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01-08-2019

Movimprese, natalità e mortalità delle imprese nel II trimestre 2019

 

Dalla Camera di Commercio di Perugia l’indagine Movimprese sulla demografia delle Imprese in provincia di Perugia
- Nati/Mortalità - II TRIMESTRE 2019 
 
Recupera sui primi 3 mesi dell’anno, ma il sistema delle imprese della provincia di Perugia non allontana il pericolo “stagnazione”.
 

Nel II trimestre del 2019 il tasso di crescita si ferma a un modesto + 0,33%, inferiore alla media nazionale (+0,48%) e a quella regionale Umbria (+).

 

Al 30 giugno 2019 operano in provincia di Perugia 72.246 imprese, lo 0,7% in meno di un anno fa, quando erano 72.752 (in valore assoluto – 506 unità). Lo stock complessivo è composto (30 giugno 2019)  per il 51% da Imprese Individuali, per il 24,4% da Società di Capitali, da un 21,8% di Società di Persone e per il 2,7% da Altre Forme Societarie.

 

Le Imprese Artigiane si fermano a quota 15.952, 257 in meno sul II trimestre del 2018.

 

Nel II trimestre 2019  sono nate in provincia di Perugia 939 nuove imprese: è il risultato più basso tra tutti i II trimestri dell’ultimo quinquennio.

Le Cessazioni (non d’ufficio)  sono state 700, un livello negativo, anche in questo caso,  mai toccato dal II trimestre 2015 in poi.

  

Nel trimestre appena trascorso, tuttavia,  il saldo tra imprese nate e cessate è positivo di 239 unità. 

 

Il Presidente della Camera di commercio di Perugia Giorgio Mencaroni ha presentato i risultati dell’indagine Movimprese sulla natalità/mortalità delle imprese in provincia di Perugia per il  II trimestre del 2019.

 

“Recupera sui primi 3 mesi dell’anno - tradizionalmente negativi -  ma il sistema delle imprese della provincia di Perugia al traguardo di metà 2019, non allontana il pericolo “stagnazione”  ha affermato il Presidente Giorgio Mencaroni. “Non riusciamo a rilanciare in termini di consistenza la nostra base imprenditoriale: fare impresa resta difficile e ciò destabilizza la fiducia degli imprenditori. Tuttavia va notato che non tanto si riduce il numero delle imprese, quanto cambia il profilo delle nuove attività, più Società di Capitali e meno Imprese Individuali e Società di Persone”. “Resta il punto”  - ha ribadito Mencaroni  -  “senza impresa non può esistere sviluppo, senza impresa non si crea lavoro e ricchezza. Per questo non dobbiamo arretrare  sul fronte del sostegno all’impresa:  vanno sostenuti gli investimenti, continuare a lavorare sulla riduzione degli eccessi di burocrazia e sull’adozione di nuovi sistemi di  regole ancora  inadeguati, sulla alla farraginosità del mercato del lavoro, sulla carenza di infrastrutture, materiali e immateriali”

 

Nel II trimestre del 2019 in provincia di Perugia il tasso di crescita si ferma a un modesto + 0,33%,  inferiore alla media nazionale (+0,48%) e a quella regionale Umbria (+).   Al 30 giugno 2019 operano in provincia 72.246 imprese, lo 0,7% in meno di un anno fa, quando erano 72.752 (in valore assoluto – 506 unità).

Lo  stock complessivo è composto (30 giugno 2019)  per il 51% da Imprese Individuali, per il 24,4% da Società di Capitali,  da un 21,8% di Società di Persone e per il 2,7% da Altre Forme Societarie.

 

Le Imprese Artigiane si fermano a quota 15.952, 257 in meno sul II trimestre del 2018.

 

Nel II trimestre 2019  sono nate in provincia di Perugia 939 nuove imprese: è il risultato più basso tra tutti i II trimestri dell’ultimo quinquennio.  Le Cessazioni (non d’ufficio)  sono state 700, un livello negativo,  anche in questo caso,  mai toccato dal II trimestre 2015 in poi.

 

Nel trimestre appena trascorso, tuttavia,  il saldo tra imprese nate e cessate è positivo di 239 unità.

 

Pochi sono i settori produttivi che nel II trimestre 2019 riescono ad ampliare la propria base imprenditoriale:  le “Attività Artistiche, Sportive, di Intrattenimento e Divertimento” + 8,4%, “Sanità e Assistenza Sociale”  + 5,6%, le “Attività Immobiliari” + 2,4%, le “Attività Professionali, Scientifiche e Tecniche” + 1,6%.

 

In  arretramento  tutti i grandi settori produttivi: Commercio all’Ingrosso e al Dettaglio -2,2%; Agricoltura - 1,5%; Attività Manifatturiere – 1,4%; Costruzioni -1,7%.  

Voci collegatemovimentazione anagrafica, movimprese

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