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10-05-2007

"Giornata dell'Economia" - 5° Edizione

 

La Camera di Commercio di Perugia ha presentato il Rapporto 2007 sullo stato dell’economia provinciale. Confermati i segnali di ripresa emersi fin dai primi mesi del 2006.
Alviero Moretti, presidente della Camera di Commercio: “La ripresa appare sempre più robusta e nel 2007 il PIL umbro crescerà del 2,3%, il valore più alto insieme a quello della Lombardia”.
Il sistema d’impresa provinciale è sano e, pur se a ritmi più contenuti, la base imprenditoriale si è ulteriormente allargata nel 2006: a fine anno le imprese registrate in provincia di Perugia salgono a 72.525, di cui 63.397 attive. Il 25% delle imprese è a conduzione femminile e dal 2000 al 2006 sono più che raddoppiati gli imprenditori di origine extracomunitaria.
L’Export provinciale è a 1,6 miliardi di Euro, l’Import a 1,2 miliardi.
Focus sul Turismo: 2006 a risultati alterni, bene la primavera e l’estate, a ritmi lenti i primi e gli ultimi mesi dell’anno. In aumento gli arrivi dagli Usa e dal Regno Unito. Negli ultimi trimestri i turisti stranieri toccato quote dall’11 al 29% del totale.
Sono intervenuti alla 5° Giornata dell’Economia Flavia Coccia, direttore dell’Isnart (Istituto Nazionale per le Ricerche Turistiche), Stefano Cimicchi, amministratore unico della APT Umbria e Loris Nadotti, presidente del Centro Italiano di Studi Superiori sul Turismo.

 

La Camera di Commercio di Perugia, in contemporanea con le altre Camere di Commercio italiane, ha tenuto la 5° Edizione della “Giornata dell’Economia”.
Ideata e promossa dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio, la “Giornata” traccia la mappa dello sviluppo economico dell’Italia e delle sue 103 province composta attraverso i dati elaborati dagli osservatori camerali attivi sui singoli territori provinciali. La Struttura Produttiva, la Crescita Economica e il Benessere Sociale, le Relazioni con l’Estero e il Posizionamento Internazionale, i Fattori di Competitività: sono questi i temi affrontati dal Rapporto Economico provinciale per il 2007 presentato dal Presidente della Camera di Commercio di Perugia Alviero Moretti. Quest’anno la CCIAA ha realizzato un Focus sul Turismo, uno dei settori trainanti dell’economia provinciale, curato dall’Isnart (Istituto Nazionale per le Ricerche sul Turismo).
Alviero Moretti ha aperto la Giornata con la presentazione del Rapporto 2007.
“Dopo la lunga fase di crisi, una delle più lunghe dal dopoguerra, ha detto il Presidente della Camera di Commercio di Perugia, oggi possiamo confermare che la ripresa è in atto ed appare sempre più solida, con il biennio 2006-2007 che presenta un buon andamento congiunturale con crescite apprezzabili. In questo 2007 il PIL regionale crescerà intorno al 2,3% - un risultato eguagliato soltanto dalla Lombardia – e nel triennio 2008 – 2010 si prevedono incrementi stimati tra l’1,7 e l’1,8%, oltre la media delle altre regioni dell’Italia centrale”.
Moretti si è poi soffermato sull’analisi del tessuto imprenditoriale della provincia. “Anche nel 2006 – ha detto Moretti - la base imprenditoriale ha continuato ad espandersi, seppur a ritmi più contenuti. Nei 12 mesi del 2006 sono nate nella nostra provincia 4.569 imprese, contro le 4.035 che hanno cessato l’attività. Il saldo, positivo per 534 unità, peraltro inferiore al valore dello scorso anno (+938). Le imprese iscritte al Registro della Camera di Commercio di Perugia al 31.12.2006 sono 72.525 di cui 63.397 attive”.
I dati di flusso mostrano un lieve peggioramento della natalità delle imprese nell’ultimo anno: il tasso è passato dal 6,8% del 2005 al 6,3% del 2006. Stazionario, invece, il tasso di mortalità: +5,5% nel 2005 e +5,6% nel 2006.
Nel corso degli ultimi anni, la quota delle società di capitale è aumentata continuamente nella nostra provincia passando dal 10,6% del 1998 al 15,3% del 2006.
In calo le imprese del settore Agricolo (- 1,1% nel 2006) e quelle dell’industria manifatturiera, ma qui la contrazione è limitata ad un – 0,4%. Più consistente la contrazione dei trasporti e delle comunicazioni, con un -2% su base annua. Le costruzioni sono cresciute del 4,1%; ma le variazioni maggiori sono state registrate dalle attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca, con un incremento del 5,4%, e dalla sanità e altri servizi sociali, con un +5,2%.
La provincia di Perugia conferma la sua forte caratterizzazione artigiana. A fine 2006 sono presenti, infatti, oltre 19 mila imprese artigiane: circa il 27% del totale delle attività imprenditoriali della provincia. In termini di peso percentuale i settori più rilevanti sono: le costruzioni, che rappresentano il 39% delle imprese registrate al 31.12.2006; seguite dalle attività manifatturiere, con il 30%.
“Un dato interessante – ha sottolineato il presidente Moretti – è l’ulteriore diffusione in provincia delle attività economiche gestite da titolari immigrati. Gli imprenditori di origine extracomunitaria dal 2000 al 2006 sono più che raddoppiati, passando da 2.281 a 4.640 e nell’ultimo anno sono cresciuti del 9,3%. Circa il 12% degli imprenditori extracomunitari è nato in Albania, il 10% in Romania e il 26% è nato negli altri Paesi Europei extra UE. Importanti quote sono rappresentate anche dall’Africa settentrionale con il 21% e dall’America Centrale e Meridionale, con il 9%. Il 30% degli imprenditori extracomunitari opera nelle costruzioni, mentre il 20% nel settore del commercio al dettaglio. Sono dati questi che meritano attenzione e che andranno attentamente valutati, visto che la “quota immigrati” sta diventando sempre più importante ai fini della crescita del sistema economico locale”.
Altro segno della “voglia di fare impresa” che caratterizza la provincia di Perugia, è il costante aumento delle donne imprenditrici: dai dati dell’Osservatorio sull’Imprenditorialità Femminile, ottenuto classificando come imprese “femminili" le imprese la cui percentuale di partecipazione femminile è superiore al 50%, emerge che a fine 2006 le imprese femminili nella provincia di Perugia sono 18.192, pari al 25% del totale delle imprese. L’analisi su scala settoriale evidenzia che in provincia la maggior parte di tali imprese è concentrata nel settore agricolo, che assorbe il 29,4% del totale, seguito dal comparto commerciale, con il 21,8%.
“E va notato – ha detto Moretti – che non si tratta di un semplice coinvolgimento più o meno marginale delle donne in azienda, visto che il 93% delle imprese femminili della provincia di Perugia, pari a 16.855 unità, è caratterizzato da una presenza femminile di tipo esclusivo”.
Cresce il Commercio con l’estero, ma al di sotto della media nazionale e anche di quella delle altre regioni centrali. Nel 2006 il valore delle esportazioni è stato di 1,6 miliardi di euro, con un incremento del 5,2% rispetto al 2005, ma inferiore al +9% nazionale e al +13,4% del Centro. Il 44,8% delle esportazioni proviene dal settore metalmeccanico, il 20,5% dal sistema moda, il 12,9% dall’alimentare. Il baricentro delle esportazioni perugine è ancora rappresentato dall’Europa: il 51,8% delle esportazioni provinciali è destinato all’Unione Europea a 15, il 15,1% ai Paesi europei non appartenenti alla UE e il 14,5% all’America Settentrionale. Nella graduatoria per paesi di destinazione i primi posti sono occupati da Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito.
Le importazioni perugine nel 2006 sono state pari a 1,2 miliardi di euro (il saldo della bilancia commerciale è dunque positivo di 0,4 miliardi di euro) con un incremento del 6,3% rispetto al 2005 (più alto di quello dell’export), al di sotto del +12,6% nazionale e del +13,4% del Centro Italia. Oltre il 32,6% delle importazioni interessa il settore metalmeccanico, seguito dall’alimentare, con il 23,9%, e dal sistema moda, con il 15,1%. Il 61% delle importazioni provinciali proviene all’Unione Europea a 15, il 15,6% dai Paesi europei non appartenenti alla UE e il 10,4% dall’Asia (escluso il Vicino e Medio Oriente). Nella graduatoria per paesi di provenienza i primi posti sono occupati da Paesi Bassi, Germania, Spagna, e Francia.
Le imprese assumono, ma diminuisce la domanda di figure professionali di livello elevato. I dati per il 2006 evidenziano un fabbisogno limitato di figure high skills - professioni intellettuali e tecniche - espresso dalle imprese della provincia di Perugia: solo il 9,6% delle assunzioni previste dalle imprese perugine per il 2006 riguardava le professioni a più elevato contenuto professionale.
Posto pari a 100 il numero delle assunzioni di figure high skills in provincia di Perugia nel 2006, 15 assunzioni riguardavano le professioni legate alla ricerca e alla progettazione; 12 le professioni per l’innovazione del processo produttivo; 4 le professioni per la promozione, il marketing e la promozione mentre soltanto una riguardava le professioni per lo sviluppo delle risorse umane e la formazione aziendale.
Il numero di brevetti depositati rappresenta un indicatore dell’attività innovativa e dello sviluppo tecnologico di un sistema produttivo; i brevetti, infatti, permettono di tradurre in prodotti e processi economicamente valorizzabili le scoperte, le innovazioni e le “opere dell’ingegno”.
Le domande depositate per invenzioni nella provincia di Perugia nel corso del 2006 sono state 85, in crescita rispetto alle 59 depositate nel 2005.
“Se dal Rapporto emerge l’immagine di un sistema economico dinamico e pronto a cogliere le opportunità offerte dalla ripresa – ha detto il Presidente Moretti – non possiamo esimerci dall’evidenziare anche aspetti di debolezza e criticità che rappresentano il limite all’affermazione ulteriore della nostra economia.
Non posso soffermarmi sui molti dati che suffragano questi aspetti di debolezza, ma non posso non evidenziare come essi confermino sostanzialmente quattro aspetti, già peraltro ampiamente noti: il gap infrastrutturale generale; il limitato grado di apertura ai mercati internazionali; l’insufficiente rapporto tra Ricerca e Sviluppo e sistema delle imprese; le carenze di un sistema creditizio al servizio del territorio. Solo lavorando alla soluzione di queste criticità potremo consentire alle realtà produttive locali di liberare pienamente le proprie potenzialità e garantire una armoniosa e costante crescita economica”.
La Giornata dell’Economia ha proposto quest’anno un Focus sul settore Turismo, la cui realizzazione è stata affidata dalla Camera di Commercio all’Isnart, l’Istituto nazionale per le ricerche turistiche.
Il Focus è stato illustrato da Flavia Coccia, direttore Isnart.
A fasi alterne l’andamento nel 2006 in provincia di Perugia. L’occupazione nelle strutture ricettive, sottotono nei primi mesi dell’anno, aumenta durante la primavera, fino a raggiungere il picco nel mese di agosto (63,4%), andamento, comunque in linea con il trend regionale.
Complessivamente gli operatori nel 2006 hanno percepito un aumento della clientela straniera soprattutto durante l’estate e nell’ultima parte dell’anno (25% delle strutture in provincia di Perugia). In questi ultimi tre trimestri gli stranieri vanno dall’11% al 29% nella provincia di Perugia (in Umbria dal 13% al 30%).
In particolare, si segnala l’aumento dei principali mercati internazionali Usa e Regno Unito nelle strutture della provincia di Perugia e nel resto della Regione.
Sono ancora ampi però i margini di crescita, specie sui mercati potenzialmente interessati ai prodotti turistici del territorio e che visitano già l’Italia: Germania e Svizzera per il lago, l’Olanda per il binomio natura-cultura.
Sono intervenuti Stefano Cimicchi, amministratore unico della APT Umbria e Loris Nadotti, presidente del Centro Italiano di Studi Superiori sul Turismo.


 

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