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01-09-2006

Presentati dal Presidente della Camera di Commercio di Perugia Alviero Moretti i risultati dell'Osservatorio Congiunturale delle Imprese Manifatturiere della Provincia di Perugia per il II° trimestre del 2005

 

A livello provinciale la produzione, il fatturato e gli ordinativi, pur riducendosi nel II trimestre 2005, rispetto all’analogo periodo del 2004, fanno registrare contrazioni meno accentuate rispetto all’andamento nazionale e del Centro-Italia.
E si manifestano cenni di ripresa rispetto al primo trimestre del 2005.
Sono queste le indicazioni che emergono dall’analisi dei risultati dell’Osservatorio Congiunturale delle Imprese Manifatturiere – industriali e artigianali – operanti in Provincia di Perugia, realizzato dalla Camera di Commercio in Collaborazione con l’Unioncamere nazionale, presentati dal Presidente dell’ente camerale perugino Alviero Moretti.
La produzione nella provincia di Perugia segna un – 1%,, dato negativo quindi, ma in ripresa rispetto a quello del I° trimestre 2005 quando la flessione fu pari al 3%.
La flessione provinciale risulta più ridotta di quella registrata a livello nazionale (–2,4%) e di quella delle altre regioni del Centro (–3,0%).

 

Il fatturato e gli ordinativi evidenziano anch’essi contrazioni meno sensibili di quelle nazionali e di ripartizione territoriale. Il fatturato provinciale, infatti, registra un – 1,3%, a fronte di una riduzione del –2,4% per l’Italia e del –3,6% per il Centro.
Stesso andamento per gli ordinativi, che in provincia di Perugia si riducono dell’1,2%, inferiore al –2,6% nazionale e al –3,4% delle regioni centrali.
Gli andamenti negativi delle variabili economiche continuano ad essere più evidenti nelle imprese di minore dimensione, che risentono più intensamente del perdurare delle difficoltà economiche. Il comparto artigiano, per questo motivo, continua a manifestare criticità maggiori rispetto al manifatturiero nel suo complesso.

A livello settoriale le riduzioni più accentuate si registrano nel tessile, abbigliamento, cuoio e calzature (-2,9% della produzione, -2,6% del fatturato e –2% degli ordinativi) e nell’alimentare e bevande (-2,6% della produzione, -6,1% del fatturato e –2% degli ordinativi). I migliori risultati per produzione e ordinativi si registrano per le macchine elettriche ed elettroniche (+1,2% per la produzione e +1,4% per gli ordinativi). L’incremento maggiore del fatturato (+1,7%) si realizza nelle industrie farmaceutiche, gomma e plastica.
Per le industrie della lavorazione dei minerali non metalliferi si evidenzia un buon incremento del fatturato e degli ordinativi (+1,3%).

Il tasso di utilizzo degli impianti delle imprese perugine è pari al 72,6%, uguale a quello del Centro ma inferiore al valore nazionale (73,2%).

La consistenza del portafogli ordini alla fine del II trimestre assicura 3 mesi di produzione sia a livello provinciale, sia a livello nazionale e di ripartizione geografica (Centro Italia).

“Questi dati dimostrano che la crisi è ancora in atto, ma che qualche segnale positivo comincia ad intravedersi” ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio Alviero Moretti.
“Conforta inoltre rilevare” ha affermato ancora Moretti “che in provincia di Perugia riusciamo a conseguire risultati meno negativi di quelli nazionali e anche delle altre regioni del Centro Italia. Ciò dimostra che i settori del manifatturiero nel loro complesso, stanno reggendo e che gli imprenditori investono sulla ripresa, pronti a coglierne le opportunità, nel momento in cui si verificheranno”.
L’Osservatorio registra peraltro previsioni non brillanti da parte degli imprenditori intervistati per il III° trimestre dell’anno. “Speravamo nella conferma di un trend anche se lievemente positivo, ma evidentemente – ha concluso il Presidente della Camera di Commercio - in periodi di crisi diffusa e prolungata, com’è l’attuale, diventa estremamente difficile riattivare quel circolo virtuoso che sta alla base di ogni effettiva e solida ripresa economica”.


Le previsioni delle imprese perugine per il III trimestre 2005 risultano infatti ridimensionate e caratterizzate da una maggiore prudenza per il prossimo futuro. Ammonta a +3, infatti, il saldo tra le attese di incremento e di riduzione della produzione nel III trimestre 2005 e a + 2 il saldo relativo al fatturato. Negativo il saldo per gli ordinativi interni (-6), mentre buone notizie arrivano dagli ordinativi che arrivano dai mercati esteri che registrano un saldo di + 10.


L’artigianato (manifatturiero) nel II trimestre e le aspettative del III trimestre 2005

Il comparato dell’artigianato nel II trimestre 2005 segnala, come già accennato, un andamento più critico, rispetto al manifatturiero nel suo complesso; anche se meno negativo, sia rispetto a quello nazionale e di ripartizione geografica, sia rispetto alle variazioni registrate lo scorso trimestre (vedi brochure in cartella).
Nel comparto artigiano risultano meno utilizzati gli impianti rispetto al manifatturiero considerato complessivamente. A livello provinciale il tasso di utilizzo degli impianti artigiani è pari al 69,9%.

Le previsioni per il III° trimestre 2005 confermano un saldo negativo sia sul fronte della produzione che in quello del fatturato e degli ordinativi interni. Le aspettative sugli ordinativi esteri segnano per l’artigianato l’unico saldo positivo, analogo a quello del manifatturiero nel suo complesso.
 

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