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SISPRINT in Tour: presentato il secondo report Umbria Economia, Imprese e Territori

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Torna alla Camera di commercio di Perugia l’iniziativa itinerante    SISPRINT IN TOUR,   realizzata da Unioncamere in collaborazione con le Camere di commercio che svolgono la funzione di Antenne territoriali del Progetto SISPRINT.

 

Il 2° Report sull’Umbria e il relativo Cruscotto informativo online sono sviluppati da Unioncamere e Agenzia per la Coesione Territoriale, con il contribuito di InfoCamere e Sicamera, nell’ambito del progetto SISPRINT (Sistema Integrato di Supporto alla Progettazione degli Interventi territoriali), finanziato da PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020.

  

Ha aperto i lavori il Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia Mario Pera. 

 

Una prolungata stagione di crisi

 “Il Report ci porta a ritenere - ha detto Mario Pera - che ancora oggi non si è chiusa “una prolungata stagione di crisi”. L’economia umbra manifesta una evidente difficoltà ad agganciare la ripresa economica dopo la lunga crisi avviatasi nel 2008. Ancora nel 2018, le condizioni del tessuto imprenditoriale umbro appaiono connotate da aree significative, e purtroppo crescenti, di criticità e crisi aziendale, talché, per questa regione, non si può ancora parlare di vera e propria fuoriuscita dalla crisi economica. Settori centrali dell’economia umbra rimangono in difficoltà: agricoltura, artigianato, turismo, anche in ragione degli effetti sui flussi degli eventi sismici del 2016”.
 
Sono scesi nel dettaglio del 2° Report Umbria Marilina Labia (Responsabile Progetto S.I.S.PR.IN.T. - SI.Camera) e Riccardo Achilli (Consulente SI.Camera).
 
“Una popolazione anziana che influisce sul fare impresa”
Il 2° Report Umbria tratteggia un “sistema economico umbro affetto da elementi di svantaggio competitivo strutturali, fra i quali vi è la componente demografica, in rapido invecchiamento, il che ha effetti negativi anche sulla propensione a creare nuova imprenditorialità. Il tasso di creazione di nuove imprese è infatti significativamente e strutturalmente inferiore al dato nazionale, anche se l’apporto dell’immigrazione extracomunitaria, relativamente consistente, potrebbe frenare tale tendenza.
 
“Poca spesa in ricerca e sviluppo” 
Un ulteriore fattore di svantaggio risiede nella difficoltà di sostenere lo sforzo delle imprese regionali in direzione dell’incorporazione di maggiori quote di innovazione tecnologica nelle loro produzioni. In verità, le imprese umbre, in condizioni di “solitudine”, manifestano una capacità di fare innovazione che, nelle condizioni date, e stante la relativa tradizionalità del modello di specializzazione produttiva regionale, non è secondaria. Ma lo sforzo complessivo, in termini di risorse per la R&S e di networking pubblico-privato, è inadeguato a supportarle.
 
“Va accresciuto l’appeal  estero” 
Nell’insieme, l’economia regionale è poco competitiva sui mercati esterni, e non valorizza i suoi fattori di vantaggio per attrarre investimenti esterni, ripiegandosi sullo sfruttamento di una domanda interna impoverita dalla lunga crisi economica. Serve uno sforzo di apertura verso l’esterno, imperniato sulle filiere di eccellenza dell’economia umbra, che le completi con anelli a maggior contenuto di saperi tecnologici, facendo leva anche sui vantaggi strutturali del territorio, primo fra i quali l’alta qualità della vita e l’ottima dotazione di capitale sociale, che migliora le reti fiduciarie fra operatori economici, riduce i costi di transazione e le esternalità negative.
 
“Scarsa valorizzazione del patrimonio culturale”
Alcuni settori, poi, necessitano di interventi di ristrutturazione piuttosto rilevanti: è il caso del settore turistico, assolutamente centrale nel determinare i risultati economici dell’Umbria. Al netto dei danni sulla domanda turistica generata dal terremoto nell’area del cratere, c’è un problema di surplus di offerta, che ovviamente incide sulla produttività dei fattori, e c’è un problema di sottovalorizzazione dell’incredibile patrimonio storico-artistico e culturale dell’Umbria, se si riflette sul fatto che la filiera culturale ed artistica umbra genera una spesa turistica relativamente meno importante della media nazionale.
 
“Una posizione di retroguardia in Europa”
Il posizionamento dell’Umbria nel quadro delle regioni europee evidenzia, in un confronto più ampio e, dal punto di vista della competitività del territorio, più sensato, le contraddizioni interne del sistema socio economico regionale. Nel prospetto sottostante, vengono sintetizzati i risultati. Che mostrano i problemi demografici, fra diminuzione della consistenza demografica e invecchiamento anagrafico, che minaccia la tenuta dei conti del welfare, la scarsa capacità occupazionale di un sistema produttivo denso ma scarsamente competitivo fuori dal contesto localistico, la difficoltà di attivare a sufficienza la leva dell’innovazione.
 
Il dibattito sul tema "Dalle analisi alle opportunità di sviluppo" è stato moderato da  Claudio Cipollini (Esperto tematico del Progetto SISPRINT.) e vi hanno preso parte  l’Autorità di Gestione POR-FESR Umbria 2014-2020, rappresentanti delle Istituzioni, delle imprese, del mondo universitario e della ricerca. 

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