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29-07-2008

In provincia di Perugia sono migliaia gli imprenditori stranieri: comunitari ed extracomunitari guidano - in prima persona o in partecipazione - imprese di tutti i settori produttivi

 

In provincia di Perugia sono migliaia gli imprenditori stranieri: comunitari ed extracomunitari guidano - in prima persona o in partecipazione – imprese di tutti i settori produttivi. Alla fine del 2007 hanno superato le 7.000 unità (7.086) con un aumento dell’8,8%.
Alviero Moretti, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “E’ una tendenza ormai consolidata che sta assumendo dimensioni rilevanti, in termini strettamente economici oltre che sociali”.
Sono giovani (il 12% circa ha meno di 30 anni) e operano soprattutto nei settori delle costruzioni e del commercio (quasi il 60%).
In maggioranza uomini (68,2%), ma con una quota femminile (31,8%) che supera di molto la media provinciale.
Immigrazione ed imprenditoria. Un tempo, soltanto affiancare questi due termini sembrava un azzardo, abituati come eravamo a considerare gli immigrati – soprattutto gli extracomunitari - quasi esclusivamente come manodopera di basso profilo. Oggi la situazione è fortemente mutata e lo dimostrano i dati forniti dalla Camera di Commercio di Perugia sulla presenza di imprenditori stranieri in provincia di Perugia, siano essi comunitari o extracomunitari. Al 31 dicembre del 2007, sono risultati iscritti alla CCIAA perugina 7.086 imprenditori stranieri, titolari di imprese individuali o soci di società di capitali e di società di persone: un anno fa erano 6.515 e dunque la crescita registrata è dell’’8,8%. Il 63,8% del totale è costituito da imprenditori extracomunitari, il resto (2.561) proviene dai paesi della comunità europea. Da notare che alla fine del 2007, dal totale degli extracomunitari, sono stati defalcati gli immigrati provenienti dalla Romania e dalla Bulgaria, paesi neo comunitari (la flessione del 2,5% - come da tabella seguente – si spiega in questo modo).
Circa il 36% degli imprenditori stranieri è nato nei paesi dell’Unione Europea, mentre il 17% è nato negli altri Paesi Europei extra Unione Europea. Importanti quote sono rappresentate anche dall’Africa settentrionale, con il 15%, e dall’America Centrale e Meridionale, con il 6,5%. La nazione da cui proviene il maggior numero di imprenditori è l’Albania, con il 10%.
“E’ una tendenza ormai consolidata – ha commentato il presidente della Camera di Commercio di Perugia Alviero Moretti - che sta assumendo dimensioni molto interessanti sul piano economico oltre che sociale. Voglio ricordare come appena qualche anno fa, soltanto il mettere insieme i termini “immigrazione” e “imprenditoria” appariva come un azzardo. Oggi registriamo un fenomeno di grande interesse, economicamente e socialmente rilevante, che peraltro sfata un luogo comune fortemente radicato, secondo cui gli stranieri porterebbero via il lavoro agli italiani. Bene, oggi molti di quegli stranieri, divenuti imprenditori, producono essi stessi lavoro, magari a beneficio anche di cittadini italiani”.
Ancora il presidente Moretti. “Mi pare importante anche una altra considerazione: l’Umbria è terra in cui la voglia di fare impresa riesce a non essere soltanto uno slogan: da noi il sistema funziona, è solido e ce ne accorgiamo proprio nei momenti più difficili, come quello che stiamo vivendo”.
Vediamo le altre caratteristiche degli imprenditori stranieri che operano nella nostra provincia.
Il 68,8% degli imprenditori stranieri ha un’età compresa tra 30 a 49 anni, di poco più alta la percentuale degli extracomunitari (69,3%) a fronte di un 47,6% relativo alla media provinciale. L’11,7% degli stranieri ha meno di 30 anni, si arriva al 12,5% nel caso degli extracomunitari, il doppio rispetto al 6,2% del totale provinciale. La percentuale di imprenditori stranieri con 50 o più anni è pari al 19,5%, per gli extracomunitari si scende al 18,2%, entrambe nettamente inferiori rispetto al 44,9% della media provinciale.
Il 78,6% degli imprenditori stranieri ricopre la carica di titolare o socio dell’impresa, mentre per gli extracomunitari si arriva al 81,6%, a fronte di un 63% della media provinciale; il 19,8% degli stranieri è amministratore, mentre la quota degli extracomunitari scende al 16,9%, a fronte di un percentuale del 29,6% per il totale degli imprenditori; risultano quasi irrilevanti, infine, le altre cariche ricoperte sia dagli stranieri complessivi (1,6%) sia dagli extracomunitari (1,5%) a fronte di un valor medio complessivo del 7,4%.
Il 56% degli imprenditori stranieri opera nei settori delle costruzioni e del commercio, per gli extracomunitari tale percentuale sale al 61%. In particolare il 30% degli stranieri lavora nelle costruzioni, in linea con il 31% degli extracomunitari, oltre il doppio rispetto al 14% degli imprenditori complessivamente considerati. Nel commercio troviamo il 26% degli stranieri, mentre per gli extracomunitari la percentuale sale al 30%, a fronte di un valore medio provinciale del 24%. Seguono, a distanza, gli altri servizi con un peso del 17% per gli stranieri e del 15% per gli extracomunitari; e le attività manifatturiere con l’11% sia per gli stranieri che per gli extracomunitari. I settori che esercitano la minore attrazione sia per gli imprenditori di origine straniera sia per gli extracomunitari sono gli alberghi e ristoranti e l’agricoltura.
Il 68,2% degli imprenditori stranieri sono uomini, percentuale inferiore al valore medio provinciale del 71,3%; mentre le donne rappresentano una quota del 31,8%, al fronte del 28,7% della media provinciale. Per gli imprenditori extracomunitari il peso degli uomini con il 73,9% supera il valor medio provinciale e, corrispondentemente quello delle donne (26,1%) si colloca al di sotto della media provinciale.
 

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