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12-12-2014

Il digitale? È un'impresa

 

E anche per l’economia umbra, la web economy non è più una opportunità, ma una scelta obbligata.
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Fuori dalla rete, le nostre pmi rischiano l’emarginazione. L’Umbria procede lentamente sul fronte infrastrutturale, ma il nostro digital divide è anche culturale”.
Le imprese umbre sempre più entrano nel web, ma con diffidenza e spesso senza riuscire a sfruttarne le potenzialità: il 75% ha un sito web, ma solo una su quattro riesce a fare e-Commerce, un mercato che garantisce crescita a doppia cifra, anche in tempi di crisi.
Al contrario agli umbri il commercio elettronico piace e lo scorso anno – secondo IPSOS – hanno raggiunto la prima posizione tra i “ compratori assidui” italiani con una quota superiore all’89%.
Al Forum “Il digitale? E’ un’impresa”, moderato dal giornalista Federico Fioravanti sono intervenuti: Fabio Fulvio, esperto di marketing - Responsabile Settore Politiche per lo Sviluppo Confcommercio Italia, Giorgio Mencaroni, Presidente Camera di Commercio di Perugia, Giovanni Gentili, Responsabile delle Politiche per la società dell'informazione e l'amministrazione digitale della Regione dell’Umbria.
Filo diretto con le imprese a cura di Admir Daca e Silvia Colangeli del Progetto camerale “Eccellenze in digitale”.

 

Il Forum “Il Digitale? E’ un’impresa”, organizzato da “obiettivoimpresaweb.it”, rivista on line della Camera di Commercio di Perugia, ha fornito una lettura aggiornata dei punti di debolezza e di forza della digitalizzazione in Italia e in Umbria. Con una certezza: il futuro delle PMI italiane e umbre passa attraverso l’economia digitale.
Dal Web può arrivare realmente una chiave decisiva per uscire dalla crisi, ma a patto che si colmi il ritardo che l’Italia sconta verso i paesi guida e l’Umbria anche rispetto ad altre regioni italiane.
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Fuori dalla rete, le nostre pmi rischiano l’emarginazione. L’Umbria procede lentamente sul fronte infrastrutturale, ma il nostro digital divide è anche culturale. Le nostre imprese sono presenti in Internet in numero crescente, ma spesso non esprimono una reale conoscenza digitale, con la conseguenza di non riuscire a sfruttare le potenzialità del Web. Se è vero, infatti che più del 75% delle imprese umbre ha un proprio sito web, solo una su quattro riesce a fare e-Commerce, perdendo le opportunità garantite da un mercato che anche in tempo di crisi realizza performance a doppia cifra”.


Nelle nostre imprese sono ancora pochi i manager “e-leader” che possiedono le necessarie competenze per utilizzare e governare la digitalizzazione. Ed un fatto acclarato che soprattutto nei settori del made in Italy un utilizzo più avanzato del web può portare notevoli vantaggi, come sanno bene i “giovani digitalizzatori” del progetto “Eccellenze in digitale”, promosso da Google in collaborazione con Unioncamere, che grazie alla Camera di Commercio di Perugia, anche in Umbria stanno svolgendo attività di sensibilizzazione e supporto alle imprese per aiutarle a creare e sviluppare la propria presenza online.


“Con “Eccellenze in Digitale” – ha ricordato il Presidente Mencaroni – la Camera di Commercio di Perugia diffonde la cultura dell’innovazione digitale e accresce la consapevolezza dei vantaggi derivanti da un utilizzo più avanzato del web. Nei primi due anni le “Eccellenze in Digitale” hanno toccato i settori dell’Abbigliamento e del Cashmere e, nel 2014, quelli dell’Olio e dell’Artigianato artistico, ceramica, lavorazioni in legno ferro battuto, ma anche Gioielli e Vetro”.


Lo stato di avanzamento di “Eccellenze in Digitale 2014” è stato testimoniato al Forum dai giovani laureati protagonisti del progetto Admir Daca e Silvia Colangeli.
 

Per le imprese umbre restare fuori o ai margini del commercio elettronico rappresenta un limite che può metterne in discussione la stessa sopravvivenza. I numeri chiariscono più di ogni analisi: se il 37% dei cittadini adulti sembra non aver mai utilizzato le risorse della Rete, sono sempre di più gli utenti che si dedicano agli acquisti online, usufruendo delle varie piattaforme e-Commerce.
Le vendite online riescono a battere la crisi dei consumi. Nel 2013 il valore dei prodotti e servizi acquistati da siti operanti in Italia ha messo a segno un +17% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 13,3 miliardi di euro. Un risultato in netta controtendenza rispetto al calo del 2,6% della spesa per consumi finali delle famiglie registrato dall’Istat. In decisa crescita (+30%) gli acquisti di beni fisici rispetto ai servizi (+9%), il che ha ridotto il gap tra i due comparti.
Con una sorpresa che riguarda l’Umbria. Osservando le abitudini dei compratori abituali sul web nelle varie Regioni della penisola, in cima alla classifica delle realtà più attive nel commercio elettronico figura l’Umbria con l’89,5% di “compratori assidui” e solo un 10,5 % di “acquirenti occasionali”.


Il mercato dunque esiste, tocca alle imprese fare il salto di qualità per mettersi nelle condizioni di accedervi. Senza dire delle maggiori possibilità per le imprese, anche di piccole dimensioni, di proiettarsi sui mercati esteri: è stato accertato infatti che, al crescere del livello di maturità digitale, aumenta la percentuale di imprese che fanno export. Maturità digitale ed export hanno un impatto diretto sul fatturato delle imprese: fino al 39% del fatturato da export delle imprese di medie dimensioni che sono attive online è realizzato grazie a Internet.

 

Fabio Fulvio, Esperto di marketing, Responsabile Settore Politiche per lo Sviluppo Confcommercio Italia, ha parlato di persistente diffidenza da parte delle imprese nei confronti del web “e ciò nonostante i numeri. La realtà – ha affermato Fulvio - è che per le piccole e medie imprese c’è paura di internet, c’è paura del digitale, c’è più paura che visione di una vera opportunità. Il commerciante, ad esempio, teme la concorrenza di internet sul prezzo e si vede sfruttato nella parte del fornitore di prodotti che poi la sua clientela corre ad acquistare su Internet. E allora le cifre – 13 miliardi di euro in Italia rastrellati dall’e-Commerce – diventano uno spauracchio”.

L’Umbria vive la sfida del digitale con la consapevolezza di dover innalzare il livello della propria dotazione infrastrutturale, ancora in arretrato rispetto, sia all’Italia che a maggior ragione ai paesi europei più avanzati. Giovanni Gentili, Responsabile delle Politiche per la società dell'informazione e l'amministrazione digitale della Regione dell’Umbria: “La Regione dell’Umbria ha già investito più di 40 milioni di euro nell’ultimo settennato per arrivare a eliminare il digital divided di base - due megabit di collegamento – ma ora il problema è che l’Europa pone l’obiettivo da raggiungere entro il 2020 di 100 megabit con il collegamento in fibra o con tecnologie wireless almeno per la metà dei cittadini”. “Francamente – ha ammesso Gentili – questa soglia per noi sarà molto difficile da raggiungere. Puntiamo invece a raggiungere il traguardo dei 30 mega, su cui non dimentichiamolo sia l’Italia che l’Umbria sono già in forte ritardo”.


L’economia digitale vuol dire anche occupazione, una realtà capace di creare nuove professionalità e nuovi posti di lavoro. Stando ad una recente indagine condotta da Microsoft, entro il 2015, il 90% dei lavori avrà per lo più competenze online: ad esempio, sono sempre più richieste le figure professionali in grado di creare contenuti web-oriented, crossmediali e partecipativi, di filtrare e curare le fonti di interesse, di coinvolgere e fidelizzare gli utenti in social community, di ottimizzare la visibilità sui motori di ricerca. 
 

 

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