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30-07-2008

Presentati alla Camera di Commercio di Perugia i risultati dell'indagine Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta sul Registro delle Imprese da InfoCamere

 

Presentati alla Camera di Commercio di Perugia i risultati dell’indagine Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta sul Registro delle Imprese da InfoCamere, la società consortile di informatica del sistema camerale italiano.
Rallenta, ma non si arresta la crescita della base imprenditoriale della provincia di Perugia.
Anche nel secondo trimestre del 2008 sono nate più imprese di quante abbiano cessato l’attività: 1.187 contro 800, con un saldo positivo di 387 unità, peraltro il più basso dell’ultimo quinquennio.
Al 30 giugno 2008 le imprese registrate alla Camera di Commercio di Perugia hanno superato per la prima volta le 73.000 unità (73.092).
Alviero Moretti, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “La crisi economica si fa sentire, ma la business community provinciale conferma la sua vitalità e riesce comunque a realizzare un risultato positivo, anche se il saldo tra imprese nate e cessate è il più basso degli ultimi cinque anni. E’ evidente che le difficoltà e l’incertezza del momento contribuiscono a stimolare un processo di selezione che da un lato favorisce l’irrobustimento delle imprese meglio organizzate, ma dall’altro spinge fuori dal mercato quelle meno strutturate”.

 

Continua a crescere il numero di imprese operanti in provincia di Perugia, ma con valori meno sostenuti rispetto al passato, risentendo evidentemente dell’inasprirsi della crisi economica. Tra aprile e giugno del 2008 il Registro delle imprese della Camere di Commercio di Perugia ha registrato 1.187 “nascite” a fronte di 800 cessazioni, un saldo positivo per 387 unità, ma il più basso dell’ultimo quinquennio.
Le imprese registrate (che includono tutte le attività economiche sia attive sia inattive, con e senza addetti) al 30 giugno 2008 hanno superato per la prima volta la soglia delle 73.000 unità (73.092); su base tendenziale, quindi rispetto allo stesso trimestre del 2007, il tasso di variazione è di +0,6%.
A determinare l’andamento di questo secondo trimestre 2008 è stata principalmente la dinamica delle cessazioni, salite del 9,6%, a fronte di iscrizioni che si sono ridotte di mezzo punto percentuale rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
Alviero Moretti, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “La crisi economica si fa sentire, ma la business community provinciale conferma la sua vitalità e riesce comunque a realizzare un risultato positivo, anche se il saldo tra imprese nate e cessate è il più contenuto degli ultimi cinque anni. E’ evidente che le difficoltà e l’incertezza del momento, più che scoraggiare coloro che hanno deciso di intraprendere un’attività imprenditoriale, stanno spingendo fuori mercato le imprese meno strutturate”.
Analizzando i dati relativi alle forme giuridiche emerge che sono esclusivamente le ditte individuali a registrare un tasso di variazione negativo –0,6% mentre le imprese di capitale continuano a crescere a tassi sostenuti +5,2% su base tendenziale, in accelerazione rispetto al 4,4% del 2007.
Se disaggreghiamo i dati per attività economica in termini di tasso di variazione percentuale i risultati migliori sono stati registrati dai seguenti settori: primo fra tutti il settore della produzione di energia, gas e acqua, piccolo in termini numerici, ma che è cresciuto del 22,9% su base tendenziale. A seguire la “Sanità e altri servizi sociali”, anch’esso relativamente piccolo ma con una crescita del 6,3%. Molto più significativo il dato relativo alla Sezione che, per brevità, si può denominare “Servizi alle imprese” (attività immobiliari, informatica, noleggio, ricerca e servizi professionali): con 6.224 unità è il quinto settore in termini di ampiezza e ha fatto registrare un incremento nel trimestre pari al 4,1%. Il comparto Costruzioni, il terzo settore per numero di imprese (10.558 unità), registra una crescita del 2,8%.

Tra le attività di maggiore consistenza il settore del commercio, il più rilevante in termini percentuali, con un peso del 22,4% del totale delle imprese registrate, si è mantenuto pressoché stabile, con una variazione del +0,2% su base annua. Risultano invece in diminuzione del 1% l’agricoltura, il secondo settore con 15.167 imprese; si riducono dello 0,3% le attività manifatturiere, che con 8.973 imprese rappresentano il quarto settore per peso percentuale di imprese registrate.


 

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