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03-04-2008

Alla Camera di Commercio di Perugia 56esima edizione dell'Assemblea di Premiazione del Lavoro e dell'Impresa

 

Dal 1952 ad oggi premiati 2.500 tra lavoratori dipendenti, imprese e benemeriti.
60 i riconoscimenti assegnati quest’anno: 40 imprenditori, che con la loro attività hanno fornito un particolare contribuito alla crescita economica del territorio, 16 lavoratori dipendenti con una anzianità di servizio di 30 anni, di cui almeno 25 anni trascorsi alle dipendenze di una stessa azienda.
4 i Premi Speciali a personaggi benemeriti che si sono distinti fornendo un contributo significativo al progresso economico, sociale e culturale della provincia di Perugia.
Alviero Moretti presidente della CCIAA di Perugia ha aperto la manifestazione con la Relazione Annuale sul tema “Centralità dell’Impresa per lo sviluppo economico e la creazione di nuova occupazione”.
Sono intervenuti Andrea Mondello presidente di Unioncamere nazionale e Maria Rita Lorenzetti Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria.
Hanno partecipato il presidente della Provincia di Perugia Giulio Cozzari, il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Francesco Bistoni, il Rettore dell’Università per Stranieri Stefania Giannini, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Carlo Colaiacovo, il presidente di Unioncamere umbra Adriano Garofoli, il presidente della Camera di Commercio di Terni Mario Ruozi Berretta, il Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia Dott. Andrea Sammarco, i componenti della Giunta e del Consiglio della Camera di Commercio di Perugia, rappresentanti del mondo dell’associazionismo imprenditoriale.

 

Da oltre mezzo secolo l’Assemblea di Premiazione del Lavoro e dell’Impresa rappresenta uno dei momenti più significativi nella vita della Camera di Commercio di Perugia, un appuntamento che richiama l’attenzione dell’intera comunità economica e sociale della provincia. Dal 1952, anno in cui la manifestazione si tenne per la prima volta con il nome di Premiazione della Fedeltà al Lavoro e del Progresso Economico, oltre 2500 lavoratori e imprenditori hanno ricevuto un pubblico riconoscimento per una vita spesa in favore della nostra terra e del suo progresso economico: storie di donne e uomini che rappresentano e coinvolgono l’intera nostra comunità, che ha sempre riconosciuto nel lavoro e nell’impresa un valore fondante e irrinunciabile.
Con l’edizione 2008 dell’Assemblea entrano nell’Albo d’Oro altri 16 lavoratori dipendenti e 40 imprenditori dei settori del commercio, dell’industria, dell’artigianato e dell’agricoltura. 4 i Premi Speciali al Merito che quest’anno sono stati assegnati a Paolo Bazzica, imprenditore che ha saputo imporsi a livello nazionale ed internazionale nel campo della produzione di manufatti in polistirolo espanso e di macchinari per lo stampaggio, Alvaro Brizi, presidente dell’azienda di famiglia per gli straordinari risultati conseguiti nella lavorazione di materie prime tessili pregiate, con tre stabilimenti produttivi in Europa e Cina, Bruno Gallo, per la lungimiranza e il coraggio dimostrati nella conduzione del gruppo facente capo alla Vetreria Cooperativa Piegarese, Marcello Minelli, maestro del restauro e dell’intarsio alla ricerca continua della perfezione e del miglioramento; gli attestati di stima e riconoscimento sono le opere alle quali ha lavorato come la riproduzione dello “Studiolo” che Federico da Montefeltro volle per il Palazzo Ducale di Gubbio.
(Le motivazioni)

L’Assemblea di Premiazione del Lavoro e dell’Impresa è stata aperta dalla Relazione Annuale del Presidente della Camera di Commercio di Perugia Alviero Moretti, centrata sul tema “Centralità dell’Impresa per lo sviluppo economico e la creazione di nuova occupazione”.
“Non esiste impresa senza lavoro, come non esiste lavoro senza impresa” con questa affermazione il Presidente Moretti ha voluto sottolineare come “se si vuol davvero recuperare il senso del lavoro come fondamento della nostra società, è oggi necessario riconoscere la centralità dell’impresa quale strumento di crescita economica ed occupazionale”. “Affermare che non esiste impresa senza lavoro, credo che assuma un significato di straordinaria attualità in un momento in cui anche in Italia siamo stati costretti ad assistere, subendoli, a scandali finanziari e speculazioni di ogni tipo, libere da ogni vincolo e controllo: fatti tragici che ovviamente non creano ricchezza, ma la distruggono, finendo per impoverire l’intero sistema economico”. “E siamo particolarmente allarmati – ha detto ancora Moretti – perché mi pare che una parte della cultura dominante continui a definire imprenditori e imprese i protagonisti di questo sistema speculativo. E tutto ciò genera il persistere di un atteggiamento negativo nei confronti dell’impresa che non possiamo più permettere, perché siamo proprio noi, imprenditori veri su cui il sistema dell’economia reale si regge, quelli che più di tutti siamo vittime di certi “sistemi” di cui paghiamo un prezzo altissimo”.

Ancora il Presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Il lavoro ed i lavoratori rappresentano la caratteristica distintiva dell’impresa, come noi la intendiamo; ma c’è di più: proprio dal tipo di rapporto che si instaura tra imprenditore e lavoratori dipende la qualità dell’impresa e delle sue produzioni e quindi il grado di successo finale. E le nostre imprese vivono del lavoro di tutti i suoi componenti e raggiungono traguardi significativi grazie ad una salda ed antica cultura del lavoro di cui sono profondamente impregnate”. “Dunque, se si vuol davvero mantenere il valore costituzionale del “lavoro come fondamento della nostra società” è necessario affermare con chiarezza la centralità dell’impresa, non solo come strumento per produrre ricchezza, ma anche come creatrice di lavoro. E dunque: non c’è lavoro senza impresa. Rivendico quindi con grande forza che di tutto questo venga dato pubblico riconoscimento e che finalmente tutta la nostra comunità prenda atto che le imprese svolgono una funzione centrale e fondamentale per lo sviluppo, economico e sociale insieme”. “E allora – ha proposto Moretti – così come si celebra giustamente la festa del lavoro e dei lavoratori, perché non istituire una giornata dedicata alle imprese. Una giornata che non sia di celebrazione, quanto di apertura delle nostre fabbriche e dei nostri opifici al mondo esterno, in particolare a quello della scuola, che ha una conoscenza estremamente limitata e superficiale delle nostre realtà produttive”.
Il presidente Moretti si è quindi soffermato sull’attività svolta dalla Camera di Commercio di Perugia, ricordando tre iniziative. Internazionalizzazione. “Dobbiamo migliorare il livello di apertura verso i mercati internazionali delle imprese locali. Per cercare di superare questo limite – ha ricordato Moretti , stiamo lavorando attivamente alla definizione di un accordo complessivo che veda coinvolti, oltre alle Camere di Commercio di Perugia e Terni, le Associazioni d’impresa e la Regione dell’Umbria per creare uno strumento unico a disposizione delle imprese per tutte le loro attività ed esigenze di internazionalizzazione. Con il nuovo Centro Estero delle Camere di Commercio, vogliamo dimostrare ancora una volta come sappiamo corrispondere alle sfide che ci vengono poste, superando le difficoltà e le frammentazioni che ci derivano dal passato”.
Snellimento e semplificazione amministrativa. La Camera di Commercio investe su questo fronte e ha già introdotto sistemi innovativi, dalla smart card alla firma digitale, dall’invio telematico delle pratiche, alla chiave digitale per le imprese, proponendosi come modello di semplificazione, efficienza e di efficacia che può essere utile riferimento per tutti gli altri Enti.
Asse centrale delle iniziative camerali è la promozione, in forma integrata e non episodica, del nostro territorio tramite le eccellenze che in esso hanno sede o vi vengono prodotte. “Molte sono le iniziative promozionali che la Camera stimola e sostiene - ha concluso il presidente Moretti - ma voglio anche ricordare una iniziativa di cui andiamo fieri: la ristrutturazione della Ex Borsa Merci di via Mazzini trasformata in un moderno Centro Servizi Camerali, intitolato a Galeazzo Alessi e che abbiamo riconsegnato alle imprese e alla città tutta”.

Sintesi interventi Autorità

Andrea Mondello, Presidente nazionale Unioncamere
Concordo con le posizioni espresse dal Presidente Moretti, ma sulla visione del futuro – che senz’altro non appare privo di difficoltà – io esprimo una posizione di ottimismo, per l’Italia e per l’Europa, a patto però che si realizzino chiari cambiamenti di rotta ed emerga una altrettanto chiara discontinuità rispetto a quanto fatto finora. 4 sono le priorità su cui occorre lavorare.
Infrastrutture. E’ un problema noto, ma raramente viene messo al primo posto dalla politica. Basta un dato: in pochi anni Madrid ha realizzato 309 km di metropolitana, in Italia ne esistono 130. Mi pare non ci sia altro da aggiungere.
Liberalizzazioni. Necessarie, ovviamente, ma a patto che si realizzino compiutamente e con risultati che siano davvero migliorativi rispetto al passato.
Meridione. Anche questo è un problema storico ancora lungi dall’essere risolto: con gli accordi di Lisbona abbiamo preso l’impegno di arrivare almeno al 70% di occupazione, al sud siamo ancora al 50%. Non possiamo chiedere per di più agli imprenditori del sud di opporsi eroicamnente alla criminalità organizzata: comunque non è questa la via risolutiva.
Pubblica Amministrazione. Le Camere di Commercio costano poco – e quella di Perugia ne è l’esempio calzante – ma dovrebbero essere usate più dallo Stato. Le imprese sono costrette a sopportare costi per la Pubblica Amministrazione per 15 miliardi di €, una enormità rispetto ad esempio al costo della politica di cui tanto si parla, che è di 4 miliardi di €.

Sulla concorrenza agguerrita da parte di nuovi competitor come India e Cina, la soluzione non è l’applicazione di dazi, ma l’imposizione di un sistema di regole certe e condivise.

Maria Rita Lorenzetti, Presidente Giunta Regionale dell’Umbria
Il nostro sistema economico è sano e può competere con successo. Ma – d’accordo con Mondello – ritengo che occorrano regole da rispettare, perché – come diceva Don Dilani – non si possono fare parti uguali per disuguali. Le istituzioni pubbliche devono fare la loro parte non cercando di sostituirsi al mercato, ma accompagnandolo e favorendo l’esistenza di una competizione corretta. Le istituzioni pubbliche e la politica devono avere il coraggio di prendere decisioni impopolari senza il timore di non essere approvate dai cittadini, che invece sono in grado di capirne la valenza. Come Pubblica Amministrazione – e in Umbria lo stiamo facendo – dobbiamo garantire efficienza, trasparenza, pari opportunità, qualità dei servi a costi ragionevoli, mettendo al primo posto del nostro impegno quello che è l’interesse generale, superando corporativismi e particolarismi. La Regione dell’Umbria ha realizzato una operazione di riordino delle agevolazioni e riteniamo di essere riusciti a mettere a disposizione delle imprese, di tutte le imprese, una “cassetta degli arnesi” da utilizzare per puntare alla crescita e allo sviluppo, anche in momenti difficili come questo.

Carlo Colaiacovo Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
Sono un imprenditore ottimista e quindi guardo al futuro in maniera positiva, ma il momento appare difficile. La recessione comincia a farsi sentire in maniera forte anche in Italia e nella nostra regione e temo che i prossimi mesi saranno ancora più duri. Nel maggio scorso dissi di fare molta attenzione e leggendo la situazione dall’osservatorio della azienda che rappresento e che produce cemento, un prodotto di base quindi, vedo che il 2007 si è chiuso in flessione del 2-3% e che nel primo trimestre 2008 abbiamo scontato cali del 23% a gennaio, del 4% a febbraio e del 18% a marzo. Tutti sappiamo che se il cemento cala anche gli altri comparti sono in difficoltà. In più, vanno considerati gli aumenti dell’energia i cui effetti sui prezzi dei prodotti finiti sono tutt’altro che esauriti, ma anzi si avvertiranno ancora nei prossimi mesi.

Francesco Bistoni Magnifico Rettore dell’Università di Perugia
Anche l’Università è una azienda – ha 6000 mila dipendenti e 35.000 “clienti-studenti” – e il prodotto che vendiamo si chiama cultura e ricerca. Alle Istituzioni, alla politica, al sistema economico vogliamo offrire progetti, indicazioni tecniche , collaborazione efficace ed efficiente. Sappiamo che la ricerca è essenziale per la crescita dell’intero sistema e stiamo cercando punti di contatto con il mondo dell’industria. Devo dire che la strada è stata imboccata, ma se vogliamo fare rete – e questa appare la scelta irrinunciabile – occorre un impegno pieno delle parti e agire bene e con responsabilità.
( Elenchi premiati )
 

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