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12-02-2014

Excelsior, 1° trimestre 2014

 

Sistema Excelsior: le previsioni sull’andamento del mercato del lavoro e sui fabbisogni professionali e formativi delle Imprese

 
Nei primi tre mesi del 2014 la domanda di lavoro in provincia di Perugia appare in regresso rispetto al I trimestre 2013. Gli interventi della Cassa Integrazione Guadagni (CIG) restano piuttosto elevati, segnalando una costante eccedenza di lavoratori nelle imprese.
Giorgio Mencaroni, Presidente Camera di Commercio di Perugia: “Confermando le previsioni, il 2014 si apre con un nuovo arretramento tendenziale dell’occupazione. Su base provinciale, il "saldo" occupazionale atteso nella provincia di Perugia è infatti pari a - 440 unità, sintesi tra 1.720 "entrate" di lavoratori, sia subordinati sia autonomi, e oltre 2.150 "uscite" (dovute a scadenza di contratti, pensionamento o altri motivi). E’ la prova che servirà ben più di qualche flebile accenno di ripresa per ricreare nuova ricchezza e nuova occupazione”.

 

La domanda di lavoro da parte delle imprese della provincia di Perugia

 

Nel primo trimestre del 2014 la domanda di lavoro in provincia di Perugia mostra un peggioramento dal punto di vista tendenziale, ossia rispetto allo stesso trimestre del 2013. I contratti attivati in complesso nel primo trimestre dell'anno, infatti, dovrebbero essere circa 1.710, il 40% in meno rispetto ai quasi 3.000 dello stesso trimestre dell'anno precedente, indicando che, quantomeno dal punto di vista dell'occupazione, non siamo ancora alla fine del tunnel. Così come accade a livello nazionale, risultano in diminuzione sia le assunzioni di lavoratori dipendenti effettuate dalle imprese (-40%) sia i contratti atipici (-42%). In questo trimestre il 67% dei contratti attivati nella provincia riguarderà assunzioni dirette di lavoratori dipendenti (1.150 unità) e il 33% (560 unità) sarà relativo a contratti atipici.

Gli interventi della Cassa Integrazione Guadagni (CIG) restano piuttosto elevati, segnalando una costante eccedenza di lavoratori nelle imprese. Questa eccedenza può essere stimata traducendo il monte-ore degli interventi della CIG autorizzati (di fonte INPS) in "occupati equivalenti a tempo pieno", tenendo conto sia dell'effettivo utilizzo del monte-ore da parte delle imprese nel trimestre in esame, sia degli effetti delle autorizzazioni concesse nei mesi precedenti.


Nella media del trimestre settembre-novembre 2013, l'eccedenza di manodopera nelle imprese della provincia di Perugia può essere stimata attorno a 4.400 occupati equivalenti a tempo pieno, di cui oltre 3.600 nell'industria e poco meno di 800 nei servizi. Rispetto a un anno prima (settembre-novembre 2012) l'eccedenza risulta in diminuzione sia nell'industria (-26%) che nei servizi (-49%).
In relazione allo stock di dipendenti presenti nelle aziende, questi valori indicano un "tasso di eccedenza" del 5,7% nell'industria e dell'1,1% nei servizi, per una media del 3,3% (superiore al 3,1% che si registra nella media regionale).
Proseguendo la tendenza negativa che ha caratterizzato il 2013, nei primi mesi del 2014 è prevista una ulteriore riduzione dell'occupazione. Il "saldo" occupazionale atteso nella provincia di Perugia è infatti pari a quasi -440 unità, sintesi tra 1.720 "entrate" di lavoratori, sia subordinati sia autonomi, e oltre 2.150 "uscite" (dovute a scadenza di contratti, pensionamento o altri motivi).
La componente più penalizzata è quella del lavoro dipendente, per la quale si prevedono, nell'arco del trimestre, 1.150 assunzioni e 1.980 uscite, vale a dire circa 830 posizioni di lavoro in meno.
Questo calo è però parzialmente compensato da variazioni positive con riferimento alle altre modalità contrattuali, per le quali il numero di contratti attivati dovrebbe superare quello dei contratti in scadenza: +190 unità è il "saldo" previsto per i contratti in somministrazione (interinali), +140 quello delle collaborazioni a progetto, e +70 quello degli altri contratti di lavoro indipendente (collaborazioni occasionali e incarichi a professionisti con partita IVA).
Considerando sempre sia il lavoro dipendente che quello atipico, in entrambe le province umbre si registrano andamenti occupazionali negativi: oltre alle -440 unità di Perugia a Terni la variazione sarà pari a -10 unità.


Le assunzioni di lavoratori dipendenti

 

Le assunzioni di lavoratori dipendenti rappresentano il 67% della domanda di lavoro espressa dalle imprese che operano nella provincia. Come visto in precedenza, le assunzioni che le imprese della provincia di Perugia hanno programmato nel primo trimestre 2014 sono pari a 1.150 unità, il 40% in meno rispetto alle 1.910 di un anno prima.
Anche in questo trimestre la maggior parte delle assunzioni sarà a tempo determinato: 660 unità in termini assoluti, vale a dire il 57% del totale provinciale.
Queste saranno finalizzate soprattutto a "testare" i candidati prima di una possibile assunzione stabile, raggiungendo in questo caso le 240 unità (il 21% del totale provinciale). A queste si aggiungeranno poi 160 assunzioni per far fronte a picchi di attività e altrettante per realizzare attività stagionali (14%), mentre circa 110 saranno destinate a sostituire lavoratori temporaneamente assenti (9%) .
Le assunzioni "stabili" (a tempo indeterminato o con un contratto di apprendistato) saranno a loro volta pari a 450 unità, vale a dire il 39% del totale.
In particolare, i contratti di apprendistato potranno interessare oltre il 40% dei giovani di cui si prevede l'assunzione.


I settori che assumono Il 63% delle 1.150 assunzioni programmate a Perugia nel 1° trimestre del 2014 si concentrerà nei servizi, circa 7 punti in meno rispetto al trimestre precedente. Aumenta quindi il peso dell'industria (costruzioni comprese), che raggiungerà il 37% del totale.
Tra i servizi, dopo il complesso degli "altri servizi" (210 unità, il 19% del totale provinciale), prevalgono le attività collegate al commercio, con 160 assunzioni (il 14%). Seguono le attività dei servizi alle persone, con 140 assunzioni (12%), quelle del turismo-ristorazione (120 unità, l'11%) e quelle dei servizi avanzati alle imprese (90 unità, 7%). Nell'industria, i comparti che concentreranno una parte significativa delle assunzioni sono quelli della metalmeccanica ed elettronica e del tessile-abbigliamento (50 e 90 unità, 4 e 8% del totale provinciale).
 

 

Richiesta di esperienza e difficoltà di reperimento

 

La richiesta di un'esperienza lavorativa specifica interesserà il 60% delle assunzioni previste dalle imprese della provincia di Perugia, quota poco inferiore alla media regionale e nazionale (61% in entrambi i casi). In particolare, al 25% dei candidati sarà richiesta un'esperienza nella professione che sarà esercitata e al 35% un'esperienza almeno nel settore dell'impresa.
L'esperienza è un requisito segnalato più spesso nell'industria rispetto ai servizi (65% delle assunzioni contro il 57%). Considerando i singoli comparti, la richiesta di esperienza specifica sarà più frequente nei servizi alle persone (77% delle assunzioni) e nel complesso delle "altre industrie" (74%). Al contrario, l'insieme degli "altri servizi" è il comparto più propenso a inserire persone senza esperienza.
Rispetto allo scorso trimestre diminuiscono le difficoltà attese dalle imprese di Perugia nel reperire i profili di cui necessitano. La quota di assunzioni difficili da reperire passa infatti dal 24% al 14% (anche a livello regionale si registra una diminuzione, dal 25% al 14%). Nella provincia, le difficoltà di reperimento sono attribuite in eguale misura all'inadeguatezza della preparazione dei candidati e a una scarsa presenza delle figure ricercate (7% in entrambi i casi). Fra i diversi settori, le quote di assunzioni difficili da reperire sono comprese fra un minimo del 7% del complesso degli "altri servizi" e un massimo del 30% delle industrie metalmeccaniche ed elettroniche.

 

 Le assunzioni di giovani e di donne

 

“Purtroppo non ci sono buone notizie per i giovani” commenta il Presidente Mencaroni. “In questo primo trimestre dell’anno, la quota di assunzioni rivolte ai giovani con meno di 30 anni si attesta attorno al 28% del totale, circa 5 punti in meno rispetto al trimestre precedente. Considerando però le assunzioni per cui l'età non è un requisito importante e ripartendole proporzionalmente fra le due classi di età (meno di 30 anni e più di 30 anni), si stima che le opportunità per i giovani potranno raggiungere il 56% delle assunzioni totali (contro il 59% del trimestre precedente”. Stesso discorso per le donne. “Se teniamo conto – ha proseguito Mencaroni - delle assunzioni per cui le imprese considerano uomini e donne ugualmente adatti a esercitare la professione e ripartendole in proporzione a quanto espressamente dichiarato, le "opportunità" per le donne in provincia di Perugia risultano pari al 35% del totale: erano il 55% nel trimestre precedente”.

 

I profili professionali richiesti dalle imprese

 

Nel 1° trimestre 2014 le imprese della provincia di Perugia dovrebbero assumere circa 200 lavoratori di alto profilo, ossia dirigenti, specialisti e tecnici, per una quota pari al 18% delle assunzioni totali programmate nella provincia. Questa percentuale supera la media regionale (17%) ma è inferiore alla media nazionale (21%).
Il gruppo professionale più numeroso è però quello delle figure operaie, con 330 assunzioni (il 28% del totale), seguito dalle professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (290 unità e 25%).
Saranno invece relativamente poche le figure impiegatizie e quelle generiche e non qualificate, le cui assunzioni non dovrebbero superare, rispettivamente, le 170 e le 160 unità (15 e 14%). Guardando, più in dettaglio, alle singole figure professionali, si rileva che le cinque professioni più richieste concentrano il 45% delle assunzioni totali previste in provincia di Perugia.
Al primo posto figurano i cuochi, camerieri d professioni simili, con 120 assunzioni programmate (che in 9 casi su 10 saranno "a termine"). Per queste professioni le imprese della provincia segnalano problemi di reperimento intorno alla media e, come accade per il personale di segreteria e dei servizi generali, sembrano più orientate - rispetto alle altre principali professioni - ad assumere anche candidati senza una esperienza specifica.
Fra le principali professioni, per gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici e per i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione le imprese della provincia segnalano maggiori problemi nella ricerca delle figure di cui hanno bisogno (per quote sulle assunzioni totali pari rispettivamente al 38% e al 18%). In entrambi i casi la richiesta di esperienza lavorativa specifica sarà molto frequente, interessando oltre il 70% dei candidati.

 

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