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09-09-2005

Cresce l'occupazione in Provincia di Perugia: a fine 2005 l'incremento previsto dalle imprese sarà del 2,4%, un risultato che supera ampiamente la media nazionale dello 0,9%

 

La Camera di Commercio di Perugia ha, da poco, pubblicato il volume provinciale Excelsior, con le previsioni occupazionali per il 2005. Il fascicolo, realizzato dall’Ufficio Studi e Statistica, raccoglie i principali risultati del Sistema Informativo Excelsior sulle previsioni d’occupazione e i fabbisogni professionali, costruito da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e giunto alla sua ottava edizione.
Il campione utilizzato in Provincia di Perugia è di 1.500 imprese operanti in tutti i settori produttivi e di diverse classi dimensionali.
“I dati sono incoraggianti – ha detto il Presidente della Camera di Commercio di Perugia Alviero Moretti. Entro la fine del 2005 le nostre imprese dovrebbero procedere all’assunzione di 9.210 dipendenti a fronte di 6.360 interruzioni di rapporto. Il saldo è dunque positivo per 2.840 unità, con un tasso di crescita del 2,4% che supera di quasi 3 volte la media nazionale e che colloca la nostra provincia al quinto posto delle graduatoria italiana. Un risultato che assume rilievo particolare, se visto alla luce delle difficoltà congiunturali che anche l’economia provinciale sta attraversando. Le imprese perugine intendono investire in nuova occupazione, per essere pronte a cogliere i primi segnali di ripresa economica”.
Il campione nazionale indagato è di 100.000 imprese di tutti i settori economici con almeno un dipendente.
Il saldo occupazionale (cioè la differenza tra entrate e uscite previste), corrispondente alla creazione di posti di lavoro nuovi rispetto a quelli esistenti, è guidato, in termini assoluti, dalle costruzioni (+1.000) e dall’industria (+800). Il tasso di variazione, cioè l’incremento occupazionale in termini relativi (dato dal rapporto tra saldo occupazionale previsto e numero di dipendenti occupati a fine 2004) risulta pari al 3% nell’industria e costruzioni e all’1,8% nei servizi, con punte del +8,2% nel turismo, del +7,2% nelle costruzioni e del +5,3% nelle industrie del legno. In calo gli studi professionali (–2,2%) e le industrie tessili e dell’abbigliamento (–0,2%) ancora in fase di ristrutturazione.
Ad assumere saranno soprattutto le piccole imprese. A fronte di una variazione complessiva del 2,4%, il tasso di crescita previsto dalle imprese con meno di 10 dipendenti raggiunge il 6,1%, nelle imprese con 10-49 dipendenti si attesta al 1,0, e in quelle con 50 o più dipendenti è pari appena allo 0,4%, comunque in miglioramento rispetto allo scorso anno (-0,2%).
Il contratto a tempo indeterminato concentrerà il 41% delle assunzioni previste per il 2005, quota che risulta inferiore alla media nazionale, pari al 50%. La percentuale provinciale rispetto allo scorso anno registra una riduzione di quasi sette punti percentuali (46,8% nel 2004). Il contratto a tempo determinato, che nel corso del 2005 sarà utilizzato nel 40,8% di casi, risulta, invece, in crescita di oltre otto punti percentuali rispetto allo scorso anno (pari al 32,3%) e superiore alla media nazionale (37,8%). Anche il contratto di apprendistato, con una percentuale del 16,7%, risulta in aumento rispetto allo scorso anno (15,6%) e superiore alla media nazionale (9,1%). Il part-time, continuando nella fase di crescita già registrata nei periodi precedenti, con il 15,3%, si allinea al valore nazionale (15,2%).

 

La domanda di gruppi professionali di livello più alto (dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici), programmata a fine 2005, sarà di 870 unità (a fronte delle 700 del 2004), pari al 9,5% delle assunzioni previste nel 2005, inferiore di oltre sei punti percentuali alla media nazionale. Le figure professionali più ricercate all’interno di questo gruppo saranno soprattutto i tecnici dell’amministrazione e della contabilità (circa 250 unità), i tecnici di ingegneria civile (circa 50) e gli agenti di vendita e i rappresentanti di commercio (circa 50).
Le assunzioni di impiegati esecutivi e addetti alle vendite e ai servizi, programmate per il 2005, saranno circa 2.900 (a fronte delle 2.100 del 2004), pari al 31,5% del totale delle assunzioni, in linea con la media nazionale (31,1%). Le maggiori assunzioni riguarderanno gli addetti alle vendite, commessi e cassieri (circa 1.000 unità), camerieri, baristi e operatori di mensa (circa 600), seguiti dai cuochi (circa 400) e dagli addetti alla segreteria (240).
Nel gruppo professionale degli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine le assunzioni previste saranno circa 4.050, pari al 44,0% del totale, superiori di quasi 10 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Saranno ricercati soprattutto muratori (790 unità) e idraulici (350), seguiti da conducenti di autocarri (280) e conduttori di macchine per movimento a terra (230). Tra il personale non qualificato saranno assunti soprattutto addetti al carico e scarico merci (390 addetti) e addetti alle pulizie (370).

La percentuale delle imprese che reputano difficile soddisfare il proprio fabbisogno professionale scende al 37,2%, valore inferiore di quasi sei punti percentuali rispetto a quanto dichiarato lo scorso anno (43,1%) e di cinque punti percentuali rispetto alla media nazionale (32,2%). I problemi avvertiti dalle aziende riguardano il livello di qualificazione (39,7%) e la ridotta presenza delle figure da assumere (25,9%).

Le entrate di personale in possesso di titoli universitari (oltre 300 unità) rappresentano, per il 2005, una quota pari al 3,3 % del totale; in lieve riduzione rispetto al 3,6% dello scorso anno, e ancora al di sotto del valore nazionale, che invece è del 8,8%. E’ soprattutto il settore dei servizi (6,4%) che ricerca personale con il titolo di studio più elevato, quasi nulla la richiesta da parte del settore delle costruzioni, scarsa anche nel commercio (0,9%). Richiesti soprattutto titoli universitari di indirizzo economico-statistico.
Per le assunzioni programmate per il 2005, cresce la richiesta di personale in possesso di diploma di scuola media superiore: si dovrebbe passare dalle 2.200 unità del 2004 alle 3.250 del 2005. In termini di incidenza relativa sul totale delle entrate, si registra un aumento dal 27,6% del 2004 al 35,3% del 2005, valore che è superiore alla media nazionale. Sarà ricercato soprattutto personale in possesso di diplomi di tipo amministrativo-commerciale, turistico alberghiero e meccanico. Nelle imprese con meno di 10 dipendenti, la percentuale di titoli universitari e diplomi richiesti per le assunzioni è pari al 30,4%; per le imprese da10 a 49 dipendenti è del 41,6%; mentre raggiunge il 48,8% nelle imprese con 50 o più dipendenti.
Dei 2.840 nuovi posti di lavoro creati in provincia di Perugia, oltre 2.300 interessano le imprese con meno di 10 dipendenti. Il tasso di crescita si riduce all’aumentare della dimensione aziendale: nelle imprese con meno di 10 dipendenti è del 6,1%, mentre si riduce al 1% nelle imprese da 10 a 49 dipendenti per toccare addirittura lo 0,4% nelle imprese con 50 o più dipendenti.
1.810 nuovi posti di lavoro verranno creati nell’industria, con un tasso di crescita del 3%, mentre i restanti 1.030 provengono dal settore dei servizi, corrispondenti ad una crescita del 1,8%.
Sono previste, inoltre, quasi 3.600 assunzioni di personale stagionale, di queste circa 470 riguarderanno personale extracomunitario.

 

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