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28-07-2010

Vino: Nuove regole OCM - Presentato il Vademecum Unioncamere

Un Vademecum di Unioncamere Umbria per guidare le imprese vitivinicole nell’interpretazione delle nuove norme varate dalla Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo (OCM).
Presentato nel corso di due seminari sul tema “La nuova organizzazione comune del mercato vitivinicolo e la riforma della legge vini”, il Vademecum è uno strumento di divulgazione rivolto ai vitivinicoltori umbri chiamati al rispetto delle regole della nuova OCM, molte delle quali con riflessi diretti sul ciclo produttivo, in particolare dei vini a denominazione.

 


Nella prima metà del 2008 è stata riformata l’Organizzazione Comune del Mercato Vitivinicolo (OCM), ovvero il complesso di norme che regolano la produzione e il commercio di vino sul mercato comunitario. Le innovazioni apportate dalla nuova OCM sono numerose e riguardano, in particolare, la classificazione dei prodotti, il sistema dei controlli e la tutela giuridica delle denominazioni. Gli obiettivi che la Commissione Europea intende raggiungere con la nuova OCM sono finalizzati a migliorare la competitività del settore vitivinicolo, garantire controlli imparziali sugli operatori ed assicurare una maggiore tutela del consumatore.
Per illustrare e analizzare il complesso di disposizioni della nuova OCM Unioncamere Umbria ha tenuto due seminari (uno a Perugia, presso la sede della Camera di commercio, e uno ad Orvieto, presso il Palazzo del Gusto) sul tema “La nuova organizzazione comune del mercato vitivinicolo e la riforma della legge vini” nel corso del quale è stato presentato e distribuito un Vademecum destinato a tutti i vitivinicoltori che operano all’interno di una filiera di notevole rilevanza per la nostra regione, sia in termini di valore economico che di rinomanza delle produzioni. Il presidente di Unioncamere Umbria Giorgio Mencaroni: “La nostra speranza è che una maggior conoscenza delle motivazioni che hanno portato alla revisione della normativa comunitaria e la sua corretta applicazione siano di sostegno e stimolo alla competitività dei nostri operatori, così da garantire, e ove possibile migliorare, i livelli qualitativi che da sempre hanno caratterizzato – e soprattutto oggi caratterizzano - i vini della nostra regione”.
Nella organizzazione del seminario Unioncamere Umbria si è avvalsa della collaborazione delle Camere di commercio di Perugia e Terni, di Confagricoltura Umbria, di Coldiretti Umbria, della Confederazione italiana agricoltura dell’Umbria, della Lega delle Cooperative e di Confcooperative Umbria, e della consulenza tecnica di Dintec, Consorzio per l’Innovazione tecnologica creato dal sistema delle Camere di commercio italiane.
“La strada che l'Europa ci indica è quella giusta: ridurre gli attori all'interno della filiera, semplificare le norme, aiutare i produttori” ha commentato il Presidente Mencaroni. “In Umbria la produzione vinicola oltre al significativo contributo assicurato in termini di valore aggiunto, costituisce una componente essenziale ed insostituibile della carta di identità dell’Umbria e per questo deve essere considerata a ragione come un prezioso patrimonio di tutta la collettività regionale”.

E sull’impianto della nuova OCM, Mencaroni ha voluto sottolineare anche l’aspetto legato alle competenze istituzionali. “La nuova OCM assegna alle Regioni la tenuta degli albi e anche il riassetto del sistema dei controlli sarà gestito da un inedito ombrello normativo in capo a organismi terzi ed indipendenti. Su questo punto, come presidente di una Camera di Commercio, sento di poter dire che c'è un patrimonio di competenza che va difeso e valorizzato: è il lavoro che l'ente camerale ha svolto in questi anni attraverso l'Albo dei Vigneti che ora confluirà nel nuovo schedario regionale. Per questo ritengo che la Camera di Commercio sia quell'ente terzo sia per i tanti anni di contatto costante con le imprese sia per la conoscenza della linea della filiera, che la mettono nella condizione migliore per continuare a gestire la certificazione del vino, magari attraverso una apposita convenzione con la Regione”.
Il Vademecum realizzato da Unioncamere Umbria ha un taglio pratico, con molte esemplificazioni ed approfondimenti, e potrà facilitare il vitivinicoltore nella conoscenza e nella corretta applicazione dei nuovi principi normativi, molti dei quali hanno un impatto diretto nel ciclo produttivo, in particolare dei vini a denominazione.
Il Responsabile Area Qualità e Normativa Tecnica di Dintec, dr. Antonio Romeo: “Con la riforma dell’OCM, la Commissione UE intende raggiungere alcuni obbiettivi prioritari: accrescere la competitività dei produttori di vino dell’UE, consolidando la reputazione dei vini europei e conquistando nuove quote di mercato; equilibrare offerta e domanda sul mercato comune, attraverso la definizione di regole semplici, chiare ed efficaci; aumentare la tutela del consumatore, includendo il comparto vini nel modello di gestione dei prodotti di qualità già adottato per altri comparti agroalimentari; preservare le migliori tradizioni della produzione vitivinicola europea e promuovere il ruolo sociale e ambientale delle zone rurali”.
 

Il Vademecum introduce alle principali misure a sostegno del mercato vitivinicolo introdotte dalla nuova OCM che riassumiamo.
Dotazioni finanziarie nazionali: le misure possibili includono la promozione nei paesi terzi, la ristrutturazione/riconversione dei vigneti, gli investimenti destinati all’ammodernamento della catena di produzione e all’innovazione, il sostegno alla vendemmia verde, nuove misure di gestione della crisi e il sostegno disaccoppiato.
Misure di sviluppo rurale: una parte dei fondi verrà destinata a misure di sviluppo rurale e sarà riservata alle regioni vitivinicole. Tali misure possono includere l’insediamento di giovani agricoltori, il miglioramento della commercializzazione, la formazione professionale, il sostegno alle organizzazioni di produttori, i finanziamenti destinati a coprire le spese supplementari e le perdite di reddito derivanti dal mantenimento dei paesaggi di valore culturale, nonché forme di prepensionamento.
Diritto di impianto: è prevista la loro abolizione entro la fine del 2015, ma potranno essere mantenuti a livello nazionale fino al 2018.
Eliminazione progressiva dei regimi di distillazione: la distillazione di crisi sarà limitata a quattro anni, a discrezione degli Stati membri, fino al termine della campagna 2011/2012, con una spesa massima limitata al 20% della dotazione finanziaria nazionale nel primo anno, al 15% nel secondo, al 10% nel terzo e al 5% nel quarto. La distillazione di alcol per usi alimentari sarà progressivamente eliminata in un periodo transitorio di quattro anni, durante il quale sarà concesso un aiuto accoppiato che sarà poi sostituito dal pagamento unico disaccoppiato per azienda.
Introduzione del pagamento unico per azienda: sarà concesso ai produttori di uve da vino a discrezione degli Stati membri ed a tutti i produttori che estirpano i loro vigneti.
Estirpazione: è introdotto un regime di estirpazione volontaria spalmato in un periodo di tre anni per una superficie totale di 175.000 ettari. Uno Stato membro può mettere fine all’estirpazione quando la superficie estirpata rischia di superare l’8% della superficie viticola nazionale o il 10% della superficie totale di una determinata regione. La Commissione può mettere fine all’estirpazione quando la superficie estirpata raggiunge il 15% della superficie viticola totale di uno stato membro. Gli Stati membri possono inoltre vietare l’estirpazione nelle zone di montagna o a forte pendenza, nonché per motivi ambientali.
Pratiche enologiche: l’incarico di approvare pratiche enologiche nuove o di modificare quelle esistenti viene trasferito alla Commissione, che effettuerà tale valutazione anche in accordo agli organismi internazionali presenti (Organizzazione Internazionale della vigna e del vino – OIV), aggiungendo eventualmente alcune di esse all’elenco delle pratiche ammesse dall’UE.
Miglioramento delle norme in materia di etichettatura: i vini con indicazione geografica protetta e quelli con denominazione d’origine protetta costituiranno la base del concetto di vini di qualità dell’Unione Europea e confluiranno nell’elenco dei prodotti DOP e IGP già istituito per altre produzioni di qualità. Ciò consentirà regole di etichettatura e presentazione unificate e regole di comunicazione più trasparenti per il consumatore.
Zuccheraggio: questa pratica continuerà ad essere autorizzata, ma verrà imposta una riduzione dei livelli massimi di arricchimento con zucchero o mosto. In condizioni climatiche eccezionali, gli Stati membri potranno chiedere alla Commissione un aumento di tali livelli.
Aiuto per l’uso dei mosti: tale aiuto potrà essere versato nella sua forma attuale per quattro anni. Una volta trascorso tale periodo transitorio, la spesa corrispondente potrà essere convertita in pagamenti disaccoppiati ai produttori di uve.

 

 

 



 

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