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26-09-2013

I dati del Sistema Informativo Excelsior 2013

 

I dati del Sistema Informativo Excelsior che misura la domanda di lavoro delle imprese a livello nazionale e provinciale, certificano per il 2013 un nuovo ulteriore arretramento occupazionale in provincia di Perugia.

 

Nel 2013, le aziende prevedono l’uscita dai cicli produttivi di 9.920 lavoratori, per licenziamento, dimissioni volontarie, pensionamento o altri motivi.
Le entrate previste saranno invece 6.730, con un bilancio occupazionale negativo di 3.190 unità.
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Il 2013, segna in provincia di Perugia un nuovo arretramento dell’occupazione, in peggioramento anche rispetto ai già brutti risultati del 2012. Senza interventi che alleggeriscano drasticamente il peso della tassazione su lavoro e impresa, non ci sarà alcuna nuova occupazione. E a poco servirà la flebile ripresa che si sta profilando.”.

 

Secondo il Sistema Informativo Excelsior, che fornisce annualmente i dati di previsione sull’andamento del mercato del lavoro e sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese, complessivamente in Italia sono previsti, nel 2013, poco meno di 750.000 nuovi contratti di lavoro e circa 1.000.000 di lavoratori in uscita dalle imprese, con un saldo negativo attorno alle 250.000 unità.


Anche in provincia di Perugia la variazione occupazionale prevista per l'anno in corso è di segno negativo, e dovrebbe sfiorare le -3.200 unità. Questa riduzione è determinata sostanzialmente dai contratti di lavoro dipendente (sia "stabili" che a termine), con un saldo pari a -3.360 unità, solo parzialmente compensato da saldi positivi relativi ai contratti in somministrazione (+20 unità) e alle collaborazioni a progetto (+180). Per le altre modalità di lavoro indipendente (collaborazioni occasionali e incarichi a professionisti con partita IVA) i contratti in scadenza dovrebbero superare quelli attivati (-40 il saldo previsto).

Uscite e Entrate in provincia di Perugia per tipo di contratto, 2013
Uscite Entrate
Contratti di lavoro alle dipendenze -7.970 4.610
Contratti in somministrazione -820 840
Collaborazioni a progetto -730 910
Altri indipendenti -410 370

 

Il bilancio occupazionale negativo previsto in provincia di Perugia (-3.190 unità) è il risultato della differenza fra 6.730 "entrate" e 9.920 "uscite" di lavoratori dalle imprese (per dimissioni volontarie o meno, pensionamento, o altri motivi). I flussi di lavoratori in entrata saranno costituiti da circa 1.280 assunzioni "stabili" (ossia a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato, inteso quest'ultimo come punto di partenza verso un contratto a tempo indeterminato), 3.330 assunzioni a tempo determinato (o altre modalità a termine, quali i contratti a chiamata) e 2.120 contratti atipici (somministrazione, collaborazioni a progetto e altri contratti di lavoro indipendente). Rispetto allo scorso anno, diminuiscono le quote delle assunzioni "stabili" e dei contratti atipici (dal 22 al 19% e dal 33 al 32%, rispettivamente). Aumenta invece la quota delle assunzioni "a termine", che passa dal 45 al 49%.
A livello settoriale, la perdita di "posti di lavoro" previsti nella provincia è più accentuata nell'Industria (saldo -1.820 unità) che nei Servizi (saldo -1.370). Mentre nell'Industria il trend negativo è dovuto prevalentemente alla crisi delle Costruzioni, fra i servizi incide soprattutto la contrazione nelle attività del Commercio.

Uscite e Entrate previste in provincia di Perugia per Settore, 2013
Uscite Entrate Saldo
INDUSTRIA - 4.200 2.380 - 1.820
SERVIZI - 5.720 4.350 - 1.370

 

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Il 2013, segna in provincia di Perugia, un nuovo arretramento dell’occupazione, in peggioramento anche rispetto ai già brutti risultati del 2012”. “Il calo dell'occupazione dipendente previsto in provincia per il 2013 – ha notato il presidente Mencaroni - è determinato in parte da un aumento delle "uscite" ma, soprattutto, da una contrazione delle assunzioni, che rispetto al 2012 dovrebbero diminuire del 23% (da quasi 6.000 unità alle attuali 4.610): un calo più che doppio rispetto alla media nazionale (-11%). Se poi prendiamo in considerazione i livelli ante crisi del 2009, quando le previsioni erano sulle 8.000 assunzioni, allora la flessione raggiunge il 43%, contro il – 28% nazionale”.
“Non so francamente cosa altro debba succedere – si è chiesto Mencaroni – prima di vedere adottati interventi che alleggeriscano drasticamente il peso della tassazione su lavoro e impresa. Senza, è evidente, non ci sarà alcuna nuova occupazione. E a poco servirà anche la flebile ripresa che si sta profilando, ammesso di riuscire a coglierne i benefici”.

In provincia di Perugia il saldo previsto per il 2013 fra assunzioni e uscite di lavoratori dipendenti dovrebbe essere pari a - 3.360 unità. In relazione al numero di dipendenti presenti nelle imprese, questa cifra corrisponde ad una variazione del -2,8%: flessione che risulta più accentuata della media nazionale (-2,2%). La variazione negativa attesa nella provincia per l'anno in corso evidenzia inoltre un netto peggioramento rispetto al -1,2% del 2012.

In quasi tutti i comparti dell'industria si prevedono variazioni negative, di cui la peggiore sarà quella dell'insieme delle "altre industrie" (- 7,9%). Le industrie metalmeccaniche sono invece quelle che sembrano risentire meno dello scenario difficile, con un saldo lievemente positivo (+0,9%). Fra i servizi, i saldi saranno compresi fra il -4,6% dei servizi avanzati alle imprese e il -0,8% dei trasporti e logistica.

Nella provincia circa il 29% delle assunzioni saranno part-time, quota che risulta in aumento rispetto al 17% di quattro anni prima. Questo andamento rispecchia quello che si rileva a livello nazionale dove, fra il 2009 e il 2013, le assunzioni part-time sono passate dal 20 al 27% circa.
Alla riduzione delle assunzioni corrisponde un calo del "tasso di assunzione", che a Perugia è passato dal 4,7% del 2012 al 3,8% del 2013: percentuale, quest'ultima, inferiore sia a quella che si registra a Terni, sia a quella nazionale.

Nel 2013 le imprese della provincia di Perugia "riserveranno" ai giovani con meno di 30 anni il 33% delle assunzioni programmate, nel 24% dei casi ricorreranno a candidati meno giovani e nel restante 43% dei casi non reputano l'età rilevante. Ripartendo le assunzioni per cui l'età non è un requisito importante fra le
due classi di età (con meno di 30 anni e con 30 o più anni), si stima che le opportunità per i giovani potranno raggiungere il 58% delle assunzioni totali. Ciò sembra indicare una diminuzione delle opportunità per i giovani rispetto allo scorso anno, quando tale quota era pari al 62%. Questo "indice di
preferenza" per i giovani è comunque superiore di circa 2 punti alla media nazionale che, fra il 2012 e il 2013, passa dal 58 al 56%. La propensione ad assumere giovani è più elevata fra le imprese dei Servizi (dove raggiunge il 64% del totale) che fra quelle dell'Industria (43%). Nella provincia risultano in diminuzione anche le opportunità per le donne. Tenendo conto delle assunzioni per cui le imprese considerano uomini e donne ugualmente adatti ad esercitare la professione e ripartendole in proporzione a quanto espressamente dichiarato, queste risultano pari al 36% del totale (contro il 41% del 2012).
Il 2013 evidenzia un andamento negativo anche per le assunzioni di lavoratori immigrati. In provincia di Perugia queste non dovrebbero superare le 440 unità, per una quota sulle assunzioni totali pari al 10%, 6 punti in meno rispetto al 16% dello scorso anno e inferiore al 15% che si registra, in media, in Italia. Le quote di lavoratori immigrati diminuiscono sia nell'industria che nei servizi, attestandosi, rispettivamente, all'11 e al 9% del totale.

Nel 2013, in provincia di Perugia, le assunzioni di figure high skill (dirigenti, specialisti e tecnici) si attesteranno intorno alle 540 unità, pari al 12% del totale, quota di 5 punti inferiore alla media nazionale.
Le assunzioni di figure di livello intermedio saranno circa 2.060 (il 45% del totale, in linea con la media nazionale). Di queste, 450 saranno impiegati (il 10% del totale) e poco più di 1.600 figure tipiche del commercio e dei servizi (35%). Le restanti 2.000 assunzioni previste riguarderanno figure di profilo più basso, la cui quota sarà pari al 43% (37% la media nazionale). Di questo gruppo faranno parte circa 1.260 figure operaie (il 27% del totale) e 750 figure generiche e non qualificate (16%).

Da un confronto con il 2012 emerge che, a Perugia, la quota dei profili high skill sulle assunzioni totali programmate è aumentata di circa 3 punti percentuali, tornando così al livello del triennio 2009-2011. Un
andamento analogamente positivo, ma un po' meno marcato, si registra anche a livello nazionale (2 punti in più). Nella provincia risulta invece in diminuzione la quota di profili operai e generici (-3 punti),
mentre si mantiene inalterata quella delle professioni intermedie.

Delle oltre 4.600 assunzioni programmate nel 2013 in provincia di Perugia, circa 370 saranno destinate a persone laureate, poco più di 2.200 a diplomati della scuola secondaria superiore, 400 a persone in possesso della qualifica professionale e circa 1.600 a figure a cui non verrà richiesta una formazione scolastica specifica.

Al di là della consistenza delle assunzioni, rispetto al 2012 si registra un innalzamento della richiesta di scolarità, che si collega in parte all'aumento dell'incidenza di figure high skill.
La quota dei laureati sul totale degli assunti passa, infatti, dal 7% del 2012 all'8% di quest'anno, mentre quella dei diplomati sale dal 37 al 48%. Laureati e diplomati, insieme, detengono quindi il 56% delle assunzioni programmate nella provincia per il 2013, quota che supera di due punti la media nazionale.
L'aumento del livello di scolarità richiesto si traduce in minori “spazi” per coloro che non hanno una formazione scolastica specifica, la cui quota scende dal 48 al 35%; mentre rimane pressoché stabile la quota corrispondente alle assunzioni rivolte a chi ha una qualifica professionale (intorno all'8-9%).
 

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