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14-05-2014

Movimprese - I trimestre 2014

  

MOVIMPRESE - La demografia delle imprese in provincia di Perugia 
I trimestre 2014

 
Al 31 marzo 2014 lo stock complessivo delle imprese operanti in provincia di Perugia scende a 72.976, lo 0,6% in meno rispetto al trimestre precedente, l’ultimo del 2013.
Nei primi tre mesi del 2014 sono cessate 1.720 imprese a fronte di 1.315 aperture, con un saldo negativo di 405 unità.
Migliore la situazione tendenziale: rispetto al primo trimestre di un anno fa, le aperture sono cresciute del 15% e le chiusure scese del 6%.
In forte crescita le imprese “under 35”, Femminili e Straniere.
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Nel mentre assistiamo ad un seppur modesto miglioramento della situazione economica congiunturale, anche nel primo trimestre del 2014 registriamo una contrazione della base imprenditoriale provinciale. Ci attendevamo una risposta diversa, ma evidentemente il gap temporale tra la ripresa economica e i suoi effetti sulla capacità di fare impresa resta ampio e le imprese continuano a chiudere più di quanto non ne nascano”.
“E purtroppo, non rallenta la dinamica dei fallimenti e delle altre procedure concorsuali, cresciuti in provincia del 48,6% rispetto allo stesso periodo del 2013, un dato peggiore della media nazionale (+ 24%) di oltre il doppio”.

  

Nel primo trimestre del 2014, il sistema produttivo della provincia di Perugia ha subito una ulteriore contrazione numerica, considerato che le cessazioni di imprese hanno superato di circa il 22% le nuove iscrizioni.


I dati dell’ultima rilevazione di Movimprese sulla nascita/mortalità delle imprese (I trimestre 2014) non risultano influenzati da una ancora debole ripresa dei cicli economici.


Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Nel mentre assistiamo ad un seppur modesto miglioramento della situazione economica congiunturale, anche nel primo trimestre del 2014 registriamo una contrazione della base imprenditoriale provinciale. Ci attendevamo una risposta diversa, ma evidentemente il gap temporale tra la ripresa economica e i suoi effetti sulla capacità di fare impresa resta ampio e le imprese continuano a chiudere più di quanto non riescano a nascere”. “E purtroppo – aggiunge il Presidente Mencaroni - non rallenta la dinamica dei fallimenti e delle altre procedure concorsuali, cresciuti in provincia del 48,6% rispetto allo stesso periodo del 2013, un dato peggiore della media nazionale (+ 24%) di oltre il doppio”.


La negatività del saldo nate/cessate del I trimestre ’14 è mitigata da un buon andamento tendenziale, che registra rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, un aumento delle nuove iscrizioni di oltre il 15% (mentre a livello nazionale sono diminuite del 2%), e parallelamente una contrazione delle cessazioni poco sopra il 6%. Inoltre, è ampiamente positivo il saldo tra aperture e chiusure di nuove unità locali nella regione.


Nei primi tre mesi del 2014, il saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni è interamente causato dal risultato fortemente negativo delle Imprese Individuali e anche delle Società di Persone. Le Società di Capitali, al contrario, registrano un numero di iscrizioni ampiamente maggiore di quello delle cessazioni; anche l’andamento tendenziale è molto positivo: rispetto al primo trimestre del 2013, le iscrizioni di società di capitali sono aumentate di quasi il 42%, mentre il numero delle cessazioni è diminuito di oltre l’8%.


Molto male la dinamica dei fallimenti e delle altre procedure concorsuali, aumentati rispetto allo stesso periodo del 2013 di ben il 48,6%, peggiore e di molto dell’andamento a livello nazionale (dove si è avuto un incremento di quasi il 24%). Molto rilevante anche l’incremento delle imprese entrate in scioglimento e liquidazione (oltre il 28%).

 

L’andamento delle iscrizioni nei diversi comparti produttivi
Il Commercio registra il numero più alto di iscrizioni nel primo trimestre 2014 (il 28% circa del totale delle imprese iscritte classificate), seguito dalle Costruzioni con il 16%, Servizi alle imprese e Agricoltura con valori attorno al 12%.
Rispetto al primo trimestre 2013, le iscrizioni di nuove imprese sono aumentate soprattutto nelle Costruzioni (+30,5% delle nuove iscritte classificate) e in Trasporti e Spedizioni (+40%); in crescita ma molto più contenuta anche le iscrizioni nel Manifatturiero e nel Commercio. Le iscrizioni diminuiscono invece in Assicurazione e Credito (di oltre il 24%) e per valori intorno o inferiori all’1% in Agricoltura e nel Turismo.

 

L’andamento delle cessazioni nei diversi comparti produttivi
Anche la maggior parte delle cessazioni non d’ufficio (25% delle imprese cessate classificate) si osserva tra le imprese del Commercio; relativamente diffuse sono anche in Agricoltura (19%), Costruzioni (18%) e Servizi alle imprese (12%).
Rispetto al primo trimestre del 2013, le cessazioni aumentano in Assicurazione e Credito (+37% circa), Agricoltura (+9%) e Turismo (+1%); diminuiscono in misura significativa nel Manifatturiero (-24%), Costruzioni (quasi -12%), Trasporti e Spedizioni (-12%) e Commercio (-9%).


Iscrizioni di imprese “femminili”, “giovanili” e “straniere”
Nel primo trimestre 2014, il 31% delle nuove iscritte sono imprese “giovanili”; le “femminili” arrivano al 30% del totale, mentre le “straniere” si fermano a circa il 14%. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, le iscrizioni di tutte queste tre tipologie di imprese aumentano in modo molto consistente, mostrando una dinamica migliore di quella generale a livello nazionale. Le iscrizioni di “giovanili” crescono del 22%; quelle di “femminili del 14%; quelle “straniere” addirittura di oltre il 34%.

  

Scioglimenti, liquidazioni e procedure concorsuali
Le imprese che hanno avviato le procedure di scioglimento e liquidazione sono in forte crescita rispetto al numero osservato nel primo trimestre 2013, in percentuale più che doppia di quella nazionale. Le procedure di scioglimento e liquidazione sommate a quelle concorsuali arrivano al 36% delle nuove iscrizioni nel trimestre in analisi.
Il 62% dei casi riguarda Società di Persone e il 32% circa le Società di Capitali.
Per quanto riguarda la distribuzione settoriale, circa la metà dei casi si osserva nel Commercio e in Servizi alle Imprese (in uguale proporzione); sono anche piuttosto numerosi i casi nelle Costruzioni e nel Turismo. Rispetto allo stesso trimestre 2013, gli scioglimenti aumentano in tutti i settori, fanno eccezione soltanto i Trasporti e Spedizioni (-57%).
Nel trimestre in analisi, il numero di fallimenti è aumentato del 60% (rispetto ad un incremento su base nazionale del 22%), mentre i concordati e le altre procedure concorsuali sono restati invariati.
La parte nettamente preponderante delle procedure concorsuali ha riguardato le società di capitali e imprese del Manifatturiero e delle Costruzioni (con un certo numero di casi anche nel Commercio e in Servizi alle imprese). Rispetto allo stesso trimestre 2013, nel 2014 i fallimenti crescono considerevolmente del 266,7% nel Manifatturiero e del 133,3% nei Servizi alle imprese, mentre diminuiscono nell’Agricoltura (-100%).

  

Apertura e chiusura delle unità locali
Il saldo tra le unità locali aperte nella provincia di Perugia nel primo trimestre del 2014 e quelle chiuse nello stesso periodo è positivo (46 unità, pari al 12% delle chiusure), in controtendenza con l’andamento nazionale che vede una netta prevalenza delle chiusure.
Il saldo positivo è proporzionalmente maggiore per quanto riguarda le unità locali aperte e chiuse nella Provincia di Perugia da imprese non umbre.
Interessante osservare che il saldo tra le aperture e le chiusure di unità locali delle imprese umbre (a prescindere dal territorio ove tali unità locali sono o erano collocate) è, invece, (leggermente) negativo. Questo risultato è determinato dalla riduzione della presenza (almeno attraverso unità locali) delle imprese perugine al di fuori della propria regione.

 

Scarica il comunicato stampa completo di grafici e tabelle

 



 

 




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