-12 punti nel lungo periodo”.


L’Economia che ci può portare fuori dala crisi è sempre più multiculturale: l’imprenditorialità straniera, insieme a quella giovanile, concorre molto più di altre componenti al saldo complessivo delle imprese. Ed è in Umbria è a forti tinte rosa, grazie ad una significativa componente femminile, superiore alla media Italia, che si fa ancora più accentuata nelle imprese individuali, dove quasi una impresa perugina su tre ha un imprenditore donna, contro una su quattro su scala nazionale.


“Ma è anche sempre più “verde” – ha aggiunto il Presidente della Camera di Commercio di Perugia – “soprattutto in virtù dell’espansione del settore delle energie alternative. In generale, tutto il settore delle tecnologie cosiddette “green” è in forte crescita in provincia e mostra un elevato potenziale occupazionale. Ed è culturalmente vivace. Anche in termini occupazionali, il sistema culturale riveste un ruolo importante per l’economia provinciale e conta una presenza rilevante di imprese che operano nell’artigianato creativo (il 29% del totale, contro il 22,4% italiano e il 23,1% del Centro)”. Su questo punto il presidente della Fondazione PerugiaAssisi Prof. Bruno Bracalente ha invitato ad una azione più ferma rivolta alla valorizzazione e alla migliore utilizzazione della “risorsa cultura”, “un valore – ha detto – che in Umbria può contribuire in maniera decisiva all’avvio di un nuovo modello di crescita e sviluppo”.

Un economia provinciale che ha necessità di aprirsi con forza verso il mondo, migliorando la proponesione all’export, che tuttavia – anche in piena crisi – sta conoscendo una fase positiva. Il dato dell’export è incoraggiante per il 2012, anche se in rallentamento rispetto alla crescita a doppia cifra del biennio precedente. Il dato 2012 evidenzia un incremento del 5,7%, superiore al 3,7% nazional ed è anche cresciuto anche il peso dell’export sul valore aggiunto.

“La Camera di Commercio di Perugia, e con essa l’intero sistema camerale, sta producendo ogni sforzo possibile per sostenere le imprese, sia singolarmente che come sistema produttivo locale” ha sottolineato il presidente Mencaroni, che ha ricordato alcuni ambiti fondamentali di attività: la promozione del territorio, il sostegno al credito; il dialogo tra formazione e lavoro, la creazione di impresa; l’accompagnamento sui mercati internazionali; l’innovazione; la battaglia per la legalità e quella per la semplificazione amministrativa: sono la nostra agenda quotidiana. E ha aggiunto: “Crediamo nella promozione di un unicum territoriale e sosteniamo la necessità che le imprese umbre imbocchino con decisione – più di quanto non abbiamo fatto finora – la strada delle rete e delle aggregazioni di settore. Per questo abbiamo promosso e sostenuto la creazione dei Distretti del Cioccolato e del Cashmere, della Via del Cioccolato, e dei consorzi di prodotto centrati sulle eccellenze più tipiche dell’agroalimentare, come l’olio extravergine di oliva, il tartufo, i grandi vini e finanche la birra, con l’adesione al Protocollo d’intesa per la costituzione del 1° Banco di Assaggio nazionale della Birra”.

Iniziative che si affiancano al sostegno del progetto nazionale di Unionfiliere per la filiera Edilizia e Abitare sostenibile, in cui è stato definito un percorso di qualifica TF (Territorio e Filiera) rivolto alle imprese che si riconoscono nei principi del costruire sostenibile.

“Al nostro programma di attività per il 2013 – ha ricordato Mencaroni - abbiamo destinato risorse consistenti, eccezionali per la nostra dimensione, perché fuori dal comune sono le difficoltà in cui si trovano le nostre imprese. Assi portanti ne sono il Sostegno al Credito, la Promozione e la valorizzazione del territorio, l’Innovazione, l’Internazionalizzazione, le Infrastrutture (a favore del Quadrilatero per gli assi stradali tra Umbria e Marche e dell’Aeroporto S. Francesco), il fondo “rotativo di 3 milioni di euro per lo sblocca crediti a favore delle pmi provinciali”.
“Cinque anni di crisi – ha concluso Mencaroni - hanno messo a dura prova il tessuto produttivo provinciale. E’ necessario, a mio avviso, un cambio di indirizzo radicale nelle politiche fiscali e negli interventi di sostegno all’economia reale, che vuol dire ritorno alla fase espansiva e all’occupazione”.


Cambio di indirizzo nelle politiche economiche, ma anche cambio culturale, filosofico quasi, per vivere la crisi come una possibilità di rinascita verso nuovi modelli sociali oltreche economici. Brunello Cucinelli, imprenditore che nella crisi ha consolidato la sua via al successo, si è inserito nel dibattito auspicando un atteggiamento positivo. “Non dobbiamo avere paura del mondo” ha detto “e dei grandi cambiamenti. Una crisi, questa crisi, può essere letta come un percorso verso una nuova civiltà. Tornando dal nuovo mondo, i mercanti portarono in Europa patate, mais e pomodori: fu uno choc che cambiò l’economia. Oggi la crisi impone mutamenti altrettanto radficali e dunque dobbiamo avere il coraggio, finanche di ridisegnare l’umanità. E capire cosa vuole da noi questa nuova umanità”. Ancora Cucinelli: “Il prodotto medio non è interessante per l’umanità nuova. Dobbiamo muoverci in fretta, perché il coraggio vuol dire non aspettare e anche capire quando una impresa deve essere fermata. Il cambio è soprattutto culturale: abbiamo bisogno di ritrovarci e tornare a vivere, magari immaginando anche un nuovo modo di consumare e di essere consumatori”. L’Italia è un mercato interessante – ha aggiunto Brunello Cucinelli – ma a cifre di consumo diverse, forse, e forse giustamente, per sempre diverse”.

La presidente della Regione Catiuscia Marini ha concluso i lavori richiamandosi agli interventi pragmatico di Giorgio Mencaroni e appassionato di Brunello Cucinelli, ed ha invitato alla coesione di tutte le forze istituzionali da cui devono arrivare risposte immediati a problemi drammatici, a cominciare dalla disoccupazione giovanile.
“Alla Regione dell’Umbria – ha detto Marini – non si può non riconoscere di aver individuato strade che hanno trovato quasi sempre la condivisione anche delle altre istituzioni locali. Abbiamo mantenuto i conti a posto e nel rapporto tra costi sostenuti e servizi resi siamo tra le regioni più virtuose. Tutto ciò ci ha consentito di finanziare e adottare politiche strutturali serie e che possono dare un effettivo ritorno”.
La presidente Marini ha poi raccolto e commentato le indicazioni fornite dal Rapporto sullo stato dell’economia provinciale presentato dal segretario generale della Camera di Commercio di Perugia Mario Pera, dati non certo positivi e che dicono con chiarezza che per uscire dalla crisi ci vorrà ancora del tempo.
 

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