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14-02-2014

Economia e legalità: il ruolo della Camera di Commercio

 

 

I lavori sono stati aperti dal Presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni.


Gli interventi:
Antonio Reppucci, Prefetto di Perugia
Giuseppe Del Medico, Sportelli Legalità Unioncamere
Davide Pati, presidenza di “Libera Associazione nomi e numeri contro le Mafie”
Lucia Baldoni, vice presidente della “Fondazione Umbria contro l’Usura”
Carmelo Tutino, Infocamere

 

Coordinatore il Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia Mario Pera.

  

Economia e Legalità – Ruolo della Camera di Commercio”, un workshop organizzato dalla Camera di Commercio di Perugia nell’ambito del suo programma di iniziative rivolto ad accrescere la conoscenza del fenomeno della corruzione e dell’economia illegale, così da creare nella classe imprenditoriale una più matura consapevolezza sugli strumenti di contrasto all’illegalità.
“Legalità e trasparenza sono le gambe su cui far camminare il nostro Paese” ha detto il Presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni. “In Umbria la cultura della legalità è più solida e radicata che in altre aree del Paese, ma negli ultimi anni, anche da noi abbiamo assistito all’acuirsi di fenomeni di infiltrazione criminale in un tessuto sociale ed economico che ritenevamo al riparo dal malaffare organizzato. L’Illegalità è percepita in crescita da cittadini e imprese, che chiedono di essere tutelati e garantiti da leggi severe, efficaci e realmente in grado di fronteggiare ogni forma di criminalità”. Per Mencaroni occorre fermezza: “La tutela della legalità costituisce un pilastro imprescindibile per lo sviluppo economico, a protezione della libertà degli operatori economici per un regolare svolgimento delle dinamiche imprenditoriali. Tanto più nell’attuale fase di crisi economica, che può favorire l’insorgere o l’aggravarsi di fenomeni di illegalità. Dobbiamo dircelo con chiarezza: anche qui, nel “cuore verde” d’Italia, qualcosa, purtroppo, è cambiato”.


Un recente studio condotto da LIBERA, ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE, ha evidenziato come nell’ultimo decennio l’Umbria ha subito un vero tentativo di colonizzazione criminale. “Tanto per dare una dimensione del fenomeno – ha affermato il presidente Mencaroni - ricordiamo che la città di Perugia si colloca al 40° posto tra le 110 provincie italiane quanto a presenza criminale e ad infiltrazioni mafiose. Molte realtà sono in condizioni peggiori, ma molte sono anche quelle che sono in condizioni migliori”.

In Umbria, l’infiltrazione criminale non si manifesta in maniera traumatica, usa metodi “rispettabili”, ma non per questo meno pericolosi; da noi – per dirla con una definizione coniata dal Procuratore della Repubblica di Roma, Pignatone, “la criminalità non uccide, ma investe”, cerca di penetrare il nostro sistema economico con investimenti, riciclaggio del denaro sporco, usura, acquisizione di partecipazioni in imprese locali.

“La trasparenza e la legalità, oltre ad essere valori in sé, sono precondizioni di crescita e di sano e corretto sviluppo economico – ha affermato il Prefetto di Perugia Antonio Reppucci – e maggiore trasparenza significa maggiori garanzie per gli operatori economici di potere competere sul mercato in condizioni di leale concorrenza, senza doversi confrontare con imprese scorrette o compromesse che traggono indebita forza dal sostegno o dall’infiltrazione della criminalità. La Perugia e l’Umbria che ho conosciuto in questi primi sei mesi di mandato, mi appaiono come realtà socio economiche sane, con una solida tradizione di osservanza delle regole e della legalità. Non per questo possiamo dire che siano assenti del tutto fenomeni di infiltrazione criminale, ma la loro portata è molto lontana rispetto a quella che registriamo in altre zone del paese”.
“Purtroppo – ha aggiunto il Prefetto Reppucci - l’asticella della legalità non si è alzata di molto, anche perché non riusciamo ad alimentare il cambiamento etico, sociale, culturale necessario per spezzare alla radice i fenomeni mafiosi e ogni forma d’ingiustizia, illegalità e malaffare”.


La Camera di Commercio di Perugia e il sistema camerale nel suo complesso si sono mossi con decisione sulla strada della promozione e diffusione del valore “legalità”. Ne hanno parlato Giuseppe Del Medico di UnionCamere e ancora il Presidente Mencaroni che ha ricordato le azioni realizzate come il Protocollo di intesa sottoscritto tra Camera di Commercio e Prefettura di Perugia e la costituzione dello Sportello della Legalità, che opererà in rete con le altre strutture già esistenti, con la funzione di garantire prima assistenza a coloro che sono esposti al rischio racket ed usura o, più in generale, si trovano ad affrontare situazioni di illegalità.


Lo Sportello della Legalità
A seguito di una domanda di aiuto, lo sportello camerale può agire su più livelli. Prima che l’impresa cada vittima dell’usura o di altre forme di illegalità, la struttura camerale può guidare l’impresa nell’accesso ai fondi previsti per far fronte alle emergenze; può inoltre favorire l’accesso all’assistenza legale e garantire un sostegno psicologico adeguato. Quando l’impresa è caduta vittima della criminalità economica, lo sportello interviene per supportare l’impresa ad accedere al fondo solidarietà per le vittime delle richieste estorsive, e fornire il supporto e l’assistenza per la denuncia. L’operatività e la capacità dello sportello di rispondere alle esigenze del territorio e delle imprese è fortemente legata allo sviluppo di alleanze e partnership con i principali stakeholder del mondo istituzionale e del mondo del partenariato sociale. La competenza espressa da questi soggetti, unita a quella delle Camere di Commercio, costituisce infatti una leva indispensabile per rendere concreta l’azione dello sportello anche in un contesto che impone alle Camere - come a tutta la Pubblica Amministrazione – una limitata disponibilità di nuove risorse. Tra le competenze che le Camere possono mettere in campo a sostegno dello sportello, vanno ricordate il grande patrimonio informativo contenuto nel Registro Imprese e nelle altre banche dati gestite dal sistema camerale, la conoscenza e la possibilità di intervenire come supporto agli adempimenti richiesti dalla normativa anti usura (dalle visura, all’analisi dei bilancio etc.), l’essere presenti in modo capillare in tutto il territorio, essere percepiti dalle imprese come punti reali di supporto, la capacità di attivare ed agevolare l’accesso al micro credito.


Davide Pati della presidenza di “Libera Associazione nomi e numeri contro le Mafie” ha ricordato il recente accordo stipulato tra Libera e Unioncamere con cui è stato condiviso l'impegno al fianco di quelle imprese che scelgono da che parte stare: dalla parte della legalità e dell'affermazione dei diritti spesso negati. “Perché – ha detto - per sconfiggere le mafie l'azione repressiva delle forze di Stato è necessaria ma non sufficiente”. Riferendosi al pensiero e alle parole di Don Luigi Ciotti fondatore di Libera, Davide Pati ha affermato che “la vera forza delle mafie sta al di fuori di esse: in quella vastissima zona grigia di complicità, omertà e corruzione che della criminalità mafiosa è nutrimento e premessa. È un doppio legame: di sudditanza, quando le mafie impongono il pizzo con la violenza, fino a impossessarsi delle imprese, ma anche di convenienza. C'è chi trova "conveniente" chiedere servizi alle mafie, come capita con lo smaltimento illegale dei rifiuti, la spartizione di appalti e subappalti, la ricerca di finanziamenti facili, il riciclaggio di capitali”.


Hanno concluso i lavori del Workshop Lucia Baldoni, vicepresidente della Fondazione Umbria contro l’Usura e Carmelo Tutino di Infocamere.


“Alla Fondazione Umbria contro l’usura – ha ricordato Lucia Baldoni – normalmente richiedono aiuto le famiglie di piccoli commercianti, artigiani e piccoli imprenditori, ma sono sempre più frequenti i nuclei familiari con reddito da impiego fisso, in difficoltà per la perdita del posto di lavoro”.


L’Ing. Carmelo Tutino - InfoCamere - ha illustrato gli strumenti che il Sistema delle Camere di Commercio può mettere – e sta già mettendo – a disposizione di chi è chiamato a contrastare i diversi fenomeni dell’illegalità. In particolare l’Ing. Tutino si è soffermato sulle potenzialità offerte dagli applicativi RIVISUAL, che mostra in maniera immediata e di rapida visualizzazione le relazioni esistenti tra persone e imprese con altre imprese, di RIMAP, che consente di selezionare elenchi di imprese per criteri di territorialità individuando eventuali anomalie e di RIBUILD, che segnala eventuali ristrutturazioni, modifiche e aggiornamenti negli assetti delle imprese permettendone il costante monitoraggio.
 

Voci collegateeconomia, legalit, workshop

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