Sicurezza dei prodotti

 

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La sicurezza dei prodotti attiene ai requisiti tecnici sanitari e di sicurezza che devono avere i prodotti immessi nel mercato ovvero destinati o resi disponibili ai consumatori.
Le caratteristiche fisiche, meccaniche, chimiche, organiche dei prodotti devono cioè essere tali da non creare rischi alla salute e alla incolumità degli utilizzatori.
Vi rientrano varie tipologie di prodotti tra cui ad es.: prodotti elettrici a bassa tensione, giocattoli, tessili e calzature, dispositivi di protezione individuale, elettrodomestici soggetti alla etichettatura energetica.

 

Data la complessità del settore nei titoli seguenti sono riportati in modo sintetico i concetti essenziali della materia nonché i compiti e le attività svolte della Camera di Commercio.
Per dettagli relativi alla sicurezza dei prodotti nei suoi vari aspetti, nonché per consultare l’elenco delle normative e le tabelle relative alle violazioni e agli importi delle principali sanzioni si consulti la Guida “Il Prodotto sicuro” e le schede informative.

 

La normativa
La sicurezza dei prodotti nel nostro ordinamento è regolamentata attraverso due ordini di fonti normative:

  • una normativa generale che riguarda la sicurezza generale dei prodotti nel momento in cui vengono immessi sul mercato da produttori o altri operatori economici della catena di commercializzazione quali importatori o distributori;
    • A questo gruppo appartengono le disposizioni del D. Lgs. 21 maggio 2004 n. 172 di attuazione della direttiva 2001/95/CEE sulla sicurezza generale dei prodotti, che sono state poi inglobate nel “Codice del Consumo” - D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (artt. 102-113).
  • normative speciali relative a specifiche categorie di prodotti.
    • A questo gruppo appartengono testi normativi comunitari e nazionali che di solito recepiscono direttive comunitarie e che riguardano prodotti elettrici, giocattoli, calzature e tessili, dispositivi di protezione individuale, elettrodomestici (per quanto riguarda l’etichettatura energetica) etc.

Le norme relative alla sicurezza generale dei prodotti contenute nel Codice del Consumo (Titolo I: artt. 102 – 113) trovano applicazione qualora non esistano, nella normativa vigente, disposizioni specifiche aventi come obiettivo la sicurezza dei prodotti.(art. 102 co. 2).

Bisogna anche tenere presente che, se taluni prodotti sono soggetti a requisiti di sicurezza prescritti da normative comunitarie, le disposizioni del Codice del Consumo sopra indicate si applicano per aspetti e tipi di rischi non soggetti a quei requisiti.

 

Prodotto sicuro, pericoloso e conforme
Secondo la normativa vigente il prodotto può essere:

  • sicuro: è tale (art. 103 del Codice del Consumo) il prodotto destinato al consumatore (anche a titolo gratuito) o in grado di essere da questi utilizzato anche nel quadro di una prestazione di servizi che, in condizioni di uso normali o ragionevolmente prevedibili, compresa la durata e, se del caso, la messa in servizio, l'installazione e la manutenzione, non presenti alcun rischio oppure presenti unicamente rischi minimi, compatibili con l'impiego del prodotto e considerati accettabili nell'osservanza di un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza delle persone;
  • pericoloso: qualsiasi prodotto che non corrisponda alla definizione sopra riportata di prodotto sicuro;
  • presunto come sicuro: è il prodotto marcato CE; è pertanto presunto conforme a specifiche disposizioni comunitarie (direttive CEE) ovvero, in mancanza, alla legislazione dello Stato membro in cui il prodotto è commercializzato (con riferimento ai requisiti sanitari e di sicurezza); in tal caso dovrà soddisfare le cd. norme tecniche nazionali che recepiscono le norme tecniche armonizzate stabilite dalla Commissione Europea.


Il fabbricante deve pertanto garantire l’elevato standard di sicurezza imposto dal Codice. A tal riguardo possono verificarsi due diverse ipotesi:

  • mancata emanazione per quel dato prodotto di specifiche disposizioni normative comunitarie (ad es. direttive CEE specifiche):

    in tal caso il prodotto è presunto come sicuro se risulta conforme alla legislazione dello Stato membro in cui il prodotto è commercializzato (con riferimento ai requisiti sanitari e di sicurezza) che a sua volta richiama norme armonizzate comunitarie. Il fabbricante in tal caso il fabbricante può scegliere di applicare scrupolosamente e volontariamente le norme tecniche armonizzate (v avanti) anche se non ancora contenute in un provvedimento legislativo applicabile nel territorio nazionale.
  • esistenza per il dato prodotto di direttive CEE contenenti norme tecniche EN, a loro volta recepite in testi legislativi nazionali:

    in tal caso il fabbricante deve dichiarare le norme tecniche e il testo normativo che le contiene che ha applicato nel processo produttivo facendo così presumere la conformità del suo prodotto ai requisiti di sicurezza. Di solito si avvale a tale scopo di una presunzione di conformità tramite apposizione della marcatura CE e la predisposizione e tenuta di certificazioni o dichiarazioni di conformità (a seconda di ciò che la singola direttiva CEE prevede).

 

Le norme tecniche
Le cd. norme tecniche armonizzate, elencate di solito in allegati a direttive CEE, sono specifiche tecniche che garantiscono, se correttamente applicate nelle fasi costruttive, che il prodotto sia a regola d’arte sotto il profilo dei requisiti di sicurezza. Esse si distinguono in:

  • norme non cogenti o volontarie: sono norme EN cioè famiglie di norme armonizzate comunitarie dettate dagli organismi europei di normalizzazione consistenti in specifiche tecniche (individuate da sigle e numeri) che stabiliscono specifichi requisiti tecnici di sicurezza. Sono anche dette non cogenti o volontarie perché il fabbricante, ove non siano recepite in un provvedimento legislativo, può scegliere di applicarle nel processo produttivo;
  • norme cogenti o vincolanti: sono le norme armonizzate EN oppure UNI e CEI richiamate in provvedimenti legislativi e pertanto divenute vincolanti.


Marcatura CE e certificazioni
La marcatura CE è un simbolo grafico da imprimere sul prodotto in modo indelebile e ha la funzione di attestare che lo stesso è stato sottoposto alle procedure di valutazione della conformità.
Le direttive CEE di nuova emanazione impongono direttamente ai fabbricanti europei o ai mandatari stabiliti nella UE (in caso di prodotti fabbricati da imprese di paesi terzi) l’apposizione di regolare marcatura CE che è pertanto obbligatoria.
Tramite la marcatura CE (e la certificazione di conformità) il fabbricante si avvale di una presunzione di conformità attestando di avere applicato le norme tecniche previste per quel dato prodotto.

Se la marcatura CE non è apposta, apposta su prodotti per cui non sia prevista, o qualora risulti difforme dalle proporzioni e dalla grafica fissati dalla Commissione Europea il prodotto non può essere commercializzato nei paesi UE e del SEE (spazio economico europeo).

Pertanto:

  • apponendo al prodotto la regolare marcatura CE, il fabbricante o il suo rappresentante nella UE ne garantisce la conformità ai requisiti di sicurezza, cioè alle norme tecniche recepite da testi normativi;
  • il produttore o il responsabile dell’immissione nel mercato comunitario deve anche predisporre e fornire (tenendola a disposizione delle autorità) la certificazione di conformità o, quando prevista dalle norme, una dichiarazione di conformità con la quale attesta sotto la propria responsabilità la suddetta conformità.

Se la marcatura CE non è apposta, apposta su prodotti per cui non sia prevista, o qualora risulti difforme dalle proporzioni e dalla grafica fissati dalla Commissione Europea il prodotto non può essere commercializzato nei paesi aderenti al SEE (spazio economico europeo).

Il fabbricante o il mandatario responsabile stabilito nella UE deve anche predisporre e fornire (tenendola a disposizione delle autorità) la certificazione di conformità cioè un documento predisposto da un organismo notificato che attesti a seguito di specifiche prove tecniche la conformità di un dato prodotto ai requisiti di sicurezza. In altri casi la legge richiede solamente una dichiarazione di conformità con la quale il produttore attesta sotto la propria responsabilità tale conformità ai requisiti che concernono i suoi prodotti.

 

Attività sanzionatorie e di controllo
La Camera di Commercio di Perugia svolge le seguenti attività:

  • attività sanzionatoria sulla base degli accertamenti svolti in proprio o da parte della Guardia di Finanza: emette ordinanze ingiunzione, decide sulle opposizioni ai sequestri, emette ordinanze di confisca;
  • attività di accertamento, ispettiva e di prelievo per esami di laboratorio svolta su propria iniziativa dalla singola Camera di Commercio;
  • attività di controllo o di prelievo per esami su richiesta diretta del Ministero dello Sviluppo Economico;
  • segnalazione e richiesta al MISE al fine di attivare procedure di verifica e controllo ministeriali su prodotti ritenuti pericolosi.

I soggetti legittimati possono richiedere l’accesso ad atti e informazioni relativi alle procedure in corso che li riguardano.

 

Attività di sportello
Tutti i soggetti interessati, inoltre, possono rivolgersi alla Camera di Commercio di Perugia al fine di:

  • segnalare l’esistenza di prodotti pericolosi, non conformi, sprovvisti della marcatura CE, delle indicazioni obbligatorie, dei fogli informativi per un corretto utilizzo o di istruzioni non in lingua italiana etc.;
  • acquisire informazioni sulla sicurezza dei prodotti;
  • ottenere informazioni in merito alla normativa vigente nazionale o comunitaria e relativi testi normativi;
  • richiedere l’elenco aggiornato degli organismi di certificazione notificati dal Ministero dello Sviluppo Economico (ex MICA);
  • richiedere l'elenco prodotti fatti ritirare dal mercato dal MISE;
  • richiedere la Guida della CCIAA di Perugia sulla sicurezza dei prodotti;
  • richiedere schede tematiche (es. sulla marcatura CE e relative a varie categorie di prodotti soggetti a requisiti di sicurezza), disponibili a destra in questa pagina.

Le informazioni possono essere richieste anche per mail oppure assunte scaricando la Guida e i documenti informativi accessibili in questa pagina ovvero possono essere richieste allo sportello anche via mail o per telefono.

 

Segnalazioni di prodotti non sicuri
L’utilizzatore, acquirente, rivenditore o chiunque abbia avuto la disponibilità di un prodotto non sicuro o non conforme (anche a titolo gratuito) può inviare a tal riguardo segnalazioni o esposti all’Ufficio Sanzioni - Sicurezza prodotti della Camera di Commercio di Perugia tramite lettera, via fax o mail sicurezzaprodotti@pg.camcom.it e indicando tutte le informazioni che possono essere utili in merito.
E’ possibile utilizzare a tal fine il Modulo messo a disposizione dall’ufficio e scaricabile in questa pagina.

Si tenga presente che il produttore o rivenditore che segnali all’ufficio prodotti non sicuri o non conformi è tenuto per legge a collaborare con le Autorità anche in seguito ai fini delle azioni richieste da quest’ultime in ordine alle azioni per evitare rischi dei prodotti forniti.

La Camera di Commercio valuta in via istruttoria la segnalazione; qualora la ritenga rilevante e di propria competenza inizierà gli accertamenti del caso, a seguito dei quali irrogherà le sanzioni previste dalla legge.
Ove necessario potrà richiedere al Ministero dello Sviluppo economico di adottare i provvedimenti a lui spettanti come titolare della generale funzione di vigilanza.
Le segnalazioni inviate sono trattate nel pieno rispetto della riservatezza dei dati personali e delle norme della legge sulla privacy, nonché nel ristretto ambito delle finalità istituzionali dell’ente.


 

Voci collegatemarcatura CEE, prodotti certificati, sicurezza dei prodotti

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