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16-07-2010

Movimprese II trimestre 2010

 

Cresce il numero di nuove imprese, in netto calo le cessazioni.
Da aprile a giugno 2010 sono nate in provincia di Perugia 1.176 nuove imprese, 101 in più rispetto a un anno fa. In forte diminuzione le cessazioni scese a 566 unità, circa il 30% in meno sul II trimestre del 2009. Il saldo positivo di oltre 600 unità, porta il tasso di crescita allo 0,83%, il 36° nella graduatoria delle 105 province italiane.
Al 30 giugno 2010 lo stock complessivo di imprese operanti in provincia di Perugia sale a 73.731 unità con una variazione tendenziale del + 0,7%, il secondo miglior risultato dell’ultimo quinquennio.  Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio di Perugia:”Stavolta il segnale è chiaro: la base imprenditoriale della provincia di Perugia ha ripreso a espandersi a ritmi sostenuti, grazie soprattutto alla netta contrazione delle cessazioni. La fiducia degli imprenditori perugini prende forza e ciò dimostra che anche a livello locale le dinamiche recessive stanno perdendo di intensità”.

 


Tra aprile e giugno 2010 in provincia di Perugia sono nate 1.176 imprese e ne sono cessate 566, con un bilancio anagrafico positivo per 610 unità. Si tratta del miglior II trimestre degli ultimi cinque anni. Il tasso di crescita provinciale tocca + 0,83%, che porta Perugia al 36° posto nella graduatoria delle 105 province italiane.
Il saldo positivo del II trimestre 2010 è frutto di un buon aumento delle nuove iscrizioni, passate dalle 1.075 di dodici mesi fa a 1.176 di quest’anno. Ma la nota più significativa si registra nelle cessazioni scese a 566 unità dalle 791 del II trimestre 2009, con una riduzione di 230 cessazioni, circa il 30% in meno.
Lo stock complessivo delle imprese operanti in provincia di Perugia al 30 giugno 2010 sale a 73.731, 492 in più del giugno 2009: la variazione tendenziale è pari a +0,7%, il secondo miglior valore degli ultimi cinque anni, dopo la variazione del +0,9% registrata nel II trimestre del 2006.
Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia: “Questi dati ci dicono che la fiducia degli imprenditori è in ripresa e che le imprese riescono a reggere il mercato con maggiori possibilità di successo. E stavolta il segnale è netto: se le cessazioni diminuiscono in maniera così evidente, vuol dire che anche a livello locale le dinamiche recessive stanno perdendo di intensità e che si stanno rinforzando le condizioni per operare bene sui mercati ”.
Ancora il Presidente Mencaroni: “La dinamica dei due flussi (nuove aperture/cessazioni) sta riavvicinandosi ai valori ante crisi, e in particolare è da notare come mentre il flusso delle nuove iscrizioni appare consolidarsi su livelli medi, quello delle cessazioni sta perdendo il carattere ‘emorragico’ degli ultimi trimestri per ritornare ad un ritmo più fisiologico dei ricambi e delle sostituzioni”.
Il saldo positivo di 610 unità tra le imprese nate e cessate riscontrato in provincia di Perugia nel II trimestre 2010 porta ad un tasso di crescita positivo dello 0,83%, il 36° nella graduatoria delle 105 province italiane.

 

LE FORME GIURIDICHE


In termini assoluti, il bilancio positivo del trimestre è stato determinato principalmente dalle società di capitali (+634). In termini relativi, esse mostrano di essere la forma giuridica più dinamica, con un tasso di variazione tendenziale del +5,1%, in rialzo di quasi un punto percentuale rispetto alla performance del II trimestre 2009 quando fu del 4,2%.
Sopra la media anche l’aggregato delle “altre forme” che include cooperative, consorzi, società consortili, eccetera e che nel trimestre è cresciuto del 1,5%.
In flessione le ditte individuali con un –0,7% in linea con i dati dell’ultimo triennio.
Le Società di capitali continuano a rafforzare il proprio peso: nel II trimestre 2005 rappresentavano il 14,5% delle imprese provinciali; al 30 giugno 2010 hanno raggiunto quasi il 18%.
Le società di persone e le altre forme societarie si mantengono stabili, le prime rappresentano circa un quarto delle imprese totali, mentre le seconde hanno un peso del 3%.
Diminuisce l’incidenza delle ditte individuali, che tuttavia restano di gran lunga le più numerose, che passano dal 58,5% del II trimestre 2005 al 55% di questo trimestre.

I SETTORI DI ATTIVITA’

 

Le imprese attive si attestano a circa 64.000. I settori che scontano i risultati peggiori sono l’Agricoltura, Silvicoltura e Pesca (-239 unità), le attività Manifatturiere (-177 imprese), le Costruzioni (-73 unità).
Le situazioni più positive si registrano nelle attività dei servizi di alloggio e Ristorazione (+138 imprese) e nelle Attività immobiliari (+124).
 

 

Scarica il comunicato stampa completo di tabelle dalla barra destra del sito.
 

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