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31-05-2005

Prende il via, anche per la Provincia di Perugia, l'indagine congiunturale sul settore manifatturiero dell'Unioncamere italiana

 

Nel I trimestre 2005 la produzione complessiva delle imprese manifatturiere della provincia, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, registra una contrazione del –3%, più accentuata di quella registrata a livello nazionale (–2,4%) ma inferiore a quella delle regioni del Centro (–3,5%).
Il fatturato provinciale diminuisce del –1,2%, a fronte di una riduzione nazionale del –2,2% e del–3,4% per il Centro. Gli ordinativi per i prossimi mesi registrano in provincia una diminuzione del 2%, inferiore sia al –2,5% nazionale che, soprattutto, al –3,8% delle regioni centrali.

 

Il quadro generale mostra però segni molto diversi se si procede ad una lettura per settori di attività: le migliori performance per la produzione e il fatturato si hanno per le industrie delle macchine elettriche ed elettroniche, e subito dopo per le industrie meccaniche e dei trasporti; di segno positivo anche i risultati delle imprese alimentari, del legno e del mobile. Le riduzioni più accentuate nella produzione e nel fatturato si registrano invece nel tessile e nella moda ( con una diminuzione del -13,3% della produzione, del -12,3% del fatturato e del –13,1% degli ordinativi) ed in quello delle lavorazioni dei minerali non metalliferi (-11,1% della produzione, -4,2% del fatturato e –4,1% degli ordinativi).
Sono le imprese di minore dimensione a risentire più intensamente della difficile situazione economica: questo spiega anche le maggiori difficoltà che emergono dal comparto artigiano. Al crescere della dimensione aziendale i dati negativi si attutiscono e diventano addirittura di segno positivo per le imprese con più di 50 addetti; anche in questo caso abbiamo la conferma che un gruppo significativo di imprese fa da vero e proprio traino a tutte le altre, attenuando gli effetti negativi della crisi.
Moretti: “Abbiamo un sistema produttivo che complessivamente tiene, in cui la crisi sembra restringersi ai due o tre comparti che già teniamo sotto osservazione; a pagare il prezzo più pesante sono le imprese di minori dimensioni, anche se ci sono interi settori, e tutto il tessuto di medie imprese, che si dimostrano ancora in grado di competere e addirittura di espandersi. Valuto positivamente il clima di fiducia e di ottimismo espresso dai nostri imprenditori anche in questa difficile fase congiunturale”.

Le previsioni delle imprese manifatturiere perugine per il prossimo trimestre sono positive. Ammonta a +22, infatti, il saldo tra le attese di incremento e di riduzione della produzione nel II trimestre 2005, a + 23 il saldo relativo al fatturato e, infine, a +27 e a +22 rispettivamente il saldo degli ordinativi interni ed esteri.

L’indagine congiunturale sul manifatturiero è condotta a livello nazionale dall’Unione italiana delle Camere di Commercio. Oltre 200 le imprese locali intervistate ogni trimestre per estendere alla provincia di Perugia la significatività dell’indagine. Il finanziamento della ricerca da parte dell’ente camerale perugino permetterà di disporre di un costante monitoraggio sull’andamento economico del settore manifatturiero.


 

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