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07-11-2014

"Le leggi delle donne che hanno cambiato l'Italia"

 

Per iniziativa del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Perugia, presieduto da Maria Zappelli Cardarelli, della Camera di Commercio di Perugia e di Promocamera, è stata presentata l’opera “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”, curata dalla Fondazione Nilde Iotti per i tipi della Ediesse.


Ne hanno parlato Livia Turco e Alessandra Tazza. Sono intervenuti Edi Cicchi, Anna Rita Fioroni, Maria Rosi, Marina Sereni, Teresa Severini.
Il Segretario Generale Dr. Mario Pera ha portato il saluto della Camera di Commercio di Perugia.

 

Ne “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia” tutti i provvedimenti che modificarono la vita delle italiane: a partire dalle 21 'Madri' costituenti nel 1946, per giungere alle questioni più prossime: sostegno alla maternità, congedo parentale, fecondazione e parità salariale
 

 

Il volume “Le Leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”, presentato oggi dal Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Perugia, rammenta la battaglia per il diritto di voto e le «madri della nostra Repubblica», le donne elette nell’Assemblea Costituente, che diedero un contributo rilevante alla stesura della Costituzione. Sono citati gli articoli che più hanno favorito il cambiamento nella vita delle donne e il racconto delle leggi con uno schema che ne indica la scansione in ordine cronologico dal 1950 al 2012, a cui si connettono le schede che ne illustrano i contenuti. Con uno sguardo all’Europa, della quale viene proposta una rassegna delle tappe e dei provvedimenti più significativi adottati dall’Unione.


“Un'iniziativa preziosa che in primo luogo rende onore alle donne protagoniste della nascita e della costruzione della nostra Repubblica” sottolinea Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti, nell'introduzione al libro. "Onore a quelle donne che hanno contribuito a tenere in piedi il nostro Paese e che con le loro battaglie hanno ottenuto il voto subito dopo il conflitto e, nei decenni successivi, hanno finalmente prodotto leggi come quella per sottrarre all'illegalità il dramma dell'interruzione della gravidanza, di percepire pari salario per pari lavoro, la possibilità di accedere a tutte le professioni, il nuovo diritto di famiglia e le norme che consentono il divorzio. Ed è delle donne il merito di aver reso possibile la cancellazione dell’impunità per il cosiddetto delitto d'onore e del reato di adulterio. Insomma le donne, dalla Costituente in poi, hanno determinato un cambiamento profondo e senza ritorno della nostra società, e trasformato le condizioni di vita e il costume del nostro Paese”.


Ancora Livia Turco: “Un libro sulle leggi volute dalle donne è soprattutto per i giovani. Un libro che onora le Madri della Nostra Repubblica raccontando il loro concreto operare, le loro battaglie e le loro conquiste. Ai giovani dimostriamo con le date e con i fatti che la nostra è una Repubblica che ha dei Padri e delle Madri. Le 21 Costituenti, le donne che parteciparono nel '47 alla stesura della nostra Costituzione, sono le Madri della nostra Repubblica e, sebbene allora fossero giovani e poco conosciute, hanno contribuito tutte e in modo determinante a scrivere la Costituzione più' bella del mondo. Ciascuna di queste leggi porta il timbro di una concezione e pratica della politica che le donne hanno sempre orgogliosamente rivendicato perché concretamente praticato: l’attenzione al bene comune, la relazione con le persone, la condivisione di valori e responsabilità”.


Un filo rosso attraversa le leggi volute dalle donne: la promozione della dignità della persona umana attraverso l'inclusione sociale, l'inserimento nel lavoro, la lotta alle discriminazioni, la valorizzazione dei legami familiari. La promozione della parità e il riconoscimento della differenza femminile. “Purtroppo molte delle leggi raccolte nel volume restano poco applicate - ha ricordato Alessandra Tazza della Fondazione Iotti – e dunque speriamo che “Le Leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia” possa offrire un contributo perché ciascuna donna e uomo sia consapevole dei propri diritti, conosca le leggi, le utilizzi e le rispetti. Si impegni per cambiarle e migliorarle”. Alessandra Tazza ha posto particolare attenzione sulla legge 215 che ha definito sul piano normativo il ruolo imprenditoriale della donna, qualificandola come vera e propria protagonista d’impresa, alimentando così un movimento culturale da cui è scaturita la rete dei Comitati per l’Imprenditoria femminile delle Camere di commercio, prima e unica esperienza a livello europeo.


Al dibattito seguito alle relazioni di Livia Turco e Alessandra Tazza hanno portato il proprio contributo Edi Cicchi, Anna Rita Fioroni, Maria Rosi, Marina Sereni, Teresa Severini.
 

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