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03-02-2015

Movimprese, la demografia delle imprese in provincia di Perugia nell'anno 2014

 

Presentati alla Camera di Commercio di Perugia i risultati di Movimprese, analisi statistica trimestrale della nati-mortalità delle imprese, per l’anno 2014.  

 

Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Nel 2014, anno di recessione, il tessuto produttivo della provincia di Perugia ha retto, riuscendo a confermare in termini numerici la stessa dimensione del 2013. Al 31 dicembre 2014 l’aggregato delle strutture aziendali localizzate in provincia (imprese registrate più unità locali) ha toccato le 86.715, appena lo 0,1% in meno rispetto all’anno precedente. E’ questa la prova che il perdurare di una crisi economica mai così pesante, non ha piegato il nostro modo di fare impresa, caratterizzato dalla diffusione dell’esperienza imprenditoriale”.

 

Il Commercio si conferma il comparto più rilevante in termini di numerosità delle imprese, seguito a poca distanza da Agricoltura, Costruzioni, Manifatturiero e Servizi alle imprese.

 

Le Imprese Femminili oltre il 24% del totale, quelle Giovanili al 9% e le Imprese Straniere all’8,5%

 

Nel 2014, la dimensione numerica del tessuto produttivo perugino è rimasta complessivamente stabile rispetto al 2013. L’aggregato delle strutture aziendali localizzate nella provincia di Perugia (imprese registrate più unità locali) è stato nel 2014 pari a 86.715, stabile rispetto all’anno precedente (-0,1%).
Il numero complessivo delle imprese registrate al 31/12/2014 è pari a poco più di 73.000 unità, in leggera diminuzione rispetto al 2013; anche il numero delle imprese “attive” è in calo (dello 0,7%, arrivando a poco meno di 62.500). Il numero delle unità locali segna, invece, un incremento del 2,2%.


E’ questo il profilo del sistema economico provinciale nel 2014 che emerge da Movimprese, l’analisi statistica trimestrale della nati-mortalità delle imprese, condotta da Infocamere sugli archivi di tutte le Camere di Commercio italiane.


Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Nel 2014, nuovo anno di recessione, il tessuto produttivo della provincia di Perugia ha retto, riuscendo a confermare in termini numerici la stessa dimensione del 2013. Al 31 dicembre 2014 l’aggregato delle strutture aziendali localizzate in provincia (imprese registrate più unità locali) ha toccato le 86.715, appena lo 0,1% in meno rispetto all’anno precedente. E’ questa la prova che il perdurare di una crisi economica mai così pesante, non ha piegato il nostro modo di fare impresa, caratterizzato da una ampia diffusione territoriale dell’esperienza imprenditoriale. Le difficoltà non sono certo alle spalle, tutt’altro, ma sapere che nel 2014 in provincia di Perugia hanno avuto la forza di entrare in campo 4.057 nuove imprese, più di 11 al giorno, costituisce una buona iniezione di fiducia”.


Tuttavia, nel 2014, un segnale negativo per il sistema produttivo perugino arriva dall’incremento del numero delle imprese in scioglimento e in liquidazione (+2,1%) e di quelle sottoposte a procedure concorsuali (+2,3%).
 

E preoccupa il tasso di sopravvivenza delle imprese perugine: tra quelle iscritte e classificate, meno di due terzi di quelle costituite nel 2011 è risultata ancora attiva nel 2014; tra le iscritte nel 2012, il 72% era ancora attivo dopo due anni. La “mortalità infantile” tra le imprese è maggiore tra le imprese individuali: in questo insieme, solo il 63% circa delle imprese iscritte nel 2011 è risultato ancora attivo nel 2014.

 

Il Commercio si conferma il comparto più rilevante in termini di numerosità delle imprese operanti, seguito a poca distanza da Agricoltura, Costruzioni, Manifatturiero e Servizi alle imprese.

  

Aumenta del 2,2% il numero di unità locali operanti nella provincia. Le unità locali di imprese non umbre localizzate nella provincia sono oltre il 28%, evidenziando una buona capacità del territorio di attrarre attività produttive da altre regioni (almeno in termini di unità locali).

 

Anche per quanto riguarda le unità locali di imprese perugine, la proiezione extraregionale risulta piuttosto elevata.

 

Nel 2014, il sistema produttivo della provincia di Perugia vede una presenza di Società di capitali ancora piuttosto limitata, pari al 20,7% del totale delle imprese registrate, ma in crescita rispetto al passato.


Nel 2014, le Imprese femminili registrate a Perugia sono oltre il 24%, al di sopra del valore osservato in Umbria e in Italia.

 

Le Imprese giovanili sono al 9,2%, meno diffuse di quanto lo siano a livello nazionale. Sono, invece, all’8,5% le straniere in misura analoga a quanto avviene in Italia (8,8%).

 

Le Società di capitali perugine realizzano circa il 77-81% del valore della produzione, valore aggiunto dell’Umbria e, addirittura, il 125% dell’Ebit. In relazione a queste grandezze, i risultati della provincia di Perugia sono in linea con quelli nazionali e intorno al 5% della prima provincia italiana (Milano).

 

Il Commercio e il Manifatturiero sono i comparti trainanti, dove si concentra circa l’80% del valore della produzione delle imprese di capitali della provincia di Perugia. Per quanto riguarda il valore aggiunto, questi due settori pesano per il 68% circa.

 

1. Struttura e andamento del sistema produttivo
Il peso delle società di capitali e delle altre forme societarie

 

Nel 2014, il sistema produttivo della provincia ha una presenza di società di capitali ancora piuttosto modesta, pari al 20,7% del totale delle imprese registrate. È comunque in aumento rispetto al passato (nel 2009, le società di capitali erano appena il 17,4% del totale e nel 2004 il 14,1%).


La percentuale di società di capitali sul totale di quelle registrate a Perugia è uguale a quella osservata in Umbria, ma largamente inferiore a quella nell’insieme delle regioni del Centro (30,7%) e in Italia (24,6%).


Tra il 2013 e il 2014, la crescita del numero di società di capitali è stata piuttosto intensa, pari al 3,8%, per altro in linea a quella media annua nell’ultimo quinquennio (+3,5%). Sia nell’ultimo anno che nel quinquennio, le altre forme societarie hanno tutte registrato una contrazione del numero di registrate, in misura piuttosto consistente per quanto riguarda le cooperative.
 

Le imprese individuali sono la forma societaria maggioritaria nella provincia di Perugia (oltre il 53% del totale), anche se in costante calo da oltre dieci anni (nel 2004 erano quasi il 59%). Il peso delle imprese individuali nel tessuto produttivo perugino è maggiore di quello nell’insieme delle regioni del Centro, ma molto simile a quello osservato a livello nazionale (53,9%).

 

La distribuzione delle imprese per comparto produttivo (1)
Le imprese della provincia di Perugia sono distribuite in cinque comparti; prevale la concentrazione nel Commercio (24,4%); ma non sono numericamente troppo lontani gli aggregati in Agricoltura (19,4%), Costruzioni (15%), Manifatturiero e Servizi alle imprese (entrambi intorno all’11,5%).
 

Nella provincia di Perugia, il Commercio pesa relativamente meno di quanto sia nel Centro Italia e nell’intero Paese (in cui si osserva un valore intorno al 27%); anche i Servizi alle imprese hanno una diffusione proporzionalmente minore. Al contrario, è molto più elevata la presenza delle imprese Agricole (oltre il 19%, rispetto a meno dell’11% nel Centro e al 13,6% in Italia) e nel Manifatturiero (11,6%, rispetto a meno dell’11 sia nel Centro che in Italia).
Rispetto al 2013, nel 2014 il numero complessivo delle imprese registrate (con riferimento alle sole “classificate”) rimane praticamente stabile. Diminuisce in modo relativamente maggiore in Agricoltura (-2,8%) e Costruzioni (-1,8%); al contrario, aumenta in misura ragguardevole nel Turismo (+2,7%) e nei Servizi alle imprese (+1,5%).

 

Il tasso di sopravvivenza delle imprese
Il tasso di sopravvivenza delle imprese perugine è piuttosto basso. Tra le imprese iscritte e classificate, meno di due terzi di quelle iscritte nel 2011 è risultata ancora attiva nel 2014; tra le iscritte nel 2012, il 72% era ancora attivo dopo due anni. La “mortalità infantile” tra le imprese è maggiore tra le imprese individuali: in questo insieme, solo il 63% circa delle imprese iscritte nel 2011 è risultato ancora attivo nel 2014.


Tra le imprese classificate (2) , quelle in Trasporti e spedizioni e in Agricoltura hanno tassi di sopravvivenza nettamente superiori a quelle negli altri comparti; rispettivamente, l’89% e l’84% circa delle imprese avviate in questi comparti nel 2011 era ancora attivo nel 2014.
 

La localizzazione delle unità locali
Nella provincia di Perugia sono presenti 13.694 unità locali, in aumento, del 2,2%, rispetto allo scorso anno; di queste, il 69% circa appartiene ad imprese registrate nella stessa provincia.

 
Le unità locali di imprese non umbre localizzate nella provincia di Perugia sono oltre il 28% del totale, evidenziando una notevole capacità della provincia di attrarre unità produttive di imprese da fuori regione (soprattutto, dalle altre regioni del Centro). Da notare a riguardo che, nel 2014, le unità locali di imprese non umbre e localizzate nelle regioni non del Centro sono aumentate addirittura del 6,5% rispetto al 2013.


Oltre la metà delle unità locali sono controllate da società di capitali. Questa percentuale arriva a circa l’80% nel caso delle unità locali di imprese non umbre.
 

Con riferimento alle sole unità locali “classificate”, circa un terzo fa riferimento ad imprese del Commercio; sono relativamente numerose (intorno al 15%) anche le unità locali di imprese Manifatturiere e con valori intorno all’11% quelle di imprese del Turismo e dei Servizi alle imprese.


Le unità locali controllate da imprese della provincia di Perugia sono nel 2014 pari a 12.420, in aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, le società di capitali hanno particolare rilievo, controllando il 50% del totale delle unità locali.


Il 77% delle unità locali di imprese perugine sono collocate nella stessa provincia; è di poco superiore la percentuale di quelle collocate in Umbria. Risulta, dunque, piuttosto elevata la proiezione extraregionale delle aziende della provincia di Perugia, almeno per quanto riguarda la localizzazione delle unità locali.
 

Rispetto allo scorso anno, però, l’incremento di unità locali al di fuori dell’Umbria è molto limitato, inferiore all’aumento complessivo.
Anche per le unità locali di imprese perugine, prevale il Commercio, con quasi il 40% circa del totale di unità locali; segue anche in questo caso il Manifatturiero con circa il 17% del totale, Turismo e Servizi alle imprese con l’11% circa.

 

2. L’imprenditoria femminile, giovanile e di origine estera
Nel 2014, nella provincia di Perugia, le imprese registrate guidate da donne (3) sono state oltre il 24%, leggermente al di sotto del valore regionale (25% circa), ma superiore a quello delle regioni del Centro e italiane (rispettivamente al 22,4% e 21,6%).

 

Meno del 15% delle imprese femminili si manifesta nella forma di società di capitali; mentre il 68% è nella forma di impresa individuale; in questo insieme, del resto, quasi il 30% delle aziende rientra nella tipologia di impresa femminile.
Più della metà delle imprese femminili è concentrata (in modo equi-distribuito) nel Commercio e in Agricoltura; in quest’ultimo comparto, un terzo del totale delle imprese sono “femminili”.

 

Le imprese registrate guidate da giovani (4) sono poco più del 9% del totale; un valore analogo a quello dell’Umbria e del Centro, ma inferiore a quello nazionale (10,3%).
 

Anche nel caso delle imprese giovanili, meno del 15% è nella forma di società di capitali e il 70% circa è impresa individuale. Sempre nel 2014, la maggior parte delle imprese “giovanili” classificate della provincia di Perugia si trova nel Commercio (il 30% circa del totale); piuttosto consistente è anche l’aggregato nelle Costruzioni (poco meno del 20%).

 

Le imprese registrate “straniere(5) sono l’8,5% del totale, in linea con il valore regionale e nazionale, mentre per le regioni del Centro, tale percentuale arriva quasi all’11%. Per quanto riguarda le imprese “straniere”, la percentuale di quelle che hanno forma giuridica di impresa individuale salgono addirittura ad oltre l’86%; mentre sono circa l’8% quelle come società di capitali. Il 64% delle imprese “straniere” è distribuito in maniera abbastanza equilibrata nel Commercio e nelle Costruzioni; in quest’ultimo comparto, il 18% delle aziende sono guidate da stranieri.


(1) I dati relativi alla distribuzione delle imprese per comparto produttivo sono riferiti all’insieme delle sole imprese “classificate”, costituito dalle imprese di cui è definito in modo chiaro il settore di appartenenza. Questo insieme non coincide con l’universo delle imprese registrate.

(2) I dati relativi al tasso di sopravvivenza nei vari comparti non sono coerenti con quelli che descrivono lo stesso fenomeno sull’intero universo delle imprese iscritte, poiché si riferiscono all’insieme delle sole imprese che risultano “classificate” in un certo settore produttivo. In particolare, il tasso di sopravvivenza delle sole imprese classificate risulta complessivamente nettamente superiore a quello dell’intero universo.
(3) Si intende impresa “femminile” un’impresa in cui la partecipazione di genere risulta complessivamente superiore al 50%, mediando la composizione di quote di partecipazione e di cariche attribuite.

(4) Si intende impresa “giovanile”, un’impresa in cui la partecipazione di persone di età inferiore ai 35 anni è complessivamente superiore al 50%, mediando la composizione di quote di partecipazione e cariche attribuite.

(5) Si intende impresa “straniera” un’impresa in cui la partecipazione di persone non cittadine italiane risulta complessivamente superiore al 50%, mediando la composizione di quote di partecipazione e cariche attribuite.


Scarica il comunicato stampa integrale, completo di grafici




 

Allegati

Voci collegatedinamica imprenditoriale, movimprese

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