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20-11-2008

"Il lavoro che c'è, il lavoro che verrà"

 

Giunto alla sua undicesima edizione, il Sistema informativo Excelsior per ampiezza e profondità di analisi è ormai accreditato quale fonte permanente di informazioni utili sull’andamento e sulle modificazioni strutturali della domanda di occupazione da parte delle imprese, in termini di professioni emergenti e fabbisogni formativi, che la Camera di Commercio mette a disposizione di policy makers e di tutti i soggetti coinvolti nella progettazione formativa e nell’orientamento professionale.
“Il lavoro che c’è, il lavoro che verrà - Approfondimenti sui dati del Sistema Informativo Excelsior 2008 - Focus sui Laureati” è il tema del seminario che si è tenuto stamane alla Camera di Commercio di Perugia per illustrare i risultati dell’ultima indagine e condividere alcune potenzialità di utilizzo dei dati del Sistema Informativo Excelsior con riferimento al monitoraggio e alla conoscenza degli orientamenti delle imprese in ambito occupazionale e formativo. La novità di quest’anno è il Focus su base provinciale centrato sulla figura dei Laureati e sulle potenzialità di utilizzo occupazionale di tali profili da parte del sistema economico.
I lavori sono stati aperti dal presidente della Camera di Commercio di Perugia Alviero Moretti. “Nonostante la difficilissima situazione economica – ha detto Moretti - ampie fasce del nostro tessuto imprenditoriale hanno manifestato nei mesi scorsi la volontà strategica di investire ancora sulle risorse umane, consapevoli del ruolo centrale che questo riveste nei processi di ristrutturazione e riposizionamento di mercato. L’indagine Excelsior ci dice infatti che nel corso del 2008 gli occupati dovrebbero crescere in valore assoluto, anche se di poco e con ritmi meno sostenuti rispetto al recente passato”. “Ciò sta però a significare – ha continuato il presidente Moretti - che nella volontà dei nostri imprenditori esisteva, ed esiste tutt’oggi, la forte determinazione di continuare ad avanzare nella lunga strada verso l’affermazione che hanno già percorso negli ultimi anni. L’aumento della domanda di laureati e diplomati ne è la conferma, così come la maggiore richiesta di figure di elevato livello professionale; questo vuol dire che in questa particolare fase del ciclo economico, le imprese sono impegnate nella riorganizzazione del fattore lavoro, che utilizzano come una delle principali leve, per affrontare con maggiori possibilità di successo la competizione sui mercati esteri e domestici”.
Il Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia Dott. Andrea Sammarco ha tenuto la relazione introduttiva sul tema “I segnali del Rapporto Excelsior 2008: minacce o opportunità?”.
Andrea Sammarco: “La richiesta dei titoli universitari registra un significativo incremento a livello provinciale e appare in ripresa rispetto al valore nazionale. Le entrate di personale in possesso di titoli universitari indicano un fabbisogno per il 2008 delle imprese private extra-agricole che sfiora le 600 unità, livello ampiamente superiore a quello indicato dalle imprese stesse per gli anni 2006 e 2007 (poco meno di 400 unità per anno). La richiesta di laureati nell’ultimo anno cresce in valore assoluto di quasi 200 posti. L’incidenza percentuale dei laureati sul numero complessivo di assunzioni programmate dalle imprese, intorno al 4,5% nel 2006 e nel 2007, dovrebbe salire di 2 punti percentuali e arrivare al 6,4% nel 2008.
“Dei circa 600 laureati che le imprese prevedono di assumere nel corso del 2008 – ha continuato il Segretario Generale Dott. Sammarco - la metà avrà una laurea specialistica e ciò vale in misura quasi identica sia per le imprese del settore manifatturiero e delle costruzioni, sia per il settore terziario e dei servizi. Decisamente meno richiesta risulta invece la laurea triennale che dovrebbe interessare una quota intorno al 15% del totale dei laureati previsti in assunzione. A queste assunzioni da parte delle imprese si aggiungono quelle della Pubblica Amministrazione e quelle che si convogliano verso le professioni. Nell’ultimo triennio la gran parte della domanda di laureati in valore assoluto viene espressa dalle imprese del settore terziario (2 su 3), settore commerciale escluso”. “La richiesta di personale laureato, pur se in crescita negli ultimi anni – ha notato il Dott. Sammarco - si presenta ancora decisamente contenuta nel settore manifatturiero, che trova solo nelle imprese di medio-grande dimensione una discreta domanda di laureati. Debole la domanda che proviene dal settore delle costruzioni e pure quella espressa dalle imprese commerciali. In termini percentuali, la quota più consistente della domanda di lavoro di personale laureato è espressa dalle imprese del settore dei servizi, con il 9,9% delle assunzioni non stagionali, con un miglioramento rispetto al corrispondente dato relativo al biennio precedente (meno dell’8%)”.
Ancora Andrea Sammarco: “Marginale risulta, invece, la domanda di laureati proveniente dal settore distributivo (intorno alle 20 unità nel 2008) che probabilmente risente della ridotta dinamicità del settore stesso e dell’assenza di processi innovativi nelle medio e grandi catene distributive presenti sul territorio. Poco significativa la richiesta di figure (con titolo universitario) originata dal settore delle costruzioni, mentre all’interno del settore manifatturiero la richiesta di personale laureato si attesta al 6,5% delle assunzioni, con un raddoppio dell’incidenza dei laureati rispetto sempre al biennio precedente”.
La Dott.sa Anna Cagnacci, responsabile Ufficio Studi e Ricerche Economiche della Camera di Commercio di Perugia, ha presentato l’indagine Excelsior 2008 soffermandosi sulle “Previsioni occupazionali e i fabbisogni professionali nella provincia di Perugia”, evidenziando, innanzitutto, come il tasso di entrata degli occupati in provincia di Perugia è ancora in aumento, ma con ritmi inferiori rispetto al tasso di uscita. ”Abbiamo assistito – ha detto Anna Cagnacci – ad una erosione del saldo che pur restando positivo, avanza più lentamente rispetto agli anni passati. E infatti, Exclesior 2008 ha rilevato in provincia di Perugia un tasso di occupazione al di sotto sia del dato nazionale che di quello dell’area Centro Italia: dunque è sfumato il vantaggio che avevamo registrato nel triennio 2004/2007”. “Tuttavia – ha continuato Anna Cagnacci – possiamo parlare per l’anno in corso di tenuta occupazionale, assicurata soprattutto dalle piccole e piccolissime imprese, che creano 86 nuovi posti di lavoro su 100”. “Altri elementi interessanti rilevati dal Rapporto Excelsior, sono l’aumento della richiesta da parte delle imprese di lavoratori con esperienza e l’inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi delle forme contrattuali utilizzate: flettono i contratti a Tempo Determinato e crescono quelli a Tempo Indeterminato”.

 


Il dott. Gianni Menicatti del Gruppo Clas, ha analizzato nel suo intervento la Domanda, l’Offerta e il Fabbisogno di laureati nella provincia di Perugia. “I dati della ricerca – ha detto - evidenziano un consistente livello di frequenza universitaria: si iscrivono al primo anno circa 7 diplomati su 10 e pure un consistente flusso di giovani laureati, circa 3.300/3.500 ogni anno, negli ultimi anni. I dati indicano come una buona parte dei laureati trovi occasione di lavoro in provincia, nell’industria e nei servizi, nella pubblica amministrazione e in attività autonome (imprenditori e liberi professionisti). Rimane comunque un segmento, intorno al 10-15%, che – secondo l’indagine – potrebbe non trovare lavoro in provincia optando quindi per posti di lavoro in altre realtà territoriali”. Ha detto ancora Gianni Menicatti: “ Se le occasioni di lavoro per i laureati in complesso non mancano la ricerca evidenzia come per molti di essi l’impatto con il lavoro avvenga con modalità e con forme non sempre stabili; ai laureati vengono infatti proposte occasioni di lavoro a tempo determinato o con forme di collaborazione “a progetto”. “
“Nel settore industriale e in quello terziario – ha affermato Menicatti - prevale la richiesta di laureati in discipline economiche ed in discipline scientifiche, con la laurea in ingegneria in evidenza. I laureati in medicina e quelli in scienze della formazione, lettere e filosofia hanno come sbocco quasi esclusivo la pubblica amministrazione ed in particolare il comparto sanitario e della scuola. È interessante rilevare, inoltre, come di recente sia aumentata la propensione delle piccole e medie imprese all’assunzione di personale laureato, fino a qualche anno fa richiesto quasi esclusivamente dalle imprese di media e grande dimensione. Le imprese sottolineano anche una certa difficoltà a trovare la persona “giusta” e spesso si trovano nella necessità di programmare un ulteriore percorso di formazione al proprio interno, confermando di conseguenza l’esistenza di un gap tra preparazione “in aula” e spendibilità “nel lavoro”.
Sono intervenuti al Seminario il Prof. Pierluigi Daddi, preside della Facoltà di Economia dell’Università di Perugia e Giuliano Granocchia Ass. al Lavoro e alla Formazione Provincia di Perugia (Sapere e competenze: il lato dell’offerta), Paolo Annetti, direttore CNA Perugia, Aurelio Forcignanò, Direttore di Confindustria Perugia, Vasco Gargaglia, Direttore Confcommercio Perugia, Stelvio Gauzzi, Direttore Confartigianato Perugia (Fabbisogni e profili: il lato della domanda)
Le conclusioni sono state tratte da Maria Prodi, Assessore al Lavoro, Istruzione, Formazione e Pari Opportunità della Regione Umbria. “Il nostro impegno è cercare di realizzare un sistema che consenta di collegare più strettamente il mondo del lavoro, della produzione con quello della formazione – ha affermato l’assessore Prodi. Occorre capire con precisione quali sono le esigenze che nascono dal sistema economico che richiede sì profili qualificati, ma anche esperti. La maggiore richiesta di laureati è un fatto estremamente positivo, anche se poi ci accorgiamo che le imprese sono fortemente interessate a elementi che abbiano grande capacità di apprendimento più che dotati di un sapere enciclopedico”. “Nel settore della Formazione abbiamo molta strada da fare – ha aggiunto Maria Prodi – ma la Regione dell’Umbria ha messo in campo grande impegno e risorse che stanno producendo risultati apprezzabili. Come i numerosi bandi realizzati al fine di favorire la connessione tra Università e Imprese, Università, Ricerca e Imprese e che hanno consentito l’avvio di work experience sfociate in alcuni casi nell’attivazione di posti di lavoro qualificati”.

 

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