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23-12-2013

"La innovazione digitale nella Pubblica Amministrazione: nuove forme di comunicazione e di servizio al cittadino"

 

Pubblica Amministrazione Umbra e digitale ancora lontani. Molto buono il quadro normativo, ma sono forti i ritardi nell’applicazione pratica.

 

La PA Digitale è accessibile e efficiente. La PA Digitale è crescita e sviluppo. La PA Digitale è trasparente e la trasparenza è legalità.

Tra qualche giorno l’Autorità Nazionale Anticorruzione avvierà la prima sezione del “Portale della Trasparenza”.

Da febbraio 2014 attivo a Perugia lo “Sportello della Legalità” della Camera di Commercio di Perugia.

Ed è pronta ad esordire la nuova Visura Camerale delle Camere di Commercio.

Lo sviluppo delle tecnologie digitali e il loro crescente utilizzo in tutti i settori della vita pubblica e privata stanno trasformando la comunicazione istituzionale, che mette in relazione Pubblica Amministrazione cittadini/utenti e imprese, contribuendo al cambiamento del sistema organizzativo e all’acquisizione di nuove competenze per migliorare i servizi, nel rispetto dei principi di accessibilità, partecipazione, efficienza. E trasparenza.


Un processo evolutivo complesso, ma irreversibile, che deve essere sostenuto da iniziative rivolte alla alfabetizzazione e alla formazione digitale, per colmare il digital divide, per stimolare l’accesso ai servizi digitali e all’e-government e per formare professionisti digitali a supporto dello sviluppo dell’economia digitale.
Si parte da una certezza, su cui tutti ormai concordano: la Pubblica Amministrazione digitale non si costruisce attraverso interventi di miglioramento – anche complessi - della struttura tradizionale, magari rivedendo i processi di produzione o portando sul web le attività realizzate, ma procedendo al radicale cambiamento della struttura attuale, anche in termini di cultura, competenze, processi, servizi.


La Pubblica Amministrazione umbra ha fatto passi avanti – in alcuni casi anche significativi – verso la nuova dimensione digitale, ma siamo ancora indietro rispetto ad aree più avanzate del nostro paese e soprattutto della maggioranza degli stati europei.
“Un recente studio dell’OCSE – ha ricordato il presidente della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni – ha fotografato il livello di interazione attraverso il web tra cittadini e imprese e Pubbliche Istituzioni: l’Italia è al 19% del totale utenti, mentre in Europa siamo regolarmente sopra il 40%, la Francia al 61%, la Germania al 51, la Spagna al 45, la Gran Bretagna al 43. Per trovare qualcuno dietro di noi occorre andare in America Latina, dove il Cile è fermo al 7%. E solo l’8% degli italiani utilizza servizi della PA in cui si richiede la compilazione di moduli (la media europea è del 22%)”.


“L’Umbria non brilla, e il livello della regione rispetto all’Agenda Digitale Europea, ma anche italiana, è ancora piuttosto basso – afferma Mencaroni - soprattutto per quanto riferito alla parte pratica, applicata. Meglio, molto meglio quanto fatto sul fronte della legislazione, che è tra le più avanzate in Italia. Come dire: il terreno è stato preparato con un quadro normativo è all’altezza, ma siamo in ritardo nella sua applicazione”.
Tuttavia, la nostra è una delle sole 4 regioni italiane dotate sia di leggi generali che specifiche riguardo alla Società dell'Informazione – come ha ricordato Giovanni GENTILI - Responsabile Agenda Digitale Regione Umbria. “La situazione italiana è in ritardo notevolissimo – ha sottolineato Gentili – mentre l’Umbria è leggermente sopra la media. Tutti, ormai, guardano al digitale come un’opportunità grandissima, ma il nostro problema è un crescente divario di tipo culturale, che è ancora più complicato del divario infrastrutturale legato alla banda larga o agli strumenti.

Le ultime ricerche ci danno indietro anche sui cosiddetti “nativi digitali” nel senso che è chiaro che le giovani generazioni utilizzano lo smartphone, oppure sanno tranquillamente installarsi una app, ma questo non vuol dire avere le competenze digitali necessarie per lavorare in una impresa o nella Pubblica Amministrazione”.
Di rilievo tuttavia è il lavoro fatto sulla banda larga, presente nella nostra regione sul 92,4% del territorio; in più, per quanto riferito alla cooperazione tra gli enti che agiscono in materia di sviluppo digitale, l’Umbria vanta un record nazionale con ben 49 accordi di servizio sottoscritti.


“E sull’e-government – ha aggiunto Mencaroni - ancora una volta, abbiamo un vantaggio per i riferimenti normativi prodotti, ma siamo molto indietro invece sulla sicurezza (copia dati, backup, piattaforme sicure per i pagamenti online) e andiamo ancora troppo piano nella applicazione del risparmio energetico, mentre la carta regionale dei Servizi che rende digitale la carta sanitaria è stata distribuita in prova solo agli operatori sanitari”.
La Camera di Commercio di Perugia, all’interno del Sistema Camerale, è riconosciuta come un’avanguardia nello sviluppo e applicazione delle nuove tecnologie digitali e di comunicazione, che hanno prodotto una notevole semplificazione delle procedure interne e quindi dei servizi offerti a cittadini e imprese. Pratiche più semplici e più economiche e, soprattutto, più trasparenti e sicure.


“Sotto questo aspetto, i nuovi canali di comunicazione, compresi i social media, consentono, se opportunamente utilizzati, di porre efficacemente l’amministrazione in “ascolto” degli utenti e di avviare una “piccola rivoluzione” nel contratto sociale fra lo Stato - in tutte le sue articolazioni - e i cittadini” ha spiegato Mencaroni che ha anche sottolineato come sia necessario “impegnarsi, ai diversi livelli istituzionali, affinché prima di tutto si riconosca che l’infrastruttura tecnologica è un asset strategico per lo sviluppo dell’economia. Occorre poi integrare le iniziative per stimolare l’accesso ai servizi digitali e all’e-government, e per formare professionisti digitali a supporto dello sviluppo dell’economia digitale”.


Senza dire, che l’economia digitale non è certo più una opzione possibile, ma una realtà capace di creare nuove professionalità e nuovi posti di lavoro. Stando ad una recente indagine condotta da Microsoft, entro il 2015, il 90% dei lavori avrà per lo più competenze online: ad esempio, sono sempre più richieste da aziende ed agenzie le figure professionali in grado di creare contenuti web-oriented, crossmediali e partecipativi, di filtrare e curare le fonti di interesse, di coinvolgere e fidelizzare gli utenti in social community, di ottimizzare la visibilità sui motori di ricerca.
La PA Digitale è garanzia di accessibilità e apertura, quindi di trasparenza e legalità. Anzi la trasparenza stessa è legalità.
“Ne siamo talmente convinti – ha detto il presidente Mencaroni – che da febbraio 2014 la Camera di Commercio di Perugia renderà pienamente operativo il suo “Sportello provinciale per la Legalità”. Un avamposto della legalità presso cui potranno trovare una prima assistenza coloro che per una qualsiasi ragione si trovano a rischio racket e usura comunque nella condizione di dover affrontare situazioni di illegalità”.


Un annuncio cui ha fatto eco quello di Antonella Bianconi, Segretario Generale Anac – Autorità Nazionale Anticorruzione, che a sua volta ha reso nota l’attivazione, tra non più di un paio di settimane, del “Portale della Trasparenza” “un luogo ovviamente di libero accesso – ha affermato il Segretario Bianconi - dove tutte le Amministrazioni Pubbliche dovranno pubblicare i piani della performance, i dati relativi ai procedimenti amministrativi svolti su base territoriale e su cui effettuare un benchmarking per la comparazione di tempi e costi della singola istanza di procedimento, relazioni e documenti, così da rendere più facile il controllo da parte dei cittadini e degli organi di stampa e migliorare le capacità di ognuno di esercitare i propri diritti”.


Ma un’altra novità di assoluto valore è alle viste ed è stata annunciata da Paolo Ghezzi, Vice Direttore InfoCamere – Società di Informatica delle Camere di Commercio italiane. “Nelle Camere di Commercio sta per fare il suo esordio la nuova Visura. Il passo avanti è evidente, anche nella leggibilità del documento, che in copertina riporterà una immagine grafica su cui si potranno leggere in un colpo solo tutti gli elementi fondamentali di un’impresa, racchiusi in un QR Code, che non solo racchiude tutti i dati che compongono il profilo di una azienda, ma impedisce la contraffazione della visura stessa”. Paolo Ghezzi ha dato la misura dei tagli che il sistema camerale ha potuto realizzare grazie ai programmi di semplificazione introdotti “a rete in tutte le 105 camere di commercio italiane: in un anno riduzione del 55% dei certificati camerali, circa 900.000, con un risparmio per cittadini e imprese stimato in circa 50 milioni di euro all’anno”.
L’innovazione nella Pubblica Amministrazione umbra è un processo che avanza a ritmi spesso non uniformi, come non uniforme è la qualità dei livelli percepiti dalla opinione pubblica, che pertanto tende a non distinguere tra le diverse articolazioni della PA e nel suo giudizio negativo coinvolge tutti, compresi enti locali e l’insieme del ceto politico.


Il Prof. Paolo Montesperelli, docente della Sapienza di Roma, fa rientrare tutto questo nella crisi di consenso. “Dunque esistono elementi che rallentano questa vitale innovazione?” si è chiesto Montesperelli. "A mio avviso in Umbria – a affermato Paolo Montesperelli - ce ne sono almeno 3: siamo una società che riflette poco su se stessa e questo ha reso macroscopico un divario crescente tra la struttura economica e sociale profondamente mutata e le chiavi di lettura, mutate a un ritmo molto più lento, di questo mutamento. Il secondo elemento: l’Umbria è stata scossa alla base da una rivoluzione che ha visto rovesciarsi il rapporto tra le ultime generazione e quelle precedenti. Un tempo erano gli anziani a trasmettere la conoscenza ai più giovani: oggi abbiamo assistito a un ribaltamento, soprattutto per quanto riguarda le nuove tecnologie. L’Umbria è una regione anziana e soffre particolarmente di questo divario, che è culturale, ma si è infiltrato nel linguaggio stesso. Allora anche la Pubblica Amministrazione, per dialogare con i cittadini, deve farsi più poliglotta.


Terzo e ultimo punto: la nostra regione è una delle più colpite dalla crisi, ma la crisi da un punto di vista sociologico è innanzitutto l’aumento delle disuguaglianze, e l’aumento delle disuguaglianze sociali disperde la fiducia, disperde la capacità di relazione, riduce i rapporti, squilibra la comunicazione. E allora non solo si comunica di meno, fenomeno del digital divide, ma si ha sempre meno voglia di comunicare”. “Tuttavia . ha concluso Montesperelli - rispetto a questi ostacoli, che secondo me sono significativi, ci sono anche nel nostro panorama dei segni di speranza”.

 

Sono intervenuti:


Giorgio Mencaroni
Presidente della Camera di Commercio di Perugia


Paolo Montesperelli
Sociologo, Ordinario Dipart. di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Univ.la Sapienza di Roma


Antonella Bianconi
Segretario Generale Anac – Autorità nazionale anticorruzione


Paolo Ghezzi
Vice Direttore InfoCamere – Società di Informatica delle Camere di Commercio italiane
Giovanni GENTILI - Responsabile Agenda Digitale Regione Umbria

 

Ha moderato il giornalista Federico Fioravanti
 

 

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