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21-02-2017

Essere Giovani Imprenditori in Umbria

 

Annuale incontro sull’Imprenditoria Giovanile organizzato dalla Camera di Commercio di Perugia e dal Comitato Giovani Imprenditori di Perugia.

La relazione di base svolta da Jacopo Mele,  giovanissimo Digital-Life Coach, che ha portato la testimonianza della sua esperienza affrontando il tema "Networking, autoapprendimento continuo e condivisione di idee".

Comunicazione di Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia,  sulla realtà giovane imprenditoriale della provincia di Perugia.

Intervento di Mario Pera, Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia sull’evoluzione del sistema giovane imprenditoriale provinciale e le iniziative camerali a sostegno dei giovani che intendono entrare sul mercato.

Osservatorio 2016  “Imprese Giovanili in Umbria, la loro consistenza, i caratteri, le dinamiche” presentato per Unioncamere da Andrea Massarelli che ne ha curato l’edizione.

Grande interesse hanno raccolto le case stories di Start Up umbre  di successo:       Wearable Italia e One Talent  TV,  la prima guidata dall’AD Andrea Tomassini e la seconda dall’Amministratore Ciro Dammicco e da Vincenzo Germino.

 
 

In Umbria, alla data del 31 dicembre 2016, le imprese giovanili, quelle caratterizzate dalla partecipazione assoluta o maggioritaria di giovani con meno di 35 anni, sono 7.562 e rappresentano il 9,3% del totale imprese operanti in regione, una percentuale inferiore sia a quella dell’Italia che a quella dell’Italia centrale (rispettivamente 10,4% e 9,9%  sul totale imprese).

 

Con 169 imprese in meno rispetto allo scorso anno, nel 2016  le imprese giovanili umbre perdono il 2,2% (con percentuali diverse tra Perugia e Terni che perdono 1,7% la prima e 3,5% la seconda), un calo che accumuna tutte le regioni italiane (eccezion fatta per Basilicata e Molise che crescono del 4,7% e dello 3%) e che a livello nazionale segna un -2,6%, e vede nelle Marche la perdita più consistente del -5,4%.

 

A livello provinciale le imprese giovanili sono localizzate per il 74,4% a Perugia e per il restante 25,6% a Terni, con due punti di differenza rispetto alla ripartizione territoriale del totale imprese (il 76,5% delle imprese a Perugia e il 23,5% a Terni).

 

E’ questa la prima immagine offerta dall’Osservatorio 2016 “Imprese Giovanili in Umbria: consistenza, caratteri, dinamiche” presentato per Unioncamere Regionale da Andrea Massarelli, che ne ha curato la stesura.

 

L’Incontro annuale sull’Imprenditoria Giovanile organizzato dalla Camera di Commercio di Perugia e dal Comitato per l’Imprenditoria Giovanile della provincia di Perugia ha permesso di definire il profilo della base imprenditoriale riconducibile ai giovani imprenditori under 35.

 

Ospite d’eccezione Jacopo Mele, giovanissimo Digital-Life Coach, un talento che a soli 23 anni è stato selezionato da Forbes  come uno dei 30 uomini e donne  under 30 più influenti d’Europa e che Wired qualche settimana fa ha inserito tra le 50 persone al mondo da tenere d’occhio nel 2017.

 

Jacopo Mele ha presentato  ai giovani imprenditori umbri quella che è una filosofia di pensiero, conoscenza, apprendimento attraverso il suo intervento titolato "Networking, autoapprendimento continuo e condivisione di idee".

 

Mele si è rivolto direttamente ai giovani imprenditori umbri presenti in sala chiamandoli a riflettere sul loro essere dentro un sistema in cui è necessario avere un ruolo, come uomini, giovani e come gente d’impresa.  La conoscenza è la strada maestra indicata da questa che è una delle nostre migliori beautiful mind, un talento che alle superiori faceva sempre troppe ore di assenza (ha un diploma in cinema alla Roberto Rossellini di Roma) e in università non ha mai messo piede. «L'università crea percorsi standard – sostiene - io mi formo con e-learning, community e app”.

 

“Sul mercato – ha affermato Jacopo Mele - vedo dei grandi miglioramenti sul fronte investitori. Sulla quantità, capacità e qualità di questi,  anche se credo che per una startup che nasce in Italia i soldi non siano un problema, anche perché non si è costretti a cercarli solo sul territorio nazionale. Semmai, abbiamo bisogno di startupper con più metodo”. E a chi gli chiedeva di dare un consiglio ai giovanissimi su come si fa a farsi largo in una società come la nostra, su come si ottiene il proprio spazio in questa epoca, Jacopo Mele ha risposto con decisione. “Essendo generosi. Generosi perché chi fa rete lo sa. Si semina, si moltiplica, si risemina, e poi si raccoglie!”.

 

Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia, in una sua comunicazione di saluto aveva sottolineato come “nelle start up innovative vediamo il futuro dell’imprenditoria, perché oggi tutti hanno bisogno di innovazione e le start up contano su brevetti e capitale umano altamente specializzato. Grazie anche a questi requisiti, il dato di incidenza della mortalità di tali imprese è minore rispetto ad altre”.

 

Mario Pera, Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia, ha giudicato significativo un aspetto delle start up Umbre. “Dalla “Relazione annuale sullo stato di attuazione e sull’impatto delle policy per Start Up e PMI Innovative” del Ministero per lo Sviluppo Economico, emerge che al 31.12.2016 in Umbria sono presenti 118 start up innovative,  contro le 1.516  della Lombardia, molte di più in termini assoluti, ma in rapporto alla popolazione siamo vicinissimi: una startup innovativa ogni 6.596 lombardi e una startup innovativa ogni 7.600 umbri. Un altro dato incoraggiante: tra le società di capitali umbre, lo 0,55% sono start up innovative, rispetto allo 0,42% della media nazionale”.

 

 

Il Segretario Pera ha ricordato alcune iniziative della Camera di Commercio di Perugia rivolte al sostegno e allo stimolo della imprenditorialità giovanile. “A cominciare dai programmi di Alternanza scuola/lavoro, che hanno il merito di rendere sempre più intensa e sistematica la collaborazione formativa tra scuola e mondo del lavoro, e permette ai giovani di mettersi in gioco e di meglio orientare le loro scelte, anche in una logica imprenditoriale”.

 

Esempio bellissimo, il progetto realizzato dalla Classe 3B SIA dell’Istituto Capitini, presente in sala. Cordinati dalla Prof. Marina Del Beato i ragazzi hanno costituito una srl semplificata, la  CANAPASIA ja, con sede proprio presso l’Istituto scolastico. Gli studenti ne curano la gestione dal concept di un’idea al lancio sul mercato. L’iniziativa è stata promossa dalla Camera di Commercio di Perugia, in collaborazione con JAitalia. L’impresa produce e commercializza diffusori in ceramica con oli essenziali e bacchette di canapa umbra  interamente lavorate a scuola. Gli studenti, soci della SRLs, hanno scelto la canapa perché è un prodotto salutare, innovativo, ecologico, riciclabile, coltivato in Umbria,  che può essere impiegato in svariati settori.

 

Ancora dall’Osservatorio: “Esaminando l’indice di imprenditorialità, calcolato rapportando il numero di imprese condotte da giovani sul numero di giovani residenti (per giovani, in questo caso, si intende la popolazione di età compresa tra i 18 e i 35 anni) vediamo che l’Umbria ha dei valori che si avvicinano molto a quelli dell’Italia e dell’Italia centrale con un grado di imprenditorialità giovanile che si assesta sul 4,65%  - leggermente più alto del dato nazionale  (4,55%), ma più basso di quello delle regioni centrali (4,74%), con una incidenza dei giovani sulla popolazione totale che è inferiore ad entrambi i territori di riferimento (In Umbria 18,25% rispetto al 19,36% dell’Italia e al 18,55% dell’Italia Centrale).

 

A livello provinciale e ancor meglio comunale si vede che Terni pur avendo una incidenza giovanile sul totale popolazione più bassa ha una “propensione giovanile” all’imprenditorialità più alta, con un 4,89% rispetto ad un 4,57 di Perugia. Nelle tabelle 3 e 4 il dettaglio dei comuni delle due provincie.

 

Anche sull’Imprenditoria Giovanile la crisi ha avuto un impatto forte. In un quinquennio, dal 2011 al 2016, le imprese giovanili umbre passano dalle 9.257 del 31 dicembre 2011 alle 7.562 di fine anno 2016, perdendo 1.695 imprese guidate da giovani, il 18,3% (le percentuali di Italia centrale e Italia si assestano rispettivamente su -13,2% e -15,2%); diverso è il discorso delle imprese in totale che, negli anni, hanno comunque perso ma con valori molto più bassi (-3,1% le imprese umbre, -0,3% le imprese dell’Italia centrale e -2,5% quelle nazionali).

 

Una variazione quella dell’imprenditoria giovanile nella nostra regione al 31 dicembre 2016 ( -2,2%) che, benché inferiore a quella registrato nello scorso anno (-4,6%), conferma le difficoltà maggiori che le “giovanili” riscontrano rispetto al totale imprese (dove la variazione negativa si ferma allo 0,1%), difficoltà comunque riscontrabili anche a livello nazionale e di Italia centrale.

 

Confrontate con il 31 dicembre 2015 le imprese giovanili perdono 169 unità, una perdita notevolmente inferiore rispetto a quella che si era registrata lo scorso anno che era stata di 369  “giovanili” in meno rispetto a fine 2014.

 

Gli unici settori in crescita sono l’ Agricoltura con 165 imprese in più, ed una variazione positiva del 15,8%, e quello della Sanità e assistenza sociale con un +6,1%, che però data la consistenza del settore corrisponde a sole 3 imprese in più.

 

Da evidenziare  il -11,4% delle Costruzioni che si confermano il settore con il maggior numero di imprese perse (143, comunque 40 in meno rispetto alla perdita dello scorso anno), seguite dal Commercio che con 79 in meno, conferma, invece, la stessa perdita dello scorso anno. Seguono Attività manifatturiere con 32 unità in meno, Trasporto con meno 19 e Noleggio he perde 14 unità. Il settore di Alloggio e ristorazione con il 13,5% di imprese giovanili sul totale è quello più “giovanile” seguito da Attività finanziarie e assicurative (12,8%), da imprese di Noleggio e agenzie viaggio e dal Commercio.

 

A livello provinciale la situazione di Perugia è analoga a quella regionale mentre leggermente diversa, e con più settori in crescita è quella nella provincia di Terni. Benché infatti il totale delle imprese giovanili ternane registrino una variazione del  -3,8%, e cioè due punti in più rispetto al capoluogo di regione (-1,7%), hanno a differenza di quest’ultimo variazioni positive per Attività professionali e scientifiche, Attività di alloggio e ristorazione, Attività finanziarie e assicurative (tavola 7).

 

In alcuni settori l’Umbria presenta una percentuale giovanile sul totale imprese maggiore rispetto a quella del valore nazionale: Agricoltura (7,2% contro il 7% nazionale), Sanità e assistenza sociale (11,5% contro l’8,6 dell’Italia) e Attività immobiliari (4,4% contro 3,8% nazionale).

 
Osservatorio 2016 - Grafici e tabelle   
 

L’Incontro con l’Imprenditoria Giovanile Umbra è stato organizzato da Camera di Commercio di Perugia e dal Comitato per l’Imprenditoria Giovani della provincia di Perugia, composto dal coordinatore Gabriele Lucantoni e dai membri Clelia Cini (CIA – Agia),  Gabriele Galatioto (CNA),  Antonella Taglioni ed  Elena Tortoioli (Coldiretti), Guido Gatti e  Matteo Martelloni  (Confagricoltura – Anga, Emiliano Nuzzo (ConfCommercio),  Paolo Maccabei (Confindustria), Andrea Mela (Confimi),  Gabriele Biccini e Lucilla Morelli (Generazioni Legacoop).

 

Grande interesse ha suscitato la presentazione di due case history di start up umbre avviate di recente. La ONE TALENT TV di Todi,  rappresentata dal Direttore Creativo Vincenzo Germino e la WEARABLE ITALIA di Foligno, presentata dall’Amministratore Andrea Tomassini.

 

La WEARABLE ITALIA opera in un settore fortemente in crescita:  quello dei cosiddetti “wearable” ovvero gli orologi da polso che misurano pressione, battiti, numero di km fatti, ore dormite, e che collegandoli via bluetooth sul computer danno consigli per diete, allenamenti, ore di sonno mancanti, etc.  Si tratta di bellissimi bracciali brevettati, in materiali preziosi, di alta artigianalità, interamente made in italy. Si posizionano nella fascia lusso.

 

La ONE TALENT TV di Todi è un giovane canale televisivo presente sul canale 66 del digitale terrestre, che produce e distribuisce contenuti generati dagli utenti, che vengono caricati sul portale una volta filtrato dal team. Le tematiche di cui si occupano si suddividono in 8 Macro-Categorie: Music, Dance, Visual, Fashion, Performers, Design, Food e Startup. Tutto completamente gratuito per gli utenti. Offre la possibilità agli artisti emergenti e non solo, di essere conosciuti su tutto il territorio nazionale. Questa nuova realtà del panorama televisivo e del web è resa possibile da Ciro Dammicco, già fondatore di Videomusic, il primo canale tv musicale italiano e ha in Vincenzo Germino il Direttore Creativo.

 

 

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