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22-09-2004

In breve sui dati Excelsior 2004

 

Nel corso di una Conferenza Stampa, tenuta presso la nuova sede distaccata di Ponte S.Giovanni, la Camera di Commercio di Perugia ha presentato i risultati del Progetto Excelsior, il Sistema informativo per l’occupazione e la formazione realizzato da Unioncamere, con la collaborazione delle Camere di Commercio italiane e il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dell’Unione Europea. Il Progetto Excelsior consente di accertare le necessità occupazionali e i fabbisogni professionali delle imprese, escluse quelle del settore agricolo e della Pubblica Amministrazione.
Il campione utilizzato in Provincia di Perugia è di 1.500 imprese operanti in tutti i settori produttivi e di diverse classi dimensionali.
“I dati sono piuttosto incoraggianti – ha detto il presidente della Camera di Commercio di Perugia Alviero Moretti - Alla fine del 2004 le nostre imprese dovrebbero procedere all’assunzione di 7.969 nuovi dipendenti, mentre le uscite dovrebbero attestarsi sulle 5.244 unità. Il saldo è dunque positivo per 2.725 lavoratori con un tasso di crescita dello 2,3% che si colloca ben al di sopra della media nazionale (1,3%)”.
“Questo dato testimonia ancora una volta – ha notato Moretti – la forte capacità di restare sul mercato di un apparato economico che ha saputo resistere a una crisi economica tra le più dure e prolungate e, peraltro, non ancora conclusa”.
La Dott.sa Anna Cagnacci, responsabile dell’Ufficio Statistica della Camera di Commercio, è illustrato nel dettaglio i risultati del Progetto Excelsior.
In Provincia di Perugia nel 2004 risultano in aumento sia le entrate che le uscite dal mondo del lavoro.
Il tasso d’entrata previsto (vale a dire le entrate ogni 100 dipendenti occupati) è pari al 6,7% , superiore al dato dell’anno scorso (5,8%). Il tasso d’uscita dovrebbe attestarsi al 4,4%, anch’esso superiore al 3,2% dell’anno precedente. Il saldo tra assunzioni e licenziamenti risulta dunque positivo, con l’occupazione che dovrebbe aumentare complessivamente di 2.725 unità entro la fine dell’anno.
Il tasso di crescita (netto) del 2,3% è superiore alla media nazionale (1,3%), ma risulta in diminuzione rispetto allo scorso anno (2,6%).
Nella provincia di Perugia la propensione all’assunzione di personale maschile (60,1%) è maggiore rispetto al dato nazionale (47,4%) e in aumento rispetto allo scorso anno (52,5%); mentre quella femminile (16,3%) è più bassa della media nazionale (18,5%) e in riduzione rispetto allo scorso anno (24,2%).
Complessivamente l’industria assumerà 1.425 dipendenti, 1.300 i servizi. L’incremento occupazionale, in termini assoluti, è guidato dalle costruzioni (+1.169) e dal commercio (+601). In termini relativi, i saldi più elevati nell’industria riguardano le costruzioni (+8,3%), e l’industria del legno (+5,7%); nei servizi, invece, la crescita più importante dovrebbe essere registrata dagli studi professionali (+5,9%), dal settore turistico (+3,4%) e dal commercio (+3,3%).
In linea con le indagini svolte negli anni precedenti, la crescita occupazionale prevista è più elevata nelle piccole imprese, e si riduce invece, sensibilmente, al crescere della dimensione aziendale. A fronte di una variazione media del 2,3%, il tasso di crescita previsto dalle imprese con meno di 10 dipendenti raggiunge il 6,3%. Nelle imprese con 10-49 dipendenti la crescita si attesta all’ 1,3%, mentre in quelle con 50 o più dipendenti è negativa (-0,2%).
L'artigianato rispetto all'intero sistema produttivo provinciale presenta tassi più elevati. Il tasso d’entrata previsto (8,6%) è maggiore di quello generale (6,7%) e rappresenta il dato più significativo. Il tasso d'uscita previsto (5,4%) risulta superiore di un punto percentuale a quello medio generale (4,4%).
Non sempre le imprese preferiscono rapporti di lavoro con maggiore flessibilità. Il “tradizionale” contratto a tempo indeterminato, forma contrattuale più stabile anche dal punto di vista delle imprese, concentra, infatti, il 46,8% delle assunzioni previste per il 2004. Le tipologie contrattuali più flessibili raggruppano invece il 37,6% del totale delle assunzioni previste per il 2004.

 

Comunicato stampa
 

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